SALVOLDI. «NON VOGLIAMO FERMARCI»

DONNE | 16/03/2017 | 07:31
Il 2017 delle Nazionali pista e strada femminili riparte da 20, tante sono le medaglie conquistate lo scorso anno in una stagione esaltante, per certi versi irripetibile. «Sì, è stato un anno molto positivo...» commenta pacato Dino Salvoldi, il tecnico azzurro che da anni guida le Nazionali femminili e grazie al quale il settore ha conosciuto una crescita esponenziale. Lo incontriamo per gettare uno sguardo sull’anno che sta per cominciare. «Esaltante è forse la parola giusta, non solo riferito all’ultima stagione, ma al quadriennio appena concluso e che è culminato con la medaglia di Rio, i trionfi del settore juniores, i grandi progressi del quartetto e in parte del settore della velocità…».

Si riparte da questi risultati. Difficile fare meglio…


«I primi mesi dell’anno sono serviti per riprogrammare e in parte rinnovare il gruppo. Alle prove di Coppa del Mondo Pista abbiamo partecipato con un gruppo che rappresenta un giusto equilibrio di esperienza e gioventù. Abbiamo fatto qualche esperimento e siamo riusciti ad ottenere discreti risultati. Il nostro obiettivo è quello di migliorare, sempre»


La stagione della pista si è aperta con la Coppa del Mondo, di cui abbiamo detto. Adesso, ad aprile, ci sono i mondiali ad Hong Kong.

«La parola d’ordine è progredire. Forse non siamo ancora pronti per salire sul podio, ma abbiamo l’obbligo di dare continuità ai nostri progressi e migliorare rispetto ai risultati di questa prima parte della stagione».

Come hai ricordato all’inizio, stai cercando di apportare cambiamenti creando un gruppo in cui esperienza e gioventù si equivalgono…

«Il nostro orizzonte temporale non può che essere Tokyo 2020. Le atlete più giovani devono capire che c’è la volontà di investire su di loro ma mi aspetto lo stesso impegno e la stessa continuità che hanno permesso, alle atlete più esperte, di portare a compimento un quadriennio fantastico e di arrivare a Rio. I risultati ottenuti a livello giovanile sono un punto di partenza e non di arrivo. Bisogna quindi continuare a crescere per avvicinarsi ai Top Team, soprattutto per quanto riguarda la pista. Le nazioni che attualmente ci arrivano davanti, e che sono ancora distanti, infatti, si applicano alla pista in modo quasi esclusivo usando l’attività su strada in modo complementare. Noi, per storia e struttura, operiamo sempre attraverso l’attività su strada. Dobbiamo arrivare ad ottenere gli stessi obiettivi attraverso una strada differente. Per questo l’impegno deve essere assoluto».

Dopo i Mondiali di pista si entra nel vivo della stagione.

«La prima settimana di maggio faremo un sopraluogo a Bergen, dove si svolgeranno i mondiali strada di settembre, con Elisa Longo Borghini, Elena Cecchini e altre due atlete che sceglieremo più avanti. Per quanto riguarda la preparazione continueremo, tra aprile e maggio, a realizzare sedute settimanali a Montichiari per tutti i gruppi élite, u23 e juniores. Per quanto riguarda le juniores, non potendo partecipare alla Coppa delle Nazioni con la Nazionale, cercheremo di favorire la partecipazione delle squadre di club. A luglio iniziano le gare che contano, a partire dai Campionati europei pista ad Anadia, gli Europei su strada in Danimarca e i Campionati jrs pista. Appuntamenti nei quali vogliamo confermarci ai vertici, come fatto nell’ultimo quadriennio e soprattutto lo scorso anno».

Tra le juniores il ciclismo femminile miete successi sia su strada che su pista…

«E’ la conferma che il metodo di lavoro è efficace. Vogliamo dare continuità a quanto fatto, portando a compimento anche la crescita che abbiamo registrato nel settore della velocità. Ci tengo a sottolineare, però, che anche nel caso delle juniores vale quanto illustrato precedentemente: noi lavoriamo per una crescita individuale e del gruppo a medio e lungo termine. Per questo bisogna scrollarsi di dosso quello che in molti casi rappresenta un limite: la cultura del piazzamento e del risultato settimanale. Per quanto riguarda la selezione alle Nazionali, non è fondamentale il risultato o il piazzamento, ma dimostrare una continuità di rendimento e la volontà di applicarsi in contesti (tipologie di gara) di un certo livello e non limitarsi a cercare il risultato nella corsa facile».

Un discorso che può valere anche per le atlete attese al salto di categoria.

«Prendiamo il caso di Elisa Balsamo, grande protagonista della stagione passata. Da lei non ci attendiamo grandi risultati, almeno per questa prima parte della stagione. Qualunque cosa riuscirà a fare in termini di esperienza andrà bene. Per poter valutare la sua crescita, diamoci appuntamento alla fine del 2017, sarà quella l’occasione per stilare un bilancio complessivo. Inoltre per le atlete alle prese con il salto di categoria voglio ricordare la novità sostanziale legata agli Europei Strada, ovvero il ripristino della categoria U23. Così quest’anno a Herning ci saranno tre gare separate: juniores, under 23 e elite».

Detto dei criteri di selezione, puoi fornire informazioni riguardo alla preparazione degli appuntamenti?

«L’attività non potrà prescindere dal Velodromo di Montichiari però durante l’estate programmeremo tre periodi di allenamento in quota a Livigno e Sestriere, funzionali agli obiettivi internazionali. Il primo tra fine giugno e inizio luglio, il secondo a metà agosto e il terzo i primi di settembre, con un gruppo che sarà inevitabilmente misto strada-pista».

Arriviamo quindi agli appuntamenti internazionali, qualche dettaglio tecnico?

«La prossima settimana andrò a visionare il percorso del campionato europeo strada in Danimarca. Sappiamo già che sarà adatto a corridori veloci, diversamente invece dal percorso del mondiale. Per quanto riguarda le cronometro, l’Europeo potrebbe rappresentare un importante test di verifica per Elisa, che mi ha confermato la volontà di provare a crescere anche in questa specialità».

Una stagione intensa, che si chiuderà, per quanto riguarda le Nazionali, con gli Europei Pista a Berlino…

«Si, una stagione che offrirà tante opportunità per le atlete meritevoli e che saranno capaci di seguire le indicazioni che via via forniremo. Voglio ricordare la collaborazione sincera e attiva delle società sportive. Ho sempre percepito da parte loro una condivisione nei programmi anche se poi il momento delle scelte risulta sempre difficile... Credo che i tanti successi ottenuti siamo frutto anche di questo clima».

Antonio Ungaro, da federciclismo.it

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