Peter Sagan ha salutato il mondo delle corse nel 2024 e con le sue 121 vittorie da professionista rimane un'icona del ciclismo mondiale. Tre titoli Mondiali dal 2015 al 2017, sette volte vincitore della maglia verde al Tour de France, un Giro delle Fiandre nel 2016 e anche una Parigi-Roubaix nel 2018: Sagan non è stato solo un grande campione per i suoi risultati sportivi, ma grazie al suo carisma ancora oggi è seguito da tantissimi appassionati. In questi giorni lo abbiamo visto anche a Milano dove ha inaugurato Casa Slovacchia e seguito alcune gare delle Olimpiadi che si sono svolte in città.
Il tre volte iridato va ancora in bici e lo fa come testimonial di brand importanti e guarda con molta attenzione tutte le corse ciclistiche dell’anno.
«Sì mi piace seguire le corse di un giorno, soprattutto le grandi classiche e i Campionati del Mondo. Cerco di non perdermi il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix o la Gand-Wevelgem, tra le altre – ha detto Sagan in una recente intervista per i media belgi - Per i Grandi Giri è un po' diverso; di solito guardo solo gli ultimi 30 chilometri delle tappe».
Si allena Sagan e va in palestra o in bici e anche quando è in giro per il mondo, non rinuncia a tenersi in forma.
«Al momento dedico parecchio tempo all'allenamento con i pesi. Vado ancora in bici, non tutti i giorni, ma ogni volta che ne ho la possibilità, tiro fuori la mia bici da strada o la mia mountain bike».
Peter Sagan è nato il 26 gennaio del 1990 e uno dei corridori che attualmente sta seguendo di più è nato esattamente dieci anni dopo, si tratta di Remco Evenepoel, che ha compiuto 26 anni lo scorso 25 gennaio.
«E’ vero io e Remco festeggiamo i nostri compleanni insieme. E’ un corridore che mi piace e penso che possa fare grandi cose».
Secondo Sagan, il belga ha ancora tante opportunità da cogliere e ora che è alla Red Bull – Bora Hansgrohe, ha tutto ciò che gli serve per conquistare ancora più successi.
«Ho incontrato Remco diverse volte durante la mia carriera. Ricordo in particolare al San Juan del 2020, che se non sbaglio vinse. Le sue capacità e la sua potenza mi impressionarono già allora. Abbiamo persino festeggiato i nostri compleanni insieme, dato che lui era nato il 25 gennaio e io il 26, ma dieci anni prima. Onestamente, si vedeva già che era diverso dalla maggior parte degli altri corridori. Aveva già una personalità molto forte e da allora ha confermato di essere un campione straordinario. Fin da giovanissimo, si è distinto per la sua mentalità vincente. Anche la sua capacità di essere un vero "killer" è impressionante. Non importa quanto sia importante quella corsa, lui è lì per vincere. Mi piace questa mentalità».
Finora, Remco Evenepoel ha vinto una sola Classica Monumento, si tratta della Liegi-Bastogne-Liegi che ha conquistato già due volte. «Dire che ha vinto solo una Monumento sembra una semplificazione dei fatti, considerando che ha vinto Campionati del Mondo su strada e a cronometro, oro Olimpico su strada e a cronometro, ma anche la Vuelta di Spagna. Sono convinto che Remco possa vincere tutte le Classiche Monumento se si prepara in modo specifico per vincerle».
Il belga sogna di vincere il Tour de France, un desiderio difficile da realizzare, considerando che per il momento davanti a lui ci sono Vingegaard e Pogacar.
«Penso che bisognerebbe chiedere ai suoi tecnici se potrà riuscirci. Secondo me, un talento come Remco può vincere tutto, che si tratti di un grande giro o di una Classica Monumento. Ma dipenderà dalla sua volontà e dalle scelte che farà. Al momento, Tadej Pogar è considerato di gran lunga superiore a tutti gli altri. Potrebbe persino essere il più grande corridore di tutti i tempi. E batterlo è estremamente difficile. Spero che il passaggio di Remco alla Red Bull-Bora-Hansgrohe lo aiuti a colmare il divario. Vedremo, ma spero davvero di vedere Pogacar affrontare più avversari in futuro».