Erlend Blikra stava inseguendo la vittoria da ormai diversi mesi, sempre vicino al successo, quarto, terzo, secondo, ma mai abbastanza per poterlo afferrare. Al Tour de Langkawi era diventata come una maledizione che sembrava addirittura impossibile da spezzare, ma finalmente oggi in Oman è riuscito a fare non solo una volata perfetta, ma vittoriosa. È stata una vera e propria liberazione per il ventinovenne norvegese che dopo le ottime sensazioni dell’anno scorso ha deciso di tornare in Oman per testare la sua preparazione.
«E’ bellissimo, rincorrevo questa vittoria da molto tempo e finalmente è arrivata. Continuavo ad andarci sempre vicino e la cosa stava diventando stressante, mi sembrava di fare tutto nel modo corretto eppure non andava mai bene. Oggi ero parecchio motivato, con la squadra abbiamo studiato a fondo l’ultima parte di gara, eravamo pronti e i miei compagni hanno lavorato al meglio» ci ha spiegato Blikra dopo il traguardo sfoggiandoci un sorriso gigante. Questa vittoria ha il sapore di qualcosa di speciale che ora vuole assaporarsi al meglio. Cruciale è stato l’approccio di tutta la squadra agli ultimi due chilometri caratterizzato da una serie di curve a gomito che rischiavano di mettere molti atleti fuori dai giochi. «I momenti chiave della tappa sono state le due curve negli ultimi 2,5 km, erano punti molto delicati ed era necessario avere la miglior posizione possibile. Ieri sera e anche questa mattina prima della partenza abbiamo studiato più volte quell’ultimo tratto, sapevamo esattamente cosa dovevamo fare, se fossimo rimasti indietro per noi non ci sarebbe stata nessuna possibilità - prosegue - i ragazzi sono stati straordinari, hanno fatto un lavoro perfetto e non posso fare altro che ringraziarli. »
Nella prima tappa sul lungo rettilineo vicino a Sink Hole ci era andato vicino, ma aveva dovuto accontentarsi della quarta piazza. Blikra ha preso tesoro di quella giornata di gara soprattutto per il fattore vento e oggi ne ha fatto tesoro per affrontare la volata nel migliore di modi. «Oggi c’era un lungo rettilineo finale di 1,4 km con vento veniva da destra, dalla parte dell’oceano, non era tanto forte, ma lo era abbastanza da essere determinante. Mi ha ricordato molto la prima tappa, quel giorno stavo bene, ma ho fatto lo sbaglio di prendere la parte destra della strada, anziché la sinistra e questo mi ha esposto più degli altri. Questa volta ho voluto per prima cosa posizionarmi proprio a sinistra e poi studiare la situazione, trattandosi di un rettilineo molto lungo c’era il rischio di partire troppo presto, ma nel frattempo non volevo nemmeno essere costretto ad inseguire. Fortunatamente l’Alpecin Premier Tech si è messa davanti a lavorare per Gerben Thijssen, io mi sono messo sulla sua ruota e poi nel momento giusto sono partito.» prosegue il norvegese che domani con la scalata di Green Mountain dovrà limitarsi a portare la bici al traguardo e resettare tutto in vista dei prossimi appuntamenti.
La promozione del Team Uno X a formazione World Tour apre un ampio ventaglio di possibilità per i suoi atleti che potranno così prendere parte a tutte le maggiori competizioni mondiali. L’obiettivo di Blikra per il 2026 è quello di prendere parte al suo primo grande giro e di provare a giocarsi allo sprint una vittoria di tappa. «Iniziare la stagione con una vittoria mi da tanta confidenza, in qualche modo posso un attimo rilassarmi e concentrarmi più sullo sprint e meno sul dover vincere a tutti i costi – conclude Blikra – dopo il Tour of Oman andrò direttamente all’Uae Tour, il livello è molto alto e non sarà facile vincere. Quest’anno parteciperò al mio primo grande giro a tappe, secondo il calendario provvisorio dovrebbe essere la Vuelta e spero di poter essere al via nella miglior forma possibile per potermi giocare una vittoria. »