Si va da “Vingegaard, il giorno più nero” a “Fuori gioco”, O ancora: “Controllo antidoping e caduta: il giorno nero di Vingegaard”. La piccola località di Amancy, a -23 dall’acuminato traguardo di Plateau de Solaison, è entrata suo malgrado nella storia di questo Tour, dominato in lungo e in largo da Pogacar. Si pensava che avrebbe parlato solo la salita conclusiva, invece l’uscita di scena del danese ha fatto il paio con i controlli antidoping in piena notte.
Ciro Scognamiglio su Gazzetta: “Il culmine di una giornata nerissima, iniziata con la sveglia alle 2 della notte per un controllo antidoping a sorpresa che inevitabilmente si è portato dietro una scia di polemiche”.
E’ Marco Bonarrigo per il Corriere a sottolineare amaramente, rispetto all’episodio caduta, quanto stridano “Diecimila chilometri pedalati in allenamento e ottomila in gara negli ultimi sette mesi”, e pure “i vampiri dell’antidoping che ti svegliano alle due del mattino”. Perchè, ricorda Cosimo Cito su Repubblica: "Le corse si vincono a letto. Il sonno è fondamentale al Tour per gli uomini di classifica, chiamati ogni giorno per tre settimane a stare davanti, vigili, lucidi, brillanti”. Invece, nel cuore della notte, hanno bussato i controllori.
Pier Augusto Stagi su Il Giornale ricorda: “Se il buongiorno si vede dal mattino a Jonas Vingegaard deve essere scesa la catena. Controlli antidoping a sorpresa alle 2 di notte (si corre in Francia e qui il Codice dello Sport lo consente: dalle 23 alle 5 di mattina. Soprattutto quando a “carico dell’atleta, sussistano gravi e concordanti sospetti che egli abbia violato o stia per violare le disposizioni” antidoping), ndr)”. Il rammarico sincero per quanto successo a Vingegaard viene sintetizzato così da Alexandre Roos su L’Equipe: “è stato straziante vedere il danese salire sull'ambulanza: uno dei più grandi combattenti della “Grande Boucle”, un cavaliere valoroso, distinto e umile”. Il debito con la fortuna, l’ennesimo.
GAZZETTA DELLO SPORT
VINGEGAARD, IL GIORNO PIU’ NERO
Una curva a destra in una rotonda non segnalata benissimo, a circa 24 chilometri dal traguardo del Plateau de Solaison che sarà conquistato da Remco Evenepoel, davanti a Pogacar sempre in giallo. La telecamera inquadra – di spalle - il numero 11 con il casco rosso malconcio a terra: non ci sono dubbi che sia Jonas Vingegaard. «Ho dolore», dirà a chi gli presta i primi soccorsi. Subito si intuisce come il suo Tour de France sia finito lì. Ancora prima che arrivi l’ambulanza a caricarlo, molto prima della diauna gnosi di qualche ora dopo: «Frattura della clavicola destra. Verrà operato nei prossimi giorni». Il culmine di una giornata nerissima, iniziata con la sveglia alle 2 della notte per un controllo antidoping a sorpresa che inevitabilmente si è portato dietro una scia di polemiche. (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
VINGEGAARD CADE E SI ROMPE, POGACAS FA IL PADRONE
Diecimila chilometri pedalati in allenamento e ottomila in gara negli ultimi sette mesi, la faticaccia di correre e vincere un Giro d’italia e dover recuperare lo sforzo, sacrifici paurosi, ritiri infiniti in altura, i vampiri dell’antidoping che ti svegliano alle due del mattino (è successo proprio ieri) per certificare il tuo essere al di sopra di ogni sospetto. Ma alla fine il tuo Tour de France si decide in una curva a gomito mal segnalata, a venti chilometri dal traguardo, in un angolo sconosciuto dell’alta Savoia che si chiama Amancy. «La prendo larga o stretta?» ha dovuto decidere in una frazione di secondo Jonas Vingegaard. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
L'ANTIDOPIG SVEGLIA IL TOUR
BLITZ NOTTURNO TRA I BIG
POGACAR: “COSI' E' ASSURDO"
I vecchi corridori lo sapevano bene: «Le corse si vincono a letto». Il sonno è fondamentale al Tour per gli uomini di classifica, chiamati ogni giorno per tre settimane a stare davanti, vigili, lucidi, brillanti. Un blitz dell’antidoping nel cuore della notte ha buttato giù dal letto Vingegaard e Pogacar rispettivamente alle 2 e alle 5. Controlli che l’Ita, l’agenzia che si occupa per conto dell’Uci della materia doping, ha predisposto in deroga al regolamento dell’Unione ciclistica internazionale che predispone test dalle 6 di mattina alle 23 di sera. Con un’eccezione: “A meno che non sussista un grave o specifico sospetto che il corridore stia compiendo un’attività di doping”. (Cosimo Cito)
IL GIORNALE
CONTROLLO ANTIDOPING E CADUTA: IL GIORNO NERO DI VINGEGAARD
Se il buongiorno si vede dal mattino a Jonas Vingegaard deve essere scesa la catena. Controlli antidoping a sorpresa alle 2 di notte (si corre in Francia e qui il Codice dello Sport lo consente: dalle 23 alle 5 di mattina. Soprattutto quando a “carico dell’atleta, sussistano gravi e concordanti sospetti che egli abbia violato o stia per violare le disposizioni” antidoping), ndr). Controllo alle 2 di notte al danese, alle 5 del mattino a Pogacar. «Jonas è stato controllato alle 2 di notte, io alle 5: di fatto ho dormito solo 4 ore – ha commentato ad Eurosport al via della tappa la maglia gialla -. Diciamo che ho avuto una piacevole e lunga mattinata! Mi sono rilassato ascoltando Eminem e gustandomi diversi caffè, ma di sicuro non è stato bello essere svegliato. (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
FUORI GIOCO
Deve aver pensato di vivere un brutto sogno quando, alle due di notte tra sabato e domenica, qualcuno ha bussato alla sua porta per un controllo antidoping; tuttavia, la giornata di Jonas Vingegaard si è trasformata in un vero incubo all'altezza di una rotatoria e di una svolta a destra, a 23 km dal traguardo, dove è finito sull'asfalto riportando la frattura della clavicola.
Nessuno merita di lasciare il Tour de France in questo modo – una corsa che colpisce senza preavviso e senza fare distinzioni – ma è stato straziante vedere il danese salire sull'ambulanza: uno dei più grandi combattenti della “Grande Boucle”, un cavaliere valoroso, distinto e umile che, dal 2021, aveva conquistato due vittorie (2022 e 2023) e tre secondi posti nella sua corsa preferita. (Alexandre Roos)
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