VERSO IL GIRO. MAGLIA CICLAMINO, LA SFIDA PUNTO A PUNTO

GIRO D'ITALIA | 06/05/2026 | 08:40
di Francesca Monzone

Al Giro d'Italia l’attenzione è sempre catturata dalla maglia rosa, simbolo del primato in classifica generale. Ma per una categoria ben precisa di corridori, ovvero velocisti, finisseur potenti e uomini da classiche, il vero obiettivo è un altro: la maglia ciclamino, assegnata al leader della classifica a punti. È qui che si gioca una competizione parallela, spesso spettacolare quanto quella per la vittoria finale.


Negli ultimi anni, la classifica a punti ha cambiato identità. Se in passato favoriva anche gli scalatori (basti pensare a vincitori come Joaquim Rodriguez e Cadel Evans: l’ha conquistata anche Contador nel 2011, ma è stata cancellata per la positività al Tour), oggi è chiaramente costruita per esaltare i velocisti. Dal 2014, il sistema di punteggio è stato modificato per premiare soprattutto chi domina le tappe pianeggianti, e ha portato alla ribalta nomi come Mark Cavendish, Nacer Bouhanni e Arnaud Démare. Oggi la differenza è netta: una vittoria in una tappa pianeggiante vale molto di più, come punti, rispetto a una di montagna o a cronometro. Questo orientamento rende la maglia ciclamino un obiettivo naturale per gli sprinter puri, ma lascia comunque spazio a corridori completi capaci di essere costanti.


Il sistema attuale premia in modo differenziato le varie tipologie di tappa. Pianeggianti: 50 punti al vincitore; collinari: 25 punti;  montagna e cronometro: 15 punti. A questi si aggiungono i punti conquistabili negli sprint intermedi, presenti in ogni tappa in linea. Qui i primi cinque classificati raccolgono punti preziosi, con 12 punti assegnati al primo. Una particolarità recente è l’introduzione della Red Bull KM, un chilometro speciale che assegna secondi di abbuono per la classifica generale (6”, 4” e 2”) ma non punti per la classifica. Un elemento tattico interessante, ma irrilevante per la maglia ciclamino.

In caso di parità, nella classifica a punti, contano nell’ordine: il numero di vittorie di tappa, gli sprint intermedi vinti e infine la posizione in classifica generale. Un dettaglio fondamentale: per vincere la maglia ciclamino bisogna arrivare fino a Roma, completando tutte le tappe. Il percorso offre diverse opportunità per chi punta alla classifica a punti. Le frazioni pianeggianti (otto nel 2026) sono numerose e decisive, mentre quelle collinari possono premiare corridori più resistenti e versatili. Le tappe di montagna (ci sono sette arrivi in salita), invece, rappresentano spesso un ostacolo: qui l’obiettivo è limitare i danni e arrivare entro il tempo massimo.

Tra i favoriti spicca Jonathan Milan, già vincitore due volte della maglia ciclamino nel 2023 e 2024 e tra i velocisti più completi del gruppo (maglia verde al Tour 2025). La sua capacità di resistere anche su percorsi impegnativi lo rende un candidato naturale al successo finale. Altro nome di primo piano è Dylan Groenewegen, velocista puro con grande esplosività. Se l’olandese riuscirà a superare le tappe più dure, potrà dire la sua anche nella classifica a punti. Occhi puntati sul talento francese Paul Magnier, giovane ma già competitivo, e sul danese Tobias Lund Andresen, corridore più completo, che potrebbe sfruttare le tappe miste per accumulare punti. Tra gli altri possibili protagonisti troviamo l’australiano Kaden Groves, già vincitore di due tappe al Giro, e outsider come il tedesco Pascal Ackermann o il milanese Matteo Moschetti.

La lotta per la maglia ciclamino non è solo questione di velocità pura. Servono continuità, capacità di restare in gara nelle giornate difficili e di sfruttare ogni occasione utile. Anche i corridori da classifica generale raramente riescono a competere davvero per questo obiettivo, proprio a causa del sistema di punteggio che privilegia le volate. Il grande interrogativo resta sempre lo stesso: chi arriverà fino in fondo, a Roma, con abbastanza energie e punti per indossare il simbolo viola? Dopo il successo di Mads Pedersen nel 2025, la sfida è aperta e promette spettacolo fino all’ultima tappa sul circuito della Capitale.


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