EMERGENZA INCENDI. JEUNE: «SICUREZZA PRIMA DI TUTTO, APPREZZIAMO QUEL CHE STA FACENDO ASO»

TOUR DE FRANCE | 06/07/2026 | 08:25
di Francesca Monzone

Il clima cambia e con il caldo spesso ci sono gli incendi. A farne le spese oggi è il Tour de France, con i suoi corridori, che a causa di importanti incendi cambia la terza tappa: arrivo senza pubblico a Les Angles. Ma le squadre seguono gli organizzatori, certi che la sicurezza debba sempre essere messa al primo posto.  


La Grande Boucle torna sulle strade di Francia e affronta subito un'emergenza che va ben oltre il ciclismo. La terza tappa, ccon arrivo a Les Angles sui Pirenei Orientali, si disputerà infatti in condizioni eccezionali a causa dei violenti incendi che stanno interessando alcune aree a pochi chilometri dal traguardo.


Per motivi di sicurezza e recependo in toto le indicazioni del prefetto, gli organizzatori di ASO hanno deciso che il pubblico non potrà assistere all'arrivo della tappa e che l'accesso sarà fortemente limitato anche per i mezzi al seguito della corsa. Una decisione accolta con comprensione dalle squadre, consapevoli che, in situazioni come questa, la priorità assoluta deve essere la tutela delle persone.

Uno dei  primi a commentare la decisione è stato Raphaël Jeune, direttore generale della Cofidis, che ha espresso piena fiducia nell'operato degli organizzatori: «Crediamo che la sicurezza del pubblico e dei corridori sia fondamentale e da questa decisione emerge ancora una volta come ASO prenda sempre decisioni responsabili».

Per limitare al massimo la presenza di mezzi nella zona dell'arrivo, è stata infatti ridotta drasticamente la carovana del Tour. «Per proteggere sia i corridori sia il pubblico, è stato eliminato il passaggio della carovana e di tutti i veicoli non indispensabili. Saranno autorizzati soltanto i mezzi prioritari per il regolare svolgimento della corsa, come le auto dei direttori sportivi, gli autobus delle squadre e poche altre vetture».

Una misura che, secondo Jeune, consentirà di mantenere la situazione sotto controllo: «Credo che sia una buona decisione perché permette di mantenere la situazione il più possibile stabile».

Nonostante la fiducia nelle scelte dell'organizzazione, il dirigente della Cofidis sottolinea come l'evoluzione degli incendi continui a essere monitorata: «Ci sono ancora diverse questioni da affrontare, perché anche il percorso alternativo attraversa zone attualmente interessate dagli incendi. Dovremo aspettare e vedere, ma ho piena fiducia in ASO e nelle decisioni che verranno prese.»

Oltre agli aspetti logistici, le squadre sono chiamate a gestire anche il lato psicologico dei propri atleti. Oggi è praticamente impossibile impedire ai corridori di venire a conoscenza delle notizie che arrivano dall'esterno, ma il lavoro dello staff consiste proprio nel permettere loro di concentrarsi esclusivamente sulla gara.

«I corridori vedono i social media, leggono le notizie e sanno che ci sono incendi in Francia. Ma la loro priorità al Tour de France è dare il massimo. Rimangono nella loro piccola bolla e il nostro compito è mantenerli in quella bolla, portandoli nelle migliori condizioni possibili alla partenza di ogni tappa».

Il Tour de France, come ogni grande evento all'aperto, è inevitabilmente legato alle condizioni ambientali. E proprio la capacità di adattarsi viene considerata una qualità fondamentale. «In casi come questo bisogna adattarsi, qualunque cosa accada. Fa parte del nostro lavoro proteggere i corridori fino alla fine».

Le squadre seguiranno quindi tutte le indicazioni dell'organizzazione. «Ci adatteremo alle direttive di ASO. Ancora una volta, credo che gli organizzatori prendano decisioni cercando di tutelare tutte le parti coinvolte». Per i corridori sarà inevitabilmente una situazione insolita. Le grandi salite del Tour de France sono tradizionalmente accompagnate da migliaia di appassionati che trasformano ogni ascesa in una festa popolare. A Les Angles, invece, il silenzio prenderà il posto del tifo.

Una rinuncia che viene accettata con senso di responsabilità. «Naturalmente ci piace essere incoraggiati e sentire il pubblico, soprattutto in una tappa difficile come questa. Ma comprendiamo perfettamente la situazione ed è importante non mettere in pericolo le persone. In fondo, questo porterà anche un po' più di tranquillità nel finale della corsa».

L'emergenza incendi si aggiunge all'ondata di caldo che sta accompagnando questa prima settimana della Grande Boucle, riportando l'attenzione sugli effetti sempre più evidenti delle condizioni climatiche anche nello sport. Per gli addetti ai lavori, però, la risposta non è fermare la corsa, bensì imparare a gestire situazioni sempre più complesse. «Siamo al Tour de France e dobbiamo adattarci. Non possiamo pensare di cancellare le tappe: sarebbe un peccato per la corsa più importante del mondo».

«Spetta agli organizzatori prendere le decisioni migliori e a noi corridori adattarci. Oggi faceva molto caldo, ma credo che lo abbiamo gestito abbastanza bene. Anche noi ci stiamo acclimatando».

La terza tappa del Tour de France sarà quindi diversa da tutte le altre. Niente folla sulle ultime rampe verso Les Angles, meno mezzi al seguito della corsa e massima attenzione alla sicurezza. Un'immagine insolita per la Grande Boucle, che ancora una volta dimostra come il ciclismo sappia adattarsi agli eventi, mettendo sempre al primo posto la tutela di atleti, addetti ai lavori e appassionati.


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