Ivano Fanini e Giovanni Paolo II: una storia unica

CONTINENTAL | 27/04/2014 | 11:02
«Ebbi la fortuna di incontrare Papa Giovanni Paolo II per la prima volta nel 1982 grazie ad un’altra persona molto speciale, che sicuramente secondo me un giorno verrà beato, l’indimenticabile don Franco Baroni (nella foto 1, 2, 5 con il 1° team professionistico Fanini datato ’84) che per anni, fino alla sua morte, è stato il padre spirituale dei nostri teams.
Fin da subito sentii di essere difronte ad una persona unica. Già da vivo infatti, si aveva la sensazione di trovarsi al cospetto di un santo, perché l’energia positiva che riusciva ad infonderti e l’atmosfera di pace e di amore che emanava ad ogni singolo gesto, anche nel più semplice, era qualcosa di magico, impossibile da spiegare a parole. E’ stato lui il vero fondatore di Amore e Vita, precisamente nel 1989, quando insieme a Monsignor Monduzzi ci diede l’idea di inserire sulla maglia (a quel tempo lo sponsor principale era la Pepsi - foto 6) un messaggio molto forte come quello di NO all’Aborto. Però dopo le manifestazioni di protesta delle femministe che ci bloccarono alla partenza della Milano – Vignola a Piazza Duomo a Milano, decidemmo - proprio assieme a lui e agli amici Carpinelli e Formigoni - di proseguire modificando quel messaggio di inno alla vita con uno più complessivo e da lì, era il 1990 nacque Amore & Vita (oggi il team professionistico in attività più vecchio al mondo con la stessa denominazione e leader al mondo nella guerra al doping proprio seguendo gli ideali di amore per la vita). Rimembro ancora l’emozione che ebbi nel consegnargli la prima tessera di socio onorario del team. Sono davvero indelebili nel mio cuore ed in quello dei miei familiari (ma credo anche le migliaia di persone che hanno fatto parte del nostro team, da atleti a sponsor o persone che sono state nostri ospiti tra cui il più forte ciclista di tutti i tempi Eddy Merckx – foto 9) i momenti che ci dedicava. Lo prendevo a braccetto e lo conducevo, come si fa con un amico, da ogni singolo atleta, glielo presentavo e lui parlava con loro, si intratteneva con gli sponsor, dispensava consigli, carezze abbracci e parole impossibili da dimenticare. Ricordo quando prese in braccio mio figlio a sei anni fino a quando lo ha benedetto in matrimonio nel 2002 (foto 3, 4, 8, 12).  Nel mio cuore rivivo molte volte quei momenti e mi emoziono come se fossi ancora lì vicino a lui. Ripenso a quando mi chiese di far correre nella mia squadra ciclisti polacchi perché ogni volta gli presentavo atleti proveniente da molte nazioni ma mai della sua, ed io lo accontentai subito affiliando il team in Polonia (con sede nella sua città natale) e portai al professionismo tanti talenti polacchi tra cui Niemiec (foto 12) che oggi è uno degli scalatori più forti al mondo (5° al Giro d’Italia lo scorso anno).

Ricordo quando si offrì di battezzare il figlio di un mio importante sostenitore o quando venne a Lucca e firmò una nostra bicicletta Fanini ed un casco (adesso obbligatorio in corsa – grazie a noi - ma nel 1990 non era mai usato e noi consapevoli che salva la vita fummo i primi a renderlo obbligatorio ai nostri atleti).

In quell’occasione inoltre autografò anche la maglia iridata del nostro atleta Claudio Golinelli (foto 7) che pochi giorni prima aveva vinto il campionato del mondo su pista (il 12° del nostro team) nella specialità della velocità e fu un momento davvero particolare. Tra l’altro fin dal primo nostro incontro volle che ci dessimo subito del tu ed era sempre pronto a manifestare il suo amore incondizionato verso chiunque gli presentassi e l’attaccamento e la simpatia verso la nostra squadra.

E anche negli ultimi anni di vita, nonostante la grave malattia, trovava la forza di incontrarci e di arricchirci con il suo entusiasmo e la sua forza. Custodisco nella mia sede tutte le cartoline che mi arrivavano da ogni parte del mondo ed una foto autografata nella quale mi scrisse Viva Amore e Vita, Viva Fanini. E’ davvero una storia unica quella che mi lega a lui, 27 anni di incontri nei quali grazie a lui sono diventato una persona migliore. Sono davvero troppi i ricordi che conservo, impossibile elencarli tutti. Essere stato così vicino ad un Santo ed esserne stato amico ha un valore incalcolabile, mi sento un privilegiato per questo e so di aver imparato davvero moltissimo da lui. E’ per questo che la nostra sede oggi è come un museo, dove sono esposte tutte le foto che ci ritraggono insieme (che sono visibili anche sul nostro sito www.team-amoreevita.com nella sezione Papa) e posso sicuramente vantarmi nell’affermare che sicuramente non ci sono molte altre persone al mondo che possano aver avuto una storia così particolare con un Santo”.
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