ANTIDOPING. UN GIUDICE DI PARIGI HA AUTORIZZATO I CONTROLLI NOTTURNI A POGACAR E VINGEGAARD

TOUR DE FRANCE | 20/07/2026 | 16:28
di Francesca Monzone

Emergono nuovi importanti dettagli sui controlli antidoping effettuati al Tour de France 2026. Ci sarebbe stata l’autorizzazione  di un giudice del Tribunale di  Parigi, che avrebbe dato il via libera ai controlli che hanno coinvolto Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, rispettivamente primo e secondo della classifica generale al momento dei test.


Dopo le polemiche nate in seguito alle visite degli ispettori dell'International Testing Agency (ITA) alle 5 del mattino per Pogacar e alle 2 per Vingegaard, è il quotidiano francese L'Équipe a rivelare un elemento destinato ad alimentare ulteriormente il dibattito: i controlli notturni sarebbero stati autorizzati da un giudice del Tribunale di Parigi, come previsto dalla normativa francese.


La notizia è stata battuta dal quotidiano L’Equipe poco dopo le 16 di oggi, sottolineando le informazioni come una loro esclusiva, poichè avrebbero direttamente contattato il tribunale di Parigi, modalità questa sempre utilizzata da L’Equipe per quanto riguarda le indagini anti-doping.

Secondo quanto riportato in esclusiva, prima di procedere ai controlli, l'ITA si sarebbe rivolta a un Giudice delle Libertà e della Detenzione (JLD) del Tribunale di Parigi per ottenere l'autorizzazione necessaria.

Si tratta di una procedura eccezionale prevista dall'articolo L.232-14-4 del Codice dello Sport francese, introdotto nel 2015 e, secondo una fonte interna all'agenzia antidoping citata da L'Équipe, applicato per la prima volta proprio durante questo Tour de France.

La misura è così rara che lo stesso Tadej Pogacar, nella conferenza stampa successiva alla quindicesima tappa, aveva ammesso di non sapere nemmeno che controlli di questo tipo fossero consentiti.

L'aspetto più delicato riguarda proprio le condizioni previste dalla legge. Secondo il Codice dello Sport francese, un controllo antidoping effettuato tra le 23 e le 5 del mattino non può essere autorizzato automaticamente e deve rispettare un determinato iter legale.

Il magistrato deve infatti verificare l'esistenza di "sospetti seri e fondati" che l'atleta abbia violato o stia per violare la normativa antidoping, oltre ad accertare che esista un concreto rischio di perdita delle prove o di inquinamento delle stesse.

Si tratta di un quadro giuridico molto simile a quello previsto per l'autorizzazione di una perquisizione nell'ambito di un'indagine penale. Contattata da L'Équipe, anche la Procura di Parigi ha confermato l'esistenza della procedura.

Nel comunicato viene spiegato che, in occasione del Tour de France, le sezioni specializzate in materia di salute pubblica dei tribunali di Parigi e Marsiglia collaborano regolarmente con l'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) e con l'International Testing Agency.

La Procura ha precisato che i giudici delle due giurisdizioni sono competenti ad autorizzare eventuali controlli antidoping notturni e che, in questo caso, l'ITA ha presentato una richiesta formale prima di effettuare i test nella notte tra il 18 e il 19 luglio.

Lo stesso Codice dello Sport francese stabilisce che tali controlli debbano svolgersi nel rispetto del principio di proporzionalità.

La legge impone infatti che le verifiche siano effettuate: garantendo il giusto equilibrio tra la tutela dei diritti dell'atleta e la necessità di contrastare il doping; limitandosi esclusivamente al prelievo dei campioni biologici; consentendo all'atleta di registrare eventuali osservazioni sulla procedura.

L'obiettivo dichiarato resta quello di garantire la correttezza della competizione e la tutela della salute degli sportivi. Il caso continua a far discutere e la  vicenda ha assunto una rilevanza ancora maggiore dopo quanto accaduto poche ore più tardi nella quindicesima tappa.

Jonas Vingegaard, svegliato alle 2 del mattino per il controllo antidoping, è infatti caduto a poco più di venti chilometri dall'arrivo riportando la frattura della clavicola, un infortunio che lo ha costretto al ritiro dal Tour de France.

Lo stesso Tadej Pogacar, pur evitando qualsiasi accusa diretta, aveva ipotizzato che una notte disturbata potesse aver inciso sulla concentrazione del rivale.

Il danese aveva raccontato prima della partenza di non aver dormito bene dopo il controllo, definendo l'orario "tutt'altro che ideale" per preparare una tappa di alta montagna. Anche il team manager della Visma-Lease a Bike, Richard Plugge, aveva espresso perplessità sulla scelta dell'orario, pur ribadendo il pieno sostegno ai controlli antidoping e il rispetto dell’applicazione della legge.

La rivelazione de L'Équipe aggiunge però un elemento fondamentale alla vicenda. L'autorizzazione concessa dal giudice non rappresenta infatti una prova di colpevolezza né costituisce un'accusa nei confronti di Pogacar o Vingegaard. La normativa francese prevede che un magistrato valuti la richiesta presentata dall'autorità antidoping sulla base degli elementi investigativi a sua disposizione, autorizzando eventualmente il controllo notturno quando ritiene soddisfatti i requisiti previsti dalla legge e già precedentemente citati.

Resta ora da capire se l'International Testing Agency o l'UCI decideranno di fornire ulteriori chiarimenti su una procedura che, pur essendo prevista dal regolamento e dalla legislazione francese, non era mai stata applicata in maniera così evidente durante il Tour de France e che ha inevitabilmente acceso il dibattito tra addetti ai lavori, squadre e appassionati.


