Quando si pensa ad una delle gare più popolari, immediatamente viene in mente Strade Bianche. E’ sicuramente la Classica dalla storia più breve, ma per fascino e battaglia per molti è già considerata la sesta Classica Monumento della stagione. Questo non sorprende, perché Strade Bianche è unica nel suo genere: anche se alcune gare hanno cercato un po’ di copiarla, lei rimane unica e straordinaria, iconica e pioniera di un ciclismo moderno, che ti riporta indietro nel tempo, quando la polvere bruciava nelle narici e negli occhi dei corridori.
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La breve storia di questa corsa è ricca di eroismi, di attacchi e sconfitte ed è per questo che i corridori la amano e la odiano, per quella ricerca della vittoria, che con le sue strade di creta polverosa sa mettere in ginocchio anche il più forte dei guerrieri. Guardando il percorso, ci sono le classiche strade della provincia senese che si arrampicano su colline dove i tratti in ombra vengono decisi da sentieri con curve ricalcate da cipressi. Il percorso è un po’ cambiato e gli organizzatori hanno deciso di tagliare un totale di sedici chilometri di sterrati, accorciando la gara di dodici chilometri rispetto all'edizione dello scorso anno. Il finale mozzafiato non è stato modificato, ma la domanda rimane la stessa: sarà ancora Tadej Pogacar a vincere su Piazza del Campo?
Gli sterrati scomparsi sono quelli di La Piana (6,4 chilometri) e Serravalle (9,3 chilometri). Questi tratti hanno lasciato la scena lo scorso anno, prima ancora del finale vero e proprio. Anche il primo settore di sterrato della giornata, la Vidritta, è stato dimezzato: dove l'anno scorso i corridori dovevano percorrere 4,4 chilometri, ora sono solo 2,4.
In totale, gli uomini dovranno affrontare 64,1 chilometri di strade sterrate durante la corsa, quindi non sono più gli ottanta chilometri di prima. La lunghezza totale della gara è stata ridotta di dodici chilometri: da 213 a 201.
Il finale è invariato, con i lunghi tratti sterrati di San Martino in Grania (9,4 km) e Monte Sante Marie (11,5 km). Il percorso comprende Monteaperti (0,6 km), Colle Pinzuto (2,4 km), Le Tolfe (1,1 km), Strada del Castagno (0,7 km), Montechiaro (3,3 km) e di nuovo Colle Pinzuto (2,4 km) – che la scorsa settimana è stato intitolato a Pogacar, dove gli verrà posto un ceppo commemorativo, e Le Tolfe (1,1 km).
Dopo l'impegnativa salita delle Tolfe, il percorso prosegue con salite e discese fino all'ormai famoso traguardo nel centro di Siena, in Piazza del Campo, dopo la ripida salita di Santa Caterina, deciderà chi sarà il più forte di questa corsa. Anche il traguardo sulla storica piazza che ogni anno ospita il Palio, è diventato iconico, tanto da essere oggetto di immagini straordinarie, che in un attimo fanno il giro del mondo. Piazza del Campo, con Strade Bianche scavalca le Alpi fino a raggiungere tutti i continenti, perché bisogna ammetterlo: una corsa così bella solo Siena e la sua campagna potevano offrirla. Oggi non importa se a vincere sarà Pogacar, Del Toro, Van Aert o il giovane Seixas, perché chiunque taglierà per primo il traguardo, sarà sicuramente portato in trionfo come un eroe. I corridori amano questa corsa e molto spesso sono proprio loro a chiedere ai manager di poter partecipare. Lungo il percorso ci sarà festa al passaggio dei corridori, mentre la salita di Santa Caterina e Piazza del Campo, aspetteranno di conoscere il nome del nuovo vincitore.
nel pdf allegato trovate l'elenco dei partenti