Lacrime amare. Alessandro Romele ci ha provato fino all'ultima tappa, dopo una Vuelta a Espana 2026 corsa alla perfezione, con caparbietà e intraprendenza: a scippare la vittoria al 23enne dell'XDS Astana è stato Tobias Johannessen, in grado di resistere negli ultimi metri sul traguardo di Granada: «Ho dato il massimo - ha dichiarato dopo l'arrivo -, non ho nulla da recriminare. Sono stanco, è stata una corsa veramente tosta. Le energie sono quelle che sono: ora un po' di meritato riposo, sono pronto per affrontare il finale di stagione».
Intervenuto al termine della tappa, Romele ha provato a sorridere dopo un'altra delusione cercando di analizzare la gestione nel finale: «Ho provato ad anticipare sulla salita, in discesa mi sono fatto il segno della croce, ho cercato di spendere il meno possibile rimanendo sulle ruote giuste, credo di aver anticipato al meglio».
Nell'auto-analisi l'azzurro ha evidenziato quella che a suo avviso è stata l'unica sbavatura: «Forse l'unica cosa da recriminare è stato il tentativo nell'ultimo chilometro. Ma ero secondo, ero partito bene e nella posizione migliore». Immediatamente dopo il traguardo Romele è scoppiato in lacrime, ma anche senza la vittoria rimane una Vuelta con tanti ottimi piazzamenti: undicesimo posto nella cronometro inaugurale, quarto a Roquetes. Terres de l'Ebre, sesto a Xeraco, ottavo a Lorca, quarto a Siviglia e due secondi posti, il primo a Cordoba, battuto soltanto da Wout Van Aert.
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