Copyright © TBW
COMMENTI
Controllo Notturno
20 luglio 2026 17:35 Stefazio
Vista la mia ignoranza in materia, ma cosa ci sarebbe di differente da un controllo notturno ad uno nelle normali ore diurne? Cosa si aspetterebbe di trovare l'agenzia antidoping?

Stefazio
20 luglio 2026 18:01 GianEnri
E' stato spiegato in vari articoli. Le famose "micro-dosi" di EPO, le cui tracce non si troverebbero più nello ore normali. Correggetemi se ho scritto inesattezze.

Stefazio
20 luglio 2026 18:47 PEDIVELLA
Stefazio hai ragione che differenza fa? I francesi vogliono fare gli splendidi sulle spalle dei ciclisti. Che vadano a fare antidoping severo anche negli altri sport.

Stefazio
20 luglio 2026 18:57 Eli2001
ne stanno parlando da due giorni sotto ogni articolo, torna indietro e trovi tutto. Ci sono sostanze che possono essere assunte dopo la tappa e smaltite prima del mattino successivo. Altrimenti non farebbero controlli notturni che scomodano chi li fa oltre che chi li subisce.

Quindi
20 luglio 2026 20:18 Ottavo Pianeta
Ci sono i presupposti per parlare di sospetti o hanno fatto una mossa discutibile? Io fossi in Remco andrei a letto presto e starei attento alle manovre delle auto della giuria...

All'idolo di casa ? Niente controllo ?!
20 luglio 2026 20:31 sommaco
L'avessero fatta anche a Seixas sarebbero apparsi più imparziali ....

M101
20 luglio 2026 22:07 sterorema
L'M101 è una molecola estratta dal verme marino Arenicola marina. È un potente trasportatore di ossigeno. Negli sport di resistenza è usata come "super EPO" per pompare più ossigeno ai muscoli. Scompare dal corpo in poche ore ed elude i test antidoping tradizionali.

M101
20 luglio 2026 23:35 sterorema
M101 è un trasportatore di ossigeno estratto dal verme marino Arenicola marina. Utilizzato in campo medico per preservare gli organi e curare gravi ustioni, è una nuova e potente sostanza dopante nello sport. La molecola trasporta ossigeno in modo massiccio ai muscoli, ma svanisce dal sangue in poche ore eludendo i controlli tradizionali.

Avete letto il libro di Di Luca?
21 luglio 2026 00:21 pickett
Si era iniettato una microdose alle ore 23;alle 7 di mattina arrivarono a prelevargli il sangue.Lui aprì tranquillo,perchè dopo poche ore dall'iniezione le tracce di EPO,pensava,sarebbero sparite.E invece ,già nel 2013,l'agenzia antidoping era in grado di rintracciarle,e Di Luca venne fregato.Carriera finita.Quindi quanto scritto da alcuni utenti poco informati non é corretto.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Gli appuntamenti del grande ciclismo, in questo mese di settembre, si stanno facendo sempre più incalzanti e al fianco dei corridori c'è un protagonista sempre più amato ed apprezzato: parliamo di Olio Redoro. Al Memorial Pantani, l'Olio Redoro è stato...


Mattia Cattaneo sarà uno dei pochi corridori che, tra due settimane, lascerà il Canada con l’en plein di gare disputate. GP de Québec e Montréal, Mondiale a crono (questo in realtà ancora in dubbio, è in ballottaggio con Sobrero), Team...


È passato più di un mese dalla caduta che ha rallentato la stagione di Laura Tomasi. La trevigiana della Uno-X Mobility era impegnata nella prima tappa del Tour de France Femmes quando è finita a terra: era risalita in sella...


Buti, il Palio di Sant’Antonio, il palio più importante - sostengono i butesi – escluso quello di Siena, la prima domenica dopo la festa di sant’Antonio Abate del 17 gennaio. Una settimana, almeno, di feste e festeggiamenti, dalle cene delle...


Al GP de Montréal abbiamo avuto la conferma che il Mondiale sarà una corsa apertissima. Il favorito n°1 per quasi tutti, Remco Evenepoel, ha pagato dazio contro Isaac Del Toro e Paul Seixas, confermando il fatto che c’è ancora un...


Il duello Paul Seixas-Isaac Del Toro è destinato ad incendiare il ciclismo dei prossimi anni. Per il momento la sta spuntando il messicano, tra Tour de France e GP de Montréal, ma il francese, oltre ad essere tre anni più...


Acclamato da centinaia di tifosi messicani residenti a Montréal, Isaac Del Toro si è aggiudicato il primo round (o il secondo, se consideriamo anche il GP Québec) della campagna canadese. Quello che conta di più, però, sarà l’ultimo, il Mondiale...


Gioventù al potere sulle strade del Canada e grande spettacolo firmato da Isaac Del Toro e Paul Seixas nel Gran Premio Montreal, sulle strade che tra due settimane ospiteranno la sfida mondiale. I due hanno attaccato nel corso dell’ultimo giro facendo...


Oggi a Granada Enric Mas ha scritto una pagina indelebile nella storia del ciclismo conquistando la Vuelta a España. In questa edizione della corsa, abbiamo visto un Enric Mas completamente diverso: sorridente e aperto al confronto, pronto a difendere e...


Lacrime amare. Alessandro Romele ci ha provato fino all'ultima tappa, dopo una Vuelta a Espana 2026 corsa alla perfezione, con caparbietà e intraprendenza: a scippare la vittoria al 23enne dell'XDS Astana è stato Tobias Johannessen, in grado di resistere negli...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra