CONTROLLI ANTIDOPING. IL NUOVO REGOLAMENTO DELL'ITA, LE SVEGLIE E UN PIANO IMPONENTE

TOUR DE FRANCE | 20/07/2026 | 10:05
di Francesca Monzone

I controlli antidoping effettuati tra la notte di sabato e la mattina di domenica, poche ore prima della quindicesima tappa del Tour de France 2026, hanno acceso il dibattito nel mondo del ciclismo. A far emergere per primo la notizia è stato il quotidiano francese Le Parisien-Aujourd'hui en France, che ha rivelato come Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, rispettivamente primo e secondo della classifica generale, siano stati sottoposti a controlli antidoping in piena notte.


Una circostanza che ha inevitabilmente fatto discutere, soprattutto perché poche ore dopo Vingegaard è stato protagonista della caduta che lo ha costretto al ritiro, riportando la frattura della clavicola. Lo stesso Pogacar, pur senza voler attribuire responsabilità dirette, ha ipotizzato che una notte di sonno interrotta possa aver inciso sulla concentrazione del danese.


Secondo quanto ricostruito da Le Parisien-Aujourd'hui en France, Jonas Vingegaard è stato svegliato alle 2 del mattino, mentre Tadej Pogacar ha ricevuto la visita degli ispettori alle 5. Un'interruzione del riposo che ha inevitabilmente creato malumore nel gruppo, soprattutto alla vigilia di una delle tappe più impegnative dell'intera Grande Boucle.

La notizia, tuttavia, non rappresenta una sorpresa dal punto di vista regolamentare. Già lo scorso 1° luglio, infatti, l'International Testing Agency (ITA) aveva chiarito che i controlli antidoping del Tour de France 2026 sarebbero potuti avvenire in qualsiasi momento delle tre settimane di gara, e non esclusivamente al termine delle tappe.

A differenza di quanto molti pensano, il programma antidoping del Tour de France non è gestito né dagli organizzatori della corsa né dall'Unione Ciclistica Internazionale (UCI). Per il sesto anno consecutivo, la gestione è stata affidata all'International Testing Agency (ITA), organismo indipendente che coordina anche il programma antidoping dei Giochi Olimpici.

Per l'edizione 2026 del Tour è stato predisposto uno dei piani di controllo più imponenti mai realizzati: oltre 360 controlli fuori gara effettuati nel mese precedente alla partenza di Barcellona; più di 40 addetti ITA presenti già dal Grand Départ; circa 600 campioni da raccogliere durante le tre settimane di corsa;  utilizzo rafforzato del Passaporto Biologico dell'Atleta (ABP); conservazione dei campioni fino a 10 anni, così da poterli rianalizzare con eventuali future tecnologie; particolare attenzione ai marcatori relativi all'ormone della crescita (hGH) e agli steroidi endogeni.

Il numero definitivo dei controlli, aveva spiegato l'ITA, viene stabilito sulla base dell'analisi dei rischi, delle informazioni raccolte dagli investigatori e delle esigenze operative.

Perché proprio di notte? È sicuramente la domanda che in molti si sono posti dopo la diffusione della notizia.

La risposta arriva direttamente dal regolamento antidoping internazionale. Il Codice Mondiale Antidoping stabilisce infatti che ogni atleta possa essere sottoposto a controllo "in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo" da parte di un'organizzazione autorizzata.

Anche la normativa francese lo consente. Dal 2016 il Codice dello Sport permette controlli tra le 23 e le 5 del mattino quando esistono motivazioni ritenute sufficientemente fondate. Come ha spiegato Gérard Dine, professore di biotecnologie ed esperto di doping, i controlli notturni consentono di individuare sostanze che vengono eliminate rapidamente dall'organismo e che potrebbero risultare invisibili dopo poche ore.

Il caso più citato riguarda le microdosi di EPO. Se un corridore venisse controllato soltanto al termine della tappa e assumesse successivamente una piccola quantità di eritropoietina durante la notte, il giorno successivo le tracce potrebbero essere già scomparse. Un controllo notturno, invece, aumenta sensibilmente le possibilità di individuare eventuali irregolarità. Tutti questi passaggi, sono stati ripresi dal quotidiano francese, che negli anni, è stato tra i più completi a trattare argomenti di questo genere.

Anche il rendimento sportivo rappresenta uno dei criteri utilizzati dall'ITA per pianificare i controlli. Per questo motivo Pogacar e Vingegaard, primo e secondo della classifica generale, erano tra i corridori maggiormente esposti alla possibilità di essere controllati.

L'agenzia aveva infatti spiegato che la strategia antidoping del Tour è costruita attraverso un sistema "mirato e basato sull'intelligence", con l'obiettivo di garantire l'integrità della competizione.

Sicuramente la procedura utilizzata, per molti aspetti può essere discutibile, ma di certo era nota a tutti. Il fatto che i controlli siano avvenuti in piena notte ha inevitabilmente alimentato polemiche.

Jonas Vingegaard aveva raccontato già prima della partenza della quindicesima tappa di essere rimasto sorpreso dall'orario del controllo, spiegando che svegliarsi alle due del mattino non rappresenta certamente la preparazione ideale per affrontare una tappa di alta montagna.

Anche il team manager della Visma-Lease a Bike, Richard Plugge, ha definito l'orario strano pur ribadendo l'importanza di mantenere un sistema antidoping rigoroso e credibile.

L'ITA, però, aveva chiarito fin dall'inizio della corsa che i controlli sarebbero potuti avvenire 24 ore su 24, senza limitazioni legate agli orari delle tappe.

La coincidenza tra il controllo notturno e il successivo ritiro di Jonas Vingegaard ha inevitabilmente acceso il dibattito, ma allo stato attuale non esiste alcuna prova che colleghi direttamente i due episodi, ha sempre precisato il quotidiano francese.

Resta però evidente come il Tour de France 2026 stia vivendo uno dei programmi antidoping più rigorosi della sua storia. L'International Testing Agency continua infatti a ribadire il proprio impegno nel garantire una competizione trasparente e condizioni di assoluta parità per tutti i corridori.
I controlli potranno quindi proseguire fino all'ultima tappa, in qualsiasi momento della giornata o della notte, secondo una strategia che privilegia l'efficacia nella lotta al doping rispetto alla comodità degli atleti. Una scelta destinata a far discutere, ma perfettamente prevista dal regolamento internazionale.


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COMMENTI
ITA
20 luglio 2026 10:23 andy48
Le intenzioni dell'ITA sono in via di massima lodevoli. Pero', per curiosita', sarebbe interessante sapere se le stesse regole valgono anche per altri sport o unicamente per il ciclismo.

piuttosto che la notte
20 luglio 2026 11:04 Leonk80
sarebbe meglio farli durante la corsa. Si interrompe la corsa per mezz'ora per tutti e poi si riparte.

Fate capire
20 luglio 2026 11:17 Craven
"Quando esistono motivazioni sufficientemente fondate", cosa c'è di fondato? Fate capire altrimenti è solo un modo per far parlare dei controlli e infatti ci sono già gli articoli ad hoc con tutti i numeri.

Leonk
20 luglio 2026 11:34 Craven
Durante la corsa è come farli a fine o inizio corsa, non possono mica fare le tappe con sosta a un centro analisi, ma dai. Piuttosto in Rai han posto l'accento sull'aumento delle prestazioni del gruppo in pochi anni, con gente che da essere dei primi non tiene le ruote dei primi 30. Come si spiega tutto ciò? Non ho sentito spiegazioni chiare al momento, a parte i soliti marginal gains come se possano spiegare minuti in meno sulla stessa salita per corridori che sono prof da anni. Tutto molto vago.

Controlli inutili
20 luglio 2026 12:05 pickett
Solo per salvare le apparenze.Si cercano sostanze vecchie,che i corridori non utilzzano più.Quelle nuove,ovviamente,non sono ancora inserite nell'elenco dei prodotti illeciti.Il solito vecchio discorso:il doping é sempre un passo avanti rispetto all'antidoping.Aggiungo:se le dichiarazioni di Bernal e Moscon,riferite ieri da Cassani,sono vere,e non sono solo un tentativo di giustificare il loro scarso rendimento,non c'é da sorprendersi che gli organismi di controllo cerchino di fare qualcosa.Ma non otterranno nulla.

Calciatori
20 luglio 2026 12:24 Mark1983
Beati loro che possono farsi i palloncini durante le serate senza problemi…

Pickett, vero
20 luglio 2026 12:28 Craven
Ti ricordo che Cassani già due volte in passato aveva tirato fuori certe questioni, il primo a far vedere una bici motorizzata o quando aveva visto Rasmussen sulle Dolomiti. Diciamo che bisogna ascoltare cosa dice.

Considerazione
20 luglio 2026 12:41 italia
Il problema e per me se qualcuno vuole accettare o fare fumo sul doping; ho notato una strana coincidenza atletica tra i calciatori spagnoli e i ciclisti: scattano come molle anche al 90 o dopo 200 km. Ho letto che quel verme e la pietra filosofale dello sport ...

Esito del test????
20 luglio 2026 13:49 Pacho1807
Chiedo per un amico……. Guarda caso si “inaspriscono” i controlli…… chissà se anche seixas sarà oggetto di analisi notturne….. magari essendo giovane recupera meglio di’ vingegaard…. Il mio amico è curioso

Craven
20 luglio 2026 14:56 Eli2001
anche oggi i motorini, come se le bici non le controllassero invece!

Ne ho parlato in un commento all'articolo precedente:
20 luglio 2026 15:28 VanDerPogi
1) "Gut training" combinato al potenziamento in allenamento della Zona 2
2) Allenamenti specifici per lo "shuttle del lattato"

Se li sommiamo alle bici aerodinamiche, questi due fattori sono alla base dell'aumento medio delle prestazioni di tutto il gruppo.

Il "gut training" fino a 120-150 grammi di carboidrati l'ora fa in modo che tutto quello che spendi in Z1/Z2 lo reintegri facilmente in corsa. Se lo sommiamo agli allenamenti specifici per aumentare vascolarizzazione e densità mitocondriale nei muscoli, questo porta all'aumento generale delle medie orarie nelle prime 1-2-3 ore di corsa. Quello che spendi (senza fare fuorigiri) viene reintegrato senza lasciare scorie.

Gli allenamenti per migliorare trasporto e utilizzo del lattato migliorano il rendimento nei momenti finali, la salita finale fatta a soglia, i fuorigiri...

Erano due concetti quasi sconosciuti nell' "era Armstrong":
1) Si considerava 60 g/h il massimo di carboidrati assimilabili dall'intestino.
2) L'acido lattico era semplicemente considerato una scoria

Nell'era Armstrong si iper-ossigenavano con EPO/trasfusioni dei muscoli affamati e che bruciavano zuccheri e grassi in modo inefficiente.

Ci sono metodi leciti per spingere la fisiologia umana oltre a quella dell'era del doping ematico? Sì!!! Vi ho appena dato un riassunto moooolto denso.
Ci sono metodi anche illeciti per migliorare queste caratteristiche? Sì.
Sono noti? Sì.
Sono tracciabili? Si, ma alcuni con difficoltà, e necessitano di un antidoping più frequente e invadente.

Situazione ambigua
20 luglio 2026 15:32 PACORIDER
Sicuramente effettuare dei controlli nel pieno della notte non è propriamente una cosa piacevole. Di certo, dopo aver già effettuato quelli a fine tappa, un secondo controllo a sorpresa e tra l'altro ai due principali protagonisti del Tour lascia forti dubbi. Sia che siano essi legati all'operatività di ITA, sia a presunte sostanze utilizzate. Di certo tra pochi giorni avremo il responso e speriamo di non ricevere brutte notizie. Sarebbe veramente una catastrofe per tutto il settore...

Craven
20 luglio 2026 16:48 Buzz66
Quindi…secondo te….riferendosi a quello che gli ha detto Moscon, Cassani alludeva al doping? Non so tra te e Pickett chi ha vinto il premio del “qualunquista 2026”, oggi.
Però almeno lui è più coraggioso e ci letizia sempre con i luoghi comuni di trent’anni fa…forse vince lui 🤣🤣!!!!

100 gare
20 luglio 2026 17:12 pagnonce
Ho assistito nell'anno in corso, comprese campionati provinciali regionali e nazionali nelle varie categorie ciclistiche ma non ho mai visto effettuare un controllo antidoping.

VanDerPogi
20 luglio 2026 19:27 Frank46
Non facciamo l'errore di pensare davvero che si è debellato il doping. A me da fastidio che il ciclismo sia l'unico sport dove si prova a fare luce e alla fine risulterà essere l'unico sport sporco ma non è così.

Delle microdosi se ne parlava già tantissimo tempo fa anche in un documentario in onda su Superquark. Ricordo che aveva partecipato alle riprese anche Pinotti.

Se una cosa è possibile e riesce ad evadere i controlli stai sicuro che sarà molto diffusa... La differenza tra il doping in microdosi e quello massiccio di fine anni 90 anizi 2000 sta nella percentuale di performace che ti dava in più.
Con le macrodosi era proprio impossibile essere puliti..
Oggi però si stanno facendo strada nuovi tipi di doping, come quello tratto dall'emoglobina di un verme marino che ha dei grandissimi benefici a livello di performance negli sport di resistenza e che al pari del normale doping in microdosi riesce a rendere vano il passaporto biologico.

Tutte le epoche hanno portato dei grossi benefici a livello di materiali e di alimenztazioni e in tutte le epoche si è sempre detto che i miglioramenti erano dovuti solo a quei fattori e che il ciclismo era cambiato.

Bisogna essere o ottusi o semplicemente molto ingenui per credere ancora una volta a ste stronzate.

Quando tra 30 anni faranno dei controlli sui campioni di oggi ci renderemo che erano tutti dopati come avvenne con i campioni del Tour del 98...

Però mi chiedo perchè non fanno gli stessi controlli e non ci mettono lo stesso impegno con tutti gli sport?
Non sono mai esistiti dei bari, smettiamolo di prendercela con i singoli corridori quando vengono beccati, i primi a non volersi prendere certe schifezze sarebbero loro.

Pesci grossi
20 luglio 2026 20:48 Miguelon
Quando i pesci sono troppo grossi, vedi UAE, colpirli significa distruggere tutto il sistema. Potrebbe capitare quando si ha già un sostituto, ma sarebbe rischioso. Questo capita quando si permettono di fare squadroni troppo grandi e ricchi. Una iattura per tutto il sistema,

Avanti avanti
20 luglio 2026 21:27 Craven
Le offese nei miei confronti le pubblicate tutte ma i commenti miei senza offese no. Avanti così!

Considerazione
20 luglio 2026 22:14 italia
Forse l'arenicola e responsabile di queste prestazioni; l'assunzione e facilissima da confutare in quanto non incide sull'ematocrito ma su l'emoglobina; quindi con ema a 41 e emog a 18 e regolare; per trovarlo occorre valutare il rapporto emat con emoglobina

Considerazione
20 luglio 2026 22:20 italia
La potenza di questo verme e sbalorditiva; ad esempio se la mattina vuoi arieggiare una camera ed apri una finestra con il verme ne apriresti 180 .....; vanderpogi altro che zone .... Benny nell'articolo quotidiano ha detto che la salita è stata fatta a 21,2 ma non ha detto che la vam va oltre a 1900 con Pog ha passeggio e remco che poteva fare di più; il decimo ha fatto quasi 1800... altro che zone e zonette
..

@VanDerPogi
20 luglio 2026 22:48 Ottavo Pianeta
Credo che la questione non sia se vanno o non vanno fatti. Certo che vanno fatti e lo dicono tutti i professionisti corridori compresi. Trovo che il tema sia :"perché farli compromettendo io sonno? Non si possono fare a mezzanotte o alle 7 del mattino?"

@Ottavo Pianeta l'ho spiegato altrove...
20 luglio 2026 23:37 VanDerPogi
...microdosi di EPO o mini-trasfusioni serali, AICAR e altri farmaci più moderni che agiscono sull'AMPK, alcuni anabolizzanti... tutti farmaci che presi alle 11 di sera diventano difficilmente tracciabili alle 6 del mattino. Un controllo notturno una tantum è anche un messaggio forte per dire "i furbi e i trasgressori verranno beccati"

@Frank non so dove hai letto nei miei commenti che "faccio l'errore di ritenere il doping debellato". Mai detta una cosa simile.

Siamo in un ciclismo iper-scientifico, che usa tante pratiche legali (a volte pienamente legali, a volte che giocano su zone grigie come nei famigerati chetoni o esenzioni mediche sui farmaci per l'asma) ma che modulano il metabolismo in modi più efficaci del vecchio doping ematico "in stile Armstrong".

In questo miscuglio iper-scientifico, esiste anche chi supera il limite della zona grigia ed entra nell'ambito delle sostanze vietate? Non lo posso escludere, ma i controlli attuali mi rassicurato che non è nulla di pesante quanto il doping "pesante" di Armstrong, Ullrich e compagni.

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