Il Club dei Cinque Tour, che ricorre nella titolazione di Equipe e Gazzetta, spalanca le porte e stende il suo tapis jaune a Tadej Pogacar. Qualcosa di esclusivo quell’appartenenza, con lo sloveno già pronto, ricorda Ciro Scognamiglio su la rosea, ad un nuovo assalto al record: adesso la Vuelta per la tripla corona. Dopo aver inscenato lo spettacolo insieme a Vdp, l’iridato ha confessato: «Sono senza parole, atmosfera pazzesca Peccato per il ritiro di Vingegaard».
Il condensato di emozioni parigino è stato sublime: «Il momento più emozionante del Tour de France 2026 sono stati gli ultimi 14 minuti della tappa di ieri, i 10.700 metri dalla collina di Montmartre ai Campi Elisi, colmi di pubblico come dieci stadi di calcio» - aggiunge su Corriere Marco Bonarrigo. Un riposo meritato sul campo da inviato per Cosimo Cito di Repubblica, che consegna un incipit di luce intensa: «Nella sera più bella del mondo Mathieu Van der Poel ha trovato qualcosa in fondo al rettifilo degli Champs-Élysées, proprio dove l’Arc de triomphe si staglia contro il sole che scende». Poi, la sottolineatura delle folle oceaniche viste in tutta la Grande Boucle, fattore confortante ripreso anche da La Stampa, i cui lettori avevano bisogno di uno spazio così importante dedicato al ciclismo, come quello dell’edizione odierna. Entusiasta Daniela Cotto: «Altro che passerella finale. L'ultima giornata del Tour de France è una tappa vera, spettacolare e bellissima. Un corpo a corpo tra Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar che fa battere il cuore, regala brividi ed emozioni. Il primo, 31 anni olandese con uno stipendio da 4 milioni di euro, spinge come se stesse correndo una Monumento e si prende la tappa nella suggestiva atmosfera di Montmartre».
Torniamo al club dei cinque, che diventa Le Club des cinq sull’Equipe. La sostanza non cambia. E Yohann Hautbois ha esordito: «Prima di tornare alla quiete – libera da traffico e folla – che vivono solo una volta all'anno, ieri gli Champs-Élysées sono stati teatro della consueta frenesia post-Tour, riempiendosi delle grida gutturali e corali dell'intera squadra UAE Emirates-XRG». Che la festa abbia inizio.
GAZZETTA DELLO SPORT
POGACAR SEI NEL MITO
È stato leggenda fino all’ultimo di un Tour de France dominato, il quinto vinto come i miti Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain: chi non aveva creduto al fatto che Tadej Pogacar avrebbe cercato di vincere anche l’ultima tappa, beh, aveva fatto male. Pogi si è rialzato solo ai 300 metri dalla linea bianca, al termine di una giornata di clamorosa bellezza agonistica e ambientale. E mentre uno stratosferico Mathieu Van der Poel si prendeva il traguardo dei Campi Elisi di Parigi, lo sloveno iniziava a godersi l’ennesima impresa titanica, perché di questo si tratta se si riesce a dominare la corsa più grande del pianeta. «Sono senza parole e forse senza voce– le prime parole del campione del mondo, visibilmente emozionato. (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
LA MANITA DI POGACAR, MA VDP GLI TOGLIE L'ULTIMO URRAH
Non i Pirenei, non le Alpi, non le cinque vittorie di tappa, non il quinto trionfo finale di Tadej Pogacar. Il momento più emozionante del Tour de France 2026 sono stati gli ultimi 14 minuti della tappa di ieri, i 10.700 metri dalla collina di Montmartre ai Campi Elisi, colmi di pubblico come dieci stadi di calcio.
Seicento metri prima, Pogacar e il divino Mathieu Van Der Poel avevano sbranato il lastricato parigino per cercare l’ultima vittoria, quella negata nel 2025 a Pogi da Wout Van Aert, quella che Mvdp aveva «sognato e progettato vedendola in televisione». Soli sul valico, soli alla base della discesa con 15” di vantaggio sul gruppo che voleva a tutti i costi togliere alla coppia la gloria, sloveno e olandese si sono dati cambi regolari, tirando alla morte. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
IL TRIONFO DI RE POGACAR TRA LE FOLLE OCEANICHE CHE HANNO INVASO IL TOUR
Nella sera più bella del mondo Mathieu Van der Poel ha trovato qualcosa in fondo al rettifilo degli Champs-Élysées, proprio dove l’Arc de triomphe si staglia contro il sole che scende. «Ho pescato le forze dalla punta delle dita dei piedi» ha detto l’olandese, scappato con Pogacar a Montmartre e più forte del ritorno furioso del gruppo. Lui e Pogi sono andati in tandem fino ai 700 metri, poi solo Mathieu. Pogacar raggiunge però Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain: sono in cinque, ora, ad aver vinto cinque Tour de France. Tadej è il più giovane di sempre a tagliare questo traguardo. Un obiettivo, mai un’ossessione. (Cosimo Cito)
LA STAMPA
POGACAR & VAN DER POEL, DUELLO SHOW. TADEJ FESTEGGIA IL QUINTO TRIONFO AL TOUR
Altro che passerella finale. L'ultima giornata del Tour de France è una tappa vera, spettacolare e bellissima. Un corpo a corpo tra Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar che fa battere il cuore, regala brividi ed emozioni. Il primo, 31 anni olandese con uno stipendio da 4 milioni di euro, spinge come se stesse correndo una Monumento e si prende la tappa nella suggestiva atmosfera di Montmartre. Il secondo, 27 anni sloveno e 12 milioni di euro all'anno (tra ingaggio dalla squadra, bonus e sponsor), alza il trofeo al cielo. La Grande Boucle è sua per la quinta volta. Un record per Pogacar che aggiunge il successo del 2026 a quelli del 2020, 2021, 2024 e 2025. Ed entra nell'esclusivo club dei miti che prima di lui hanno confezionato una magia simile: Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Miguel Indurain. (Daniela Cotto)
L’EQUIPE
IL CLUB DEI CINQUE
Prima di tornare alla quiete – libera da traffico e folla – che vivono solo una volta all'anno, ieri gli Champs-Élysées sono stati teatro della consueta frenesia post-Tour, riempiendosi delle grida gutturali e corali dell'intera squadra UAE Emirates-XRG. Persino Brandon McNulty – malato e costretto al ritiro – ha sforzato le corde vocali insieme a Tadej Pogačar e ai compagni di squadra, tutti allineati come spiedini contro le transenne che, miracolosamente, hanno retto.
Il sorriso radioso di Tadej Pogačar al traguardo, ieri, la diceva lunga sull'orgoglio e la gioia provati per la vittoria del suo quinto Tour de France. (Yohann Hautbois)