Acclamato da centinaia di tifosi messicani residenti a Montréal, Isaac Del Toro si è aggiudicato il primo round (o il secondo, se consideriamo anche il GP Québec) della campagna canadese. Quello che conta di più, però, sarà l’ultimo, il Mondiale tra due settimane, dove a questo punto il messicano sarà l’indiziato alla vittoria numero 1.
Intanto, però, si è messo in palmares la sua prima classica WorldTour. Due giorni fa, in Québec, era sembrato tra i big quello ancora un po’ più imballato. Oggi, a Montréal, è sembrato il più in palla assieme a Paul Seixas. «Volevamo essere in superiorità nel finale e ci siamo riusciti. Mi sono mosso al momento giusto e poi Yates e McNulty hanno fatto un grande lavoro per lanciarmi. In realtà anche oggi non mi sentivo un granché nella prima parte di corsa, poi la squadra mi ha spronato a lungo e nel finale ho trovato la forza per fare quello che ho fatto. Cosa vuol dire in vista dei Mondiali? Beh che il Messico è messo bene».
Come sempre, però, il portacolori della UAE Team Emirates-XRG non si lascia trasportare dagli entusiasmi. Anzi, cerca di allentare la pressione in vista di ciò che sarà. «Non mi sento il favorito per il Mondiale, anche perché, come ho detto, le sensazioni non sono ancora le migliori. Spero davvero che possa ripetersi una situazione come questa tra due settimane, ma non lo so. In due settimane la condizione di ognuno può cambiare, anche di molto, l’importante sarà non ammalarsi e continuare a lavorare».
Anche perché alla prova iridata non avrà McNulty, Yates o la UAE a proteggerlo, stimolarlo e lanciarlo. Correrà praticamente da solo contro nazionali molto più attrezzate del Messico: «Ma la cosa non mi preoccupa. L’anno scorso ho dimostrato di poter portare la corsa dalla mia parte anche non avendo una squadra forte a disposizione. L’importante sarà avere buone gambe e poi capirò come muovermi».
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