La sua base europea è a San Marino, mentre la sua casa con tutti gli affetti è la metropoli di Monterrey, ma è cresciuta a Tampico. Si tratta Romina Hinojosa, giovane talento messicano che corre con la Lotto-Intermarché. Spesso dietro un ciclista di punta c'è una compagna forte e questo é il caso di Romina Hinojosa, che oltre ad essere una ciclista forte, è anche la fidanzata di Isaac Del Toro.
«Il ciclismo non è uno sport molto praticato nel mio Paese, ma grazie a una squadra locale, l'AR Monex, abbiamo avuto l'opportunità di scoprire il ciclismo europeo, soprattutto in Italia».
Romina lo scorso anno ha iniziato a correre per la squadra femminile della Lotto ed è proprio allenandosi con questa squadra che ha incontrato Isaac del Toro, attualmente uno dei corridori più promettenti del gruppo internazionale. Si sono subito piaciuti e attualmente vivono insieme in un appartamento di San Marino.
«Quando ho incontrato Isaac, era un corridore talentuoso ma non conosciuto come adesso. Da allora sono cambiate molte cose nelle nostre vite e sono orgogliosa di come si sta sviluppando il nostro rapporto».
Isaac e Romina sono entrambi messicani, ma il loro è un paese molto vasto e le loro famiglie d’origine non sono vicine. «Il fatto che ultimamente non ci vediamo molto mi rende un po’ infelice. Anche quando torniamo dalle nostre famiglie in Messico non è facile. Io vivo sul Golfo del Messico, lui sull'Oceano Pacifico. È a un giorno di volo di distanza. Ogni volta che siamo insieme a San Marino, cerchiamo di sfruttare al meglio il nostro tempo. Certe volte ci alleniamo insieme. La mia posizione aerodinamica in bici è in gran parte dovuta all'allenamento che facciamo insieme. Devo rimpicciolirmi il più possibile per stare nella sua ruota. Isaac mi rende migliore, semplicemente perché vedo quanto vive per lo sport, qualcosa che cerco di emulare».
Tornando alla sua carriera la ventitreenne messicana si sta ancora scoprendo, anche se ha delle ambizioni chiare. «Ho sempre pensato di essere fatta per le corse a tappe come la Vuelta o il Tour de France, ma l'anno scorso la mia squadra, la Lotto, voleva anche darmi la possibilità di gareggiare nelle corse primaverili di casa: Le Samyn, Attraverso le Fiandre e il Giro delle Fiandre. È così che, con mia sorpresa e quella della squadra, mi sono innamorata del pavé. Adoro il caos».
La prova é stata perfettamente superata e se con il pavé si é instaurato un ottimo rapporto, diverso è il rapporto con il meteo. «Odio andare in bici sotto la pioggia. Se cadeva una sola goccia in Messico, l'allenamento veniva annullato. Qui, devo sopportarlo. Ogni volta che devo correre in Belgio, guardo praticamente le previsioni del tempo con un mese di anticipo, pregando che non piova. Se sento una goccia, vado nel panico. Le mie compagne di squadra del Belgio sono nate sotto la pioggia; io no. Ma so che posso imparare anche questo e lo sto già facendo».
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