La VUELTA. 5. Già con Taddeo a livello di partecipazione era una Vuelta sotto tono, anche se lo sloveno irradiava comunque luce su tutto. Al numero uno basta uno scatto, una progressione o un allungo ben assestato per prendersi la scena, senza neanche affaticarsi troppo. Con tutto il rispetto dei partecipanti che si sono dannati l’anima per un anno intero percorrendo una stagione lunga e logorante, corsa a medie assassine, il Giro di Spagna è risultato uno degli spettacoli meno accattivanti degli ultimi anni, una nenia stucchevole e incolore. Se noi italiani siamo sempre pronti a dilaniarci l’anima per come siamo diventati tapini, a questo turno possiamo rimandare al mittente le critiche e dire che la nostra “corsa rosa” è stata di gran lunga meglio della Vuelta. La terza settimana non pervenuta: Mas vince per manifesto livellamento e sfinimento dei suoi avversari, che si accontentano di mantenere la posizione acquisita nelle prime due settimane. Corsa congelata: raggelante.
MOVISTAR. 10. Vincono una tappa con Mas, ma quel che più conta è che vincono sulle strade di casa la Vuelta con il corridore maiorchino. La legittimazione del suo successo in questo Giro di Spagna non è quando lo spagnolo va a vincere a Costa Blanca (9a tappa), ma quando recupera e supera Pogacar sullo sterrato sul Puerto el Bartol. Quell’azione, quel recupero, vale la sua Vuelta.
UAE TEAM EMIRATES – XRG. 7. Dieci piazzamenti nei dieci, tre vittorie di tappa con Taddeo, prima del suo ritiro. Poi poco da dire, poco da far vedere. Perdono lo sloveno, ma anche Sivakov, Torres e Vine. Finiscono la Vuelta con mezza squadra, ma l’inizio è stato da applausi.
SOUDAL QUICK-STEP. 6,5. Dieci piazzamenti come la Uae, una bellissima vittoria di tappa ieri con Mikel Landa. Il miglior piazzato? Filippo Zana, diciottesimo.
NETCOMPANY INEOS. 7. Oscar Onley è il loro ragazzo di punta, vince la maglia bianca di miglior giovane e si porta a casa un piazzamento incoraggiante: 6° nella generale, come un anno fa il nostro Pellizzari. Piazzamenti 9, nessuna vittoria.
RED BULL BORA HANSGROHE. 8. Raccolgono una montagna di piazzamenti (19), e portano sul podio Primoz Roglic che a 36 anni suonati arriva sul secondo grandino del podio. Mica male per un corridore che rientrava anche da un brutto infortunio che ne ha rallentato la marcia verso Granada.
TEAM VISMA LEASE A BIKE. 9. Daje e daje alla fine sono anche riusciti a mettere uno dei loro nella top 5: Sepp Kuss. Fanno incetta di piazzamenti, nessuno come loro (24). E, quel più conta, fanno razzia di vittorie: 7. Cinque con uno dei corridori più interessanti di questa Vuelta, Matthiew Brennan, 21 anni appena compiuti, e due con quel fenomeno di Wout Van Aert, che si porta a casa anche la maglia verde della classifica a punti e sfiora anche quella a pallini del gran premio della montagna.
DECATHLON CMA-CGM TEAM. 8,5. È la miglior squadra di questo Giro di Spagna. Corrono con grande attenzione e acume tattico. Non vincono, ma raccolgono una buona dose di piazzamenti (12) e quel più conta fanno salire ancora una volta Felix Gall sul podio (3°). Dopo il Giro (2°), una bella conferma: per l’austriaco e per il team.
TUDOR PRO CYCLING TEAM. 7,5, Cinque soli piazzamenti, ma due vittorie: con Brenner e Küng. Esemplari.
BAHRAIN VICTORIOUS. 8,5. Molto attivi e sempre presenti. Sempre all’attacco e anche sfortunati, perché una vittoria di tappa in più con Buitrago potevano anche raggiungerla. La conquistano con un ragazzino che sicuramente farà parlare di sé: Omrzel, che nei dieci (7°) conclude anche la sua fatica.
LIDL TREK. 5,5. Nessuna vittoria, sette piazzamenti nei dieci e alla fine uno Skjelmose che esce dai dieci e finisce la corsa con un modesto 13° posto, che è poi è lo stesso che ottiene il team.
NSN CYCLING TEAM. 5. Dieci piazzamenti, ma alla fine raccolgono molto poco. Troppo poco.
UNO X MOBILITY. 8. Sempre nel vivo della corsa, sono tra i pochi che provano a far vedere qualcosa e lo fanno vedere chiaramente. Undici piazzamenti e due vittorie di tappa con Leknedssund e Johannessen. Squadra di grandissimo livello: ormai non è più una novità. Certezza.
LOTTO INTERMARCHÈ. 6. Fatica tanto Jarno Widar (finisce 23°), ma si fa vedere in più di una circostanza, portando a casa piazzamenti di peso. Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette…
EF EDUCATION-EASY POST. 6,5. Otto piazzamenti e un 4° posto finale di Carapaz a conferma che il corridore ecuadoriano è di un valore assoluto. Nonostante non sia al top, con ostinata regolarità porta a casa un piazzamento importante. Non dà mai l’idea di essere brillante, ma si fa vedere. Dice la “locomotora”: «Tenete d’occhio Juan Felipe Rodriguez: è un corridore». Preso nota!
XDS ASTANA TEAM. 7. Quattordici piazzamenti nei dieci di cui la metà con il nostro Romele che impressiona come pochi. Squadra tosta, piazza due corridori nella top-ten: Christian Rodriguez (9°) e Tejada (10°).
PINARELLO Q36.5. 6,5. Una vittoria di tappa, con Dunbar. Poi altri otto piazzamenti nei dieci. Si fanno vedere, e anche bene.
ALPECIN PREMIER TECH. 4. Ultimo posto nella classifica per squadre e soli quattro piazzamenti nei dieci in tre settimane. Unica nota positiva, il belga Ramses Debruyne. Un po’ poco.
GROUPAMA FDJ UNITED. 7. Ottavo posto finale con Berthet, il quarto nella speciale classifica a squadre. Una vittoria di tappa con Tronchon e poi altri sette piazzamenti. Squadra non esaltante, ma costante.
EQUIPO KERN PHARMA. 7. Con Urko Berrade disputano una buonissima terza settimana. Si fanno vedere, raccolgono sei piazzamenti e portano a casa un buon 19° posto: per una piccola formazione come la loro non è poi male.
COFIDIS. 6,5. Cinque piazzamenti e una vittoria con Coquard, che ne sfiora altre due.
TEAM PICNIC POSTNL. 5. Alla 19a tappa ottengono finalmente il primo e unico piazzamento nei dieci: 8° Hamilton. Finiscono la corsa con soli 3 corridori.
TEAM JAYCO ALULA. 4. Un solo piazzamento (15a tappa): 6° con Covi.
BURGOS BURPELLET BH. 5. Due piazzamenti e poco altro. Molto poco.