È passato più di un mese dalla caduta che ha rallentato la stagione di Laura Tomasi. La trevigiana della Uno-X Mobility era impegnata nella prima tappa del Tour de France Femmes quando è finita a terra: era risalita in sella ma dopo qualche pedalata aveva dovuto ritirarsi e i successivi controlli medici avevano evidenziato una commozione cerebrale.
Laura, è stata una brutta botta.
«Sì, in tutti i sensi. Mi ci sono voluti diversi giorni per riprendermi ma ora sto meglio. La caduta ha impattato anche sul morale: mi dispiace davvero essere stata costretta lontano dalle gare, e soprattutto dalla bici, per diverse settimane».
Adesso hai ripreso a pedalare?
«Ho fatto qualche breve uscita, sto riprendendo con calma. La condizione non è a livelli ottimali per ora, ma sono fiduciosa».
Ti vedremo in questa ultima parte di stagione?
«Farò il possibile per esserci, valuteremo con la squadra. Sono molto grata a tutto lo staff del team, sento la vicinanza di tutti. Spero davvero di poter gareggiare quest’anno, aiutare le mie compagne sarebbe il modo migliore per ringraziare il team per il supporto che mi hanno sempre dato».
Se a livello personale il tuo Tour de France Femmes non è andato come avresti voluto, per la Uno-X Mobility è arrivata la vittoria di Sigrid Haugset sul traguardo di Poligny.
«Conoscendo le sue doti sapevo che avrebbe potuto farcela. Quando ha tagliato il traguardo dopo quella fuga, ho provato una grande gioia. Voglio ringraziare Sigrid per le emozioni che mi ha regalato e le devo anche un grazie in più perché con lei ho iniziato un mio progetto a cui stavo pensando da tempo».
Quale?
«Ho aperto un podcast in cui tratto di sport al femminile: The Women’s Spot. Sigrid è stata la mia prima ospite».
Un podcast che si apre con una vincitrice di tappa al Tour de France Femmes. Niente male come inizio.
«Sì, sono molto felice che Sigrid abbia accettato il mio invito».
Hai detto che tratti di sport, non solo ciclismo quindi.
«Il ciclismo ovviamente avrà uno spazio importante, ma il vero obiettivo è far conoscere storie di atlete di diverse discipline. Lo sport femminile in questi anni è cresciuto, lo si dice molto spesso, di sport femminile però si parla ancora troppo poco. Io, nel mio piccolo, voglio provare a parlarne di più».
Hai studiato un format per le tue interviste?
«Nessun format vero e proprio. Solo la voglia di raccogliere i racconti e le esperienze di altre ragazze, mi ha sempre affascinato ascoltare le storie delle persone. Uno degli obiettivi che mi sono posta è quello di capire come nasce la passione per lo sport in un’atleta di alto livello e qual è il percorso che l’ha portata ad eccellere. Ognuna di noi ha fatto una “sua strada”, abbiamo il nostro vissuto e il nostro percorso. Vorrei esplorarlo e capire di più chiacchierando. Nella speranza che le parole delle mie interlocutrici possano essere d’ispirazione per altre ragazze. Un punto fermo nel podcast però c’è: le chiacchierate sono, e saranno, tutte in lingua inglese».
«Vorrei raccogliere più storie possibili e arrivare a più persone possibili, usando l’inglese ho decisamente più opportunità che in italiano. La prima puntata che abbiamo registrato con Sigrid Haugset ne è l’esempio, non sarebbe stata possibile se non in inglese».
La prima puntata è stata pubblicata su Spotify lunedì 7 settembre, quando uscirà la prossima?
«Lunedì 14. Vorrei mantenere una frequenza settimanale».
Prossime ospiti?
«Non posso spoilerare. Per scoprirlo dovrete seguirmi sulla pagina di Spotify e sui profili social di The Women’s Spot. Vi aspetto».
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