STORER TORNA AL #TOTA: «QUI HO CAPITO CHI SONO»

PROFESSIONISTI | 17/03/2026 | 12:56

Le vittorie entrano tutte nel palmares, ma ce ne sono alcune che pesano più di altre. Successi che arrivano nel momento giusto, capaci di cambiare la percezione di un corridore, non solo agli occhi degli altri, ma anche rispetto a sé stesso e alle proprie ambizioni.



Il Tour of the Alps è una corsa perfetta per le mie caratteristiche, collocata in un buon periodo dell’anno per me. Solitamente impiego un po’ di tempo per raggiungere la miglior condizione, e quest’anno l’inizio di stagione è stato condizionato da qualche problema di troppo, ma ad aprile riesco ad essere sempre competitivo. Naturalmente il profilo della corsa è importante: il #TotA ha salite adatte a un corridore con le mie caratteristiche”, ha dichiarato Storer.

Dopo aver conquistato la seconda tappa dell'edizione 2025 con un colpo di mano a Vipiteno, l’australiano è andato a prendersi la Maglia Verde Melinda nel gran finale di Lienz ai danni dell’olandese Thymen Arensman, destando grande impressione sul Bannberg e sull’impegnativa salita di Stronach. 

“Quella giornata mi ha fatto capire che sono capace di ottenere grandi risultati in corse importanti e contro avversari di altissimo livello. Il Tour of the Alps è una corsa dove tutte le tappe sono impegnative e possono risultare decisive. Bisogna restare sempre concentrati e pronti in tutte le cinque giornate di gara.”

“Arrivarci in buone condizioni è fondamentale in vista del Giro d’Italia”, ha aggiunto il 29enne australiano. “Al TotA bisogna trovare intensità di gara, valutare la gamba e, inoltre, rappresenta un’importante occasione per conquistare un risultato di prestigio prima della Corsa Rosa.”

Quella di Storer è stata una crescita graduale, in totale controtendenza rispetto alla precocità del ciclismo moderno. Un percorso costruito passo dopo passo, che ha trovato terreno fertile nella compagine elvetica Tudor Pro Cycling.

Ho sempre cercato di avere una visione a lungo termine sul mio sviluppo cercando tutti i modi per migliorare, senza essere soddisfatti di dove si è arrivati ma puntando a qualcosa in più. Dobbiamo capire che talenti come Tadej Pogačar sono casi unici in una generazione. Alla Tudor ho sposato un progetto che voleva investire su di me, mettendo energie e risorse per aiutarmi a esprimere il meglio. Dopo due anni e mezzo posso confermare che i risultati hanno rispettato le attese.”

Se vincere un anno fa il Tour of the Alps è stato il passaggio che ha cambiato la sua carriera, la prossima edizione propone all'australiano una sfida diversa e forse ancora più complessa: confermarsi. Difendere il titolo e dimostrare che quel successo non è stato un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase della sua carriera. Per Michael Storer, adesso, la vera prova è restare al vertice.


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