C come Cassani. Nel senso di Davide, ct della Nazionale italiana e opinionista al Processo Rai. Dopo la tappa di Cassano d’Adda ha detto: «Non c’è niente da fare: nelle tappe pianeggianti vincono i tedeschi». Dopo questa sua analisi, è stato contattato dal CNR.
C come Chaves. Nel senso di Esteban, ciclista colombiano, secondo in classifica. A soli 26 anni, ha già vinto tappe in Svizzera, alla Vuelta e adesso anche al Giro: a chi gli rimprovera di non aver ancora fatto al centro al Tour, risponde di non averlo mai corso. È uno dei più simpatici in corsa: sorride sempre, anche quando lo staccano. Ha una grande fede in se stesso: qualche anno fa è ripartito da un brutto infortunio, nel quale ha rischiato di rimetterci un braccio. Ha una grande fede e basta: è talmente religioso che quando gli dicono che sulle montagne può mettere in croce gli avversari, si fa il segno del cristiano. Corre con un braccialetto al polso destro, dono della mamma della fidanzata: viene da un santuario (il braccialetto, non Chaves né la futura suocera) e lo fa sentire più protetto di quando ha la squadra intorno. Ha rivelato di parlare con Nostro Signore ogni volta che prende il via: sarebbe stato più semplice dire che prega. Per questo, quando ha saputo che al Giro era accreditato anche il Papa, si è illuminato: Lassù mi hanno ascoltato e mi hanno mandato un tifoso speciale. Intanto, da qualche giorno, aspettando i tapponi per salire verso il Cielo, a chi gli chiede quali siano le sue condizioni, ripete una frase che sa più di avvertimento che non di preghiera: sto da Dio.
K come Kung. Nel senso di Stefan, talento della Bmc. Particolarmente bravo nelle crono: purtroppo, anche particolarmente sfortunato. Un anno fa, il suo Giro si fermò a Vicenza, dopo una caduta in discesa che gli lesionò una vertebra, che lo immobilizzò a letto per cinque mesi. Quest’anno ha cominciato la corsa rosa finendo contro una transenna nella crono in Olanda: senza questo incidente, si sarebbe giocato la tappa. In Piemonte, nella discesa di Cumiana, va ancora in terra: meglio sarebbe dire, ci ricasca. Viene un sospetto: che Kung non sia un cognome, ma il rumore dei suoi ruzzoloni.
S come Scinto. Nel senso di Luca, impagabile diesse della Wilier (nel senso di inimitabile, non che potrebbe anche non essere pagato). Ogni giorno una lezione tecnica. A Muggiò: «Fin qui le volate le hanno vinte solo i tedeschi: prima dello sprint, wurstel e crauti per tutti».
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