LA PREVISIONE DI VOIGT: «VINGEGAARD VINCERÀ CON 5 MINUTI SUL 2°. MI ASPETTO TANTO DA PELLIZZARI»

GIRO D'ITALIA | 06/05/2026 | 08:34
di Carlo Malvestio

A poche ore dalla Grande Partenza in Bulgaria l’ex professionista tedesco Jens Voigt, oggi apprezzato opinionista di Eurosport, ha fatto con la consueta simpatia e schiettezza un’analisi personale su quanto potremo vedere alla Corsa Rosa. Anche quest’anno Voigt sarà tra i talent esclusivi di Eurosport per il Giro d’Italia 2026, trasmesso in diretta integrale su discovery+ e per la prima volta su HBO Max.


Su Vingegaard. «Vincerà Vingegaard. Al 100%. E darà 5 minuti al secondo. Prenderà la Maglia Rosa già sul Blockhaus e la terrà fino alla fine. Sarà un Giro con Jonas, Jonas e Jonas. Secondo me vincerà almeno due tappe e a cronometro rifilerà parecchio tempo a tutti gli avversari, anche se quella penso la vincerà Filippo Ganna. Attorno ha una squadra che verrà solo per lui, che si disinteresserà delle volate e potrà controllare la corsa dalla prima all’ultima tappa. Questa è la mia previsione».


Su Pellizzari. «Ci sarà il grande salto di qualità di Pellizzari. Lo vedo sul podio di Roma. Penso che sia lui il capitano della Red Bull-Bora-hansgrohe, perché è in continua crescita, mentre il suo compagno Jai Hindley ha 29 anni, non penso possa fare meglio di quanto abbiamo già visto in questi anni. Credo che Pellizzari non sia troppo lontano da Vingegaard in salita, anche se temo perderà parecchio a cronometro».

Su Milan. «Quando si parla di sprint il confine tra la vittoria e la sconfitta è molto sottile, i dettagli fanno la differenza. Jonathan Milan ha conquistato la maglia della classifica a punti in tutti i Grandi Giri che ha corso e penso abbia le carte in regola per farlo anche quest’anno. Non solo, penso sia il favorito anche per conquistare la prima Maglia Rosa. Come avversari principali vedo Dylan. Groenewegen e Kaden Groves, sarà una bella sfida in volata. Ciccone? Non so se voglia puntare alla classifica generale, ma penso abbia le carte in regola per puntare alla maglia di miglior scalatore».

Sulla Grande Partenza dalla Bulgaria. «Le Grandi partenze dall’estero sono una grande occasione per tutto il ciclismo. Esportarlo significa cercare nuovi fans e far conoscere questo fantastico sport. Finché si parte dall’Europa, con voli di 2-3 ore, per i corridori non può certo essere un problema. Sono serviti e riveriti in tutto e per tutto, viaggiano in bus da milioni di dollari. Se partissero da New York o dall’Australia potrei capire il timore, ma così non è quindi una partenza dall’estero non incide sulla loro condizione fisica. Sarà più tosta per noi addetti ai lavori, che ci dovremo muovere in macchina. Sono sicuro che i tre giorni in Bulgaria saranno un successo, è un Paese che un po’ di tradizione ce l’ha e mi auguro possa aiutare a far appassionare allo sport le nuove generazioni. L’Europa dell’Est è storicamente piena di talento».

Sul grande nome tedesco, Florian Lipowitz. «Non gli manca tanto per raggiungere i migliori, ma sappiamo quanto sia difficile arrivare a competere a quei livelli. Gli manca ancora un po’ di killer instinct. In salita è un diesel, secondo me dovrebbe lavorare sull’esplosività, che poi è quella che spesso ti fa vincere le corse. Per il percorso di crescita che sta facendo, ha fatto bene a fare di nuovo il Tour. Credo che possa salire ancora sul podio di Parigi».

Su Seixas. «Ai francesi dico di stare calmi, perché il ragazzo non ha nemmeno 20 anni. Bisogna dargli il tempo di provare, fare e sbagliare. Secondo me fa bene ad andare al Tour de France già quest’anno, perché confrontarsi con i migliori ti aiuta a crescere. Ma se nella terza settimana dovesse saltare non va fatto nessun dramma, perché è giovanissimo e sarebbe del tutto naturale. Merita di godersi la prima esperienza al Tour».

Su come gestire la doppietta Giro-Tour. «È fondamentale conoscere bene il proprio corpo. Non puoi permetterti di continuare a spingere dopo il Giro, altrimenti arrivi cotto al Tour, ma nemmeno di andare in vacanza una settimana, sennò poi perdi la gamba. Bisogna trovare il giusto equilibrio, magari cominciando anche il Giro non proprio al 100% e salendo di condizione col passare dei giorni».

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COMMENTI
5 minuti
6 maggio 2026 14:47 henry12
Se corre secondo quello che è il suo livello al secondo in classifica dovrebbe rifilare tranquillamente almeno il doppio: un distacco di 5 minuti me lo aspetto solo nel caso debba rimontare per guai da cadute o imprevisti vari oppure se corre al risparmio facendo il minimo indispensabile nella seconda metà del Giro.

Pellizzari
6 maggio 2026 15:45 geom54
credo invece se ben supportato e pure aiutato anche da Lipo e Jai potrà limitare l'eventuale distacco da Vingegaard in max. 3 minuti, vedremo, e con tutti i migliori auguri.

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