Sicuramente Valerio Conti non si aspettava che dal suo esordio stagionale, avvenuto al Tour of Sharjah dello scorso gennaio, al successivo impegno agonistico passassero praticamente tre mesi né, tantomeno, che il percorso emotivo e fisico per arrivare al Giro di Turchia, sua gara del rientro, fosse così gravoso e provante.
A rendere decisamente tortuosi e parecchio anomali i mesi iniziali del suo 2026 è stata prima la rottura di braccio e polso che, con febbraio quasi alle porte, lo ha messo fuori causa per più un mese e, successivamente, la più recente e improvvisa scomparsa di papà Franco che ha toccato nel profondo tanto lui quanto tutta la sua famiglia.
Con un animo non dei migliori e spinto da chi gli è vicino, Valerio si comunque è imbarcato per il Presidential Tour of Turkiye dove i suoi compagni di squadra della Solution Tech NIPPO Rali hanno avuto modo di riabbracciarlo di persona prima di lanciarsi, tutti insieme, verso una corsa che per lui sarà tutto fuorché agevole da portare a termine.
“Stava andando tutto bene fino a pochi giorni fa quando mio papà è venuto a mancare” ha raccontato ai nostri microfoni il classe 93’. “Subito sono tornato a casa da mia mamma, a Roma, e onestamente non sarei voluto venire qui perché non mi sento proprio al top, ma un po' la mia ragazza e un po’ mia madre mi hanno incoraggiato a partire dicendomi che mio padre sarebbe stato più contento di vedermi felice in sella piuttosto che a casa e così sono ora sono qua”.
Ovviamente la perdita, e i difficili giorni che ne sono seguiti, hanno reso oltremodo complicato allenarsi in bici con la consueta grinta e intensità tant’è che, come lo stesso Conti ha rivelato, la gamba con cui si è presentato al via da Çeşme è tutt’altro che egregia.
“Sentivo che le cose iniziavano a mettersi bene, avevo iniziato i primi lavori di intensità ma, sinceramente, una volta che è accaduto ciò che accaduto la mia testa non ne ha più voluto sapere di fare fuori giri e sforzi simili. In sostanza, ho perso tutta la condizione che stavo riuscendo a mettere in piedi e perciò, son sincero, non arrivo qua in un buon stato di forma. Cercherò comunque di finire la corsa e approfitterò della situazione per mettere chilometri nelle gambe, magari aiutando la squadra a prendere le varie fughe di giornata”.
Le cose quindi per Valerio, da un punto di vista squisitamente atletico, nelle prossime settimane potranno solo che migliorare e in questa operazione un ruolo importante potrà giocarlo la sua formazione che negli ultimi quattro anni, stando alle parole dello stesso corridore laziale, gli ha dato davvero tantissimo.
“Questa squadra mi ha dato la possibilità di vedere il ciclismo in un altro modo, di viverlo con vera passione e non come un soldatino, e per questo sono felicissimo di essere qui. Da fuori non sembra ma è veramente un team che ti insegna chi sei e questo è importante” ha affermato con grande enfasi Conti il quale, dal 2023 in poi, ha visto la sua formazione cambiare progressivamente volto.
“Siamo partiti, quando ancora eravamo sponsorizzati Corratec, con grandi difficoltà e non eravamo affatto uno squadrone, ma di stagione in stagione è sempre andata meglio tant’è che adesso arrivano anche corridori con una certa esperienza e sono sicuro che il prossimo anno sarà ancora meglio. Di mio posso dire che farò di tutto per farla crescere ancora” ha spiegato l’ex UAE e Astana.
“Il clima adesso è diventato anche un po’ più professionale e, anche se personalmente a me non piace quella professionalità esasperata dove certe cose ti vengono inculcate a forza, trovo giusto che ci siano delle regole. Con queste e una sana dose di divertimento ora stanno arrivando i risultati per cui va bene così, stiamo andando nella direzione giusta” ha puntualizzato un Conti che, recentemente, ha accolto con favore la serie di prestazioni positive fatte registrare dai compagni nelle ultime uscite.
“Siamo felici di quello che abbiamo combinato finora. Personalmente, spero anch’io di poter tra un po’ riuscire a dare un contributo concreto oltre a quello morale che non faccio mai mancare” ha detto speranzoso Valerio che, a questo proposito, dovrà attendere la fine del Giro di Turchia per capire come indirizzare la restante parte di stagione e quali obiettivi mettere nel mirino.
“Non so quale sarà il mio programma perché l’idea era quello di definirlo una volta chiusa questa corsa. Intanto vediamo di accumulare chilometri e ritrovare un po’ di animo. Per riprendere una buona condizione ora, tra allenamenti e corse, ci vorrà almeno un mese. Dedicare un successo mio padre? Sarebbe bello, anche se a lui, ancor più che vincere, piaceva vedermi divertire in bicicletta” è stata la genuina chiosa di Valerio prima di salutarci e cimentarsi con una corsa che forse, ancora più che il colpo di pedale, potrà aiutarlo a rinvigorire il suo spirito.
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