L'ORA DEL PASTO. LA RIVOLUZIONE DELLA LENTEZZA? NATURALMENTE IN BICICLETTA!

LIBRI | 16/02/2026 | 08:20
di Marco Pastonesi

Nella presunzione (e nell’illusione) del tutto-e-subito, nell’epoca del tempo reale (come se, altrimenti, fosse irreale), nel mito della velocità (fino all’alta velocità) e dell’immediatezza (fino all’istantaneità), la lentezza è considerata un peccato, un ostacolo, uno svantaggio, se non una sconfitta, se non una perdita. Una perdita di tempo. Eppure si parla di slow food e slow wine, eppure si chiede più tempo per riflettere e valutare e approfondire, eppure si propone almeno di frenare la frenesia del vivere.


La bici è perfetta. Esaltata come simbolo del futurismo, dunque velocità, dinamismo e tecnologia, poi soffocata e travolta da moto, auto e aerei in una spirale sempre più veloce, dinamica e tecnologica, infine recuperata e riabilitata come bandiera di una mobilità silenziosa, salutare, ecologica, agile, economica, la bici è perfetta perché è lenta, ma di una lentezza veloce, ed è veloce, ma di una velocità lenta. Più veloce che andare a piedi, più lenta – ma non in città – che andare in moto e in auto. E con la dote di appartenere sempre ai luoghi in cui si pedala, un’immersione epidermica e muscolare, una partecipazione sentimentale ed emotiva, una condivisione sonora e tattile.


Eleonora Belloni ha scritto “La rivoluzione della lentezza” (il Mulino, 164 pagine, 17 euro), la storia della bicicletta dall’oblio alla rinascita, cioè dal 1955, quando più sensibile cominciò a essere il calo demografico delle bici in Italia, al 2025, quando la bici è sembrata rientrata in uno stile di vita urbana e metropolitana, anche nel turismo e nei viaggi, oltre che nello sport più o meno competitivo, dunque rientrata anche nel mercato (la bike economy). Agile, leggera, sostenibile, versatile, eclettica, essenziale eppure completa, lentamente veloce o velocemente lenta, perfino poetica, la bici è – lo abbiamo già scritto – perfetta. E Belloni lo spiega, lo racconta. “Un mezzo apparentemente semplice, eppure straordinariamente complesso nei suoi significati e nelle sue narrazioni”, pur cambiando “innumerevoli volte il proprio ruolo sociale nel tempo e nello spazio”.

In questo saggio a pedali (e l’andatura, davvero, sembra quella di una bici, lentamente veloce o velocemente lenta), si passa da “Ladri di biciclette”, 1948, il film di Vittorio De Sica sulla centralità (e la drammaticità) della bici nella vita degli italiani, a “Il sorpasso”, 1962, il film di Dino Risi sul miracolo economico, sull’ossessione motoristica, sul bullismo stradale; si salta dalla Graziella, la bici pieghevole studiata per entrare nel minuscolo bagagliaio della Fiat 600, alle nuove bici pieghevoli per l’interscambio con i treni; si va dalla crisi petrolifera, 1973, all’annunciato esaurimento delle fonti naturali rinnovabili (nel 2025 è stato il 24 luglio); si citano dal Ciclobby di Luigi Riccardi con la sua Bicinfesta, 1987, all’Eroica di Gaiole in Chianti, 1997, dalla Critical Mass prima a Milano poi a Torino, Bologna, Genova…, 2002, all’istituzione del bike sharing, dalla professione dei bike messenger alla diffusione delle e-bike, dalla legge sulla mobilità ciclistica, 2018, al Piano per la mobilità ciclistica, 2023.

Le conclusioni sono anticipate da Belloni fin nell’introduzione: “Oggi la pratica ciclistica sta vivendo un nuovo protagonismo, non solo materiale. La sensibilità crescente alle problematiche ambientali ha portato a rileggere il fenomeno della mobilità alla luce del principio della sostenibilità, focalizzando l’attenzione sulla mobilità non motorizzata (pedonale e ciclistica)”, “restituendo alla bicicletta uno spazio nel dibattito pubblico”, “che la candida a divenire di nuovo, come alle origini della sua storia, simbolo di modernità”. Ecco: la bici non più come mezzo povero e dei poveri, ma come il mezzo più rispettoso e valoroso.


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Volata doveva essere e volata è stata al termine della prima tappa della Volta ao Algarve 2026. Partita da Vila Real de Santo António e lunga 183 chilometri, la frazione si è conclusa infatti con un vibrante sprint di...


Ci si aspettava il duello Evenepoel - Del Toro salendo verso il micidiale Jebel Mobrah, e invece all’UAE Tour 2026 risplende il talento di Antonio Tiberi, perfetto e glaciale nel gestire la nuova salita emiratina. È un successo dal sapore...


Volata vincente di Christophe Laporte nella prima tappa della 72a Vuelta a Andalucia Ruta Ciclista del Sol, la Benahavís -Pizarra di 150, 1 km. Il francese della Visma Lease a Bike ha regolato il connazionale Bