ISRAEL PREMIER TECH. E' UFFICIALE, SYLVAN ADAMS FA UN PASSO INDIETRO E LASCIA IL TEAM

PROFESSIONISTI | 06/10/2025 | 16:42

Un cambiamento epocale in arrivo in casa Isarel Premier Tech. In un messaggio affidato ai social, il team annuncia il passo indietro di Sylvan Adams, fondatore del progetto, che lascerà ogni ruolo all'interno della società ciclistica. Ecco il messaggio postato dsal team che, lo ricordiamo, in questi giorni non sta correndo le classiche italiane.


Undici anni fa, il Team Israel Academy è stato fondato con la visione di far crescere giovani talenti provenienti da paesi ciclistici non tradizionali, tra cui Israele, fornendo agli aspiranti corridori un percorso chiaro verso il ciclismo professionistico.


In questi undici anni la squadra, che si è evoluta in Israel – Premier Tech quattro anni fa, ha vissuto gli alti e bassi che caratterizzano lo sport professionistico, dalla pura gioia di vedere i nostri corridori vincere tappe del Tour de France alla retrocessione e alla lotta per tornare nel WorldTour. Il nostro è, ed è sempre stato, un progetto sportivo.

La squadra è orgogliosa dei risultati ottenuti sulla strada, ma ancor di più della cultura che ha costruito. Questa cultura è stata la base che ha permesso al team di superare le sfide degli ultimi mesi, stando saldamente vicino ai nostri corridori e al nostro staff in un periodo incredibilmente difficile. Nel corso di questo periodo, i proprietari e la dirigenza della squadra hanno riconosciuto la necessità di cambiamento.

Con un impegno costante verso i nostri corridori, staff e partner stimati, è stata presa la decisione di rinominare la squadra, allontanandosi dalla sua attuale identità israeliana. Nello sport, il progresso richiede spesso sacrificio, e questo passo è fondamentale per garantire il futuro della squadra.

Guardando alla stagione 2026, Sylvan Adams ha scelto di fare un passo indietro rispetto al suo coinvolgimento quotidiano e non parlerà più a nome della squadra, concentrandosi invece sul suo ruolo di Presidente del Congresso Ebraico Mondiale.

Anche se ci attende un nuovo capitolo, che verrà svelato presto nei dettagli, il team rimarrà fedele alla promessa fondativa: sviluppare talenti ciclistici provenienti da tutto il mondo.

Ai nostri fan, un messaggio: grazie per il vostro incrollabile supporto nel corso degli anni, e soprattutto in queste ultime settimane. Non vediamo l'ora di continuare questo viaggio insieme.

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COMMENTI
Politica...
6 ottobre 2025 18:52 procuste
Dopo la Gazprom tocca alla Israel ammainare bandiera bianca. Lo sport è un'altra cosa

Scelta giusta
6 ottobre 2025 19:24 Alfredo.Alcaldo
Alla fine è stata una scelta intelligente, anche se indotta dai main sponsor.

A posto
6 ottobre 2025 19:49 frankie56
A posto. Domani tutto ok in Palestina. Comunque, meglio chiuderla qui. Mischiare sport, e in questo caso, il nostro sport, nelle secolari guerre di quelle zone, meglio fermarsi qui. Comunque se dici nero sei fascista, se dici rosso sei comunista, se non dici dici sei opportunista. Speriamo in nuovo sponsor che dia serenità sportiva ed economica a tutti quelli che lavorano in questo squadrone, e quest'anno non hanno vissuto dei bei momenti.

Alla faccia di quelli che sostengono che non abbia legami con lo Stato di Israele
6 ottobre 2025 19:55 Miguelon
Senza appoggio politico jon avrebbe mai avuto il ruolo di presidente del consiglio ebraico mondiale.

Procuste
6 ottobre 2025 20:23 LucaVi
Due storie totalmente differenti, la Gazprom cacciata questi se ne vanno loro per fortuna

Grande vittoria dei Pro-Pal
6 ottobre 2025 20:44 Pippopeppo35
Complimenti vivissimi

@ miguelon
7 ottobre 2025 08:47 Arrivo1991
Concordo appieno con te

Tutta una farsa!
8 ottobre 2025 11:11 umbertomaserati
Altro che “cambiamento epocale”. Qui di epocale c’è solo l’ipocrisia. L’UCI, che con Russia e Bielorussia è stata durissima, in questo caso ha chiuso entrambi gli occhi — e chissà perché. Quando c’erano di mezzo atleti e squadre russe o bielorusse, le sanzioni sono arrivate subito, senza esitazione. Ma quando si parla di Israele – e di Sylvan Adams, uno degli uomini più ricchi e influenti del mondo – improvvisamente tutto diventa “comprensibile”, “delicato”, “da gestire con sensibilità”.
La verità è che comanda sempre e solo il vile denaro, e ad Adams è stato concesso di fare come e quando gli pare, senza mai pagare alcun prezzo.

Detto questo, meglio tardi che mai. Questo “passo indietro”, se davvero sarà tale e non solo di facciata, potrebbe anche trasformarsi in un piccolo passo avanti. Lo speriamo tutti!
Ma resta il fatto che arriva troppo tardi, in modo forzato e telecomandato, e dunque non ha alcun valore simbolico o morale, come invece vorrebbe far credere la dirigenza del team. Se fosse stato fatto subito, con convinzione e schierandosi apertamente contro la guerra e il genocidio, allora sì, avrebbe avuto un senso. Così invece il valore è pari a zero: una mossa fatta solo per evitare problemi con i manifestanti.
Una presa in giro, perché si sa che al comando ci saranno sempre i soliti… e sempre lui.
Ad ogni modo, lo ripeto, è già meglio di niente.

Ora sarà interessante vedere cosa accadrà davvero: la licenza israeliana, logicamente, non potrà e non dovrà più esistere, e mi auguro che la nuova affiliazione venga fatta in Italia. Sarebbe un’occasione preziosa per rilanciare il nostro movimento, che da troppi anni non ha un team di alto livello capace di competere nelle classiche e nei grandi giri (anche se, con un Pogacar così, c’è poco da competere per chiunque).

E sul nome, vedremo… continueranno con marchi e sponsor filo-ebraici oppure avranno finalmente il coraggio di lanciare un messaggio di pace? Un messaggio che avrebbero potuto e dovuto adottare già da tempo, invece di arrivare a questo cambiamento solo dopo le proteste e dopo aver messo a rischio la sicurezza di tutti i corridori.

Comunque sia, a certi livelli e in certi contesti, dove lo sport si mescola alla politica e agli interessi economici, la morale non conta: conta solo il portafoglio.
Buona fortuna quindi — ma la mia va solo ai corridori e allo staff che quest'anno non hanno avuto "vita facile", non certo a chi li manovra dall’alto.

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