IL TOUR DE L'AVENIR CAMBIA FORMULA E APRE A 10 FORMAZIONI DEVO

EVENTI | 15/01/2026 | 15:38
di Aldo Peinetti

Importante novità per quanto riguarda la corsa a tappe che ha rivelato al grande pubblico Tadej Pogacar e che lo scorso anno è stata vinta da Paul Seixas, ben di più che semplice astro nascente del pedale transalpino. Parliamo del Tour de l’Avenir. Disputata dal 2007 da squadre nazionali, la manifestazione si aprirà alle squadre professionistiche di sviluppo.


A-Velo, organizzatore dell'evento, ha chiesto ufficialmente all'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) di iscrivere la prova nella classe 2.2U del calendario internazionale e questo dall'edizione 2026 che si svolgerà dal 19 al 27 agosto.


«Questa evoluzione delle regole di partecipazione al Tour del'Avenir si iscrive pienamente nella realtà dell'attuale ciclismo di alto livello che ha visto, in seguito alla riforma del ciclismo professionistico avviata dall’UCI. Le squadre investono progressivamente nell'accoglienza e nella formazione dei (molto) giovani corridori creando gruppi di sviluppo, veri e propri incubatori dell'ecosistema UCI WorldTour» precisa l'organizzazione.

Il Tour del'Avenir conferma così la sua vocazione di fucina di talenti su scala mondiale, che si muovano all'interno di una squadra nazionale o di un team professionale. Prevista la partecipazione di 10 squadre di sviluppo, ovvero Team Bahrain Victorious Development Team, Development Team Picnic PostNL, EF Pro Cycling Aevolo, INEOS Grenadiers Racing Academy, Lidl-Trek Future Racing, Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies, Soudal Quick-Step Pro Cycling Team Devo Team, Tudor Pro Cycling Team U23, Team Visma | Lease a Bike Development Team, UAE Team Emirates Gen-Z.

Tutti sodalizi che hanno già confermato la loro partecipazione alla gara. Il percorso dell'edizione 2026, di sicuro esigente e selettivo come vuole la tradizione, sarà svelato nei prossimi mesi, così come la lista delle squadre nazionali che parteciperanno all'evento. Il Tour del'Avenir è organizzato da A-Velo con il sostegno del Tour de France.


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COMMENTI
U23
15 gennaio 2026 17:21 PIZZACICLISTA
E' evidente che la categoria U23 che portiamo avanti in Italia non la vuole considerare più nessuno...........meditate meditate.

Lenta agonia....
15 gennaio 2026 18:24 PACORIDER
Verso la fine del Ciclismo. Ormai si sta andando verso questa direzione. Poi investiranno assiduamente negli Juniores, Allievi e Giovanissimi chiudendo le porte a tutti.

Avenir
15 gennaio 2026 19:00 Àaaaaaa
Ha dato il via a tantissimi campioni, ma per chi non mastica di ciclismo sembra abbia lanciato solo Pogacar.

xpacorider
15 gennaio 2026 19:18 PIZZACICLISTA
se non si riformano le categorie sarà sicuramente la fine qua in Italia fra vent'anni il ciclismo (così stando) farà come la boxe

Non resta che prenderne atto
15 gennaio 2026 19:42 Roxy77
È evidente che questa variazione verso le devo preclude ogni possibile rappresentativa nazionale di qualità.... Ormai la categoria under 23 a livello internazionale ha poco senso

Aaaaaaahhh!!!
16 gennaio 2026 06:26 Eli2001
Ha dato il via a tantissimi campioni ma se leggi l'albo d'oro dal 1992 a oggi non è che ci siano, oltre a Pogacar, delle altre stelle di prima grandezza. Di sicuro é il più rappresentativo e con netto distacco. Ma é possibile che basti nominare Pogacar perché qualcuno si lamenti? É un'ossessione la vostra!

DEVO TEAM
16 gennaio 2026 07:40 Luigi Rossignoli
Buongiorno, faccio una riflessione che forse dà fastidio a qualcuno.
L’UCI ha tolto alle professional che hanno ragazzi under la possibilità di partecipare alle gare della loro categoria , togliendo di fatto ai ragazzi anche l’accesso ai Mondiali.
A questo punto mi chiedo: cosa cambia ora che le Devo team partecipano anche al Tour de l’Avenir?
Assolutamente nulla.
Questi ragazzi svolgono un’attività da professionisti veri, alla pari delle squadre dei Reverberi o della Polti.
La differenza è che, così facendo, si svuota completamente il ruolo della Nazionale, che in questa competizione non avrà alcun peso né alcuna funzione.
Luigi

U23
16 gennaio 2026 08:25 fransoli
Bisogna prenderne atto, oramai il ciclismo non è più lo sport dove si raggiungono i picchi in età matura, a 18 anni sai già se puoi ambire al professionismo e a 21 anni devi essere pronto al salto, intensità più elevate e carriere probabilmente più brevi... Ma è così in quasi tutti gli sport, anche in atletica la u23 ha poco senso secondo me, i fenomeni sbocciano tutti prima... Rimangono forse solo le discipline veloci dello sci dove l'esperienza e la conoscenza dei tracciati fanno la differenza

X Rossignoli
16 gennaio 2026 18:25 PIZZACICLISTA
Hai perfettamente ragione, la nazionale non conta più nulla (solo per fare stare chi è seduto sulla seggiola). Ma noi italiani siamo a livello giovanile ancora legati ai COMITATI REGIONALI un disastro totale, siamo condannati senza rimedio.

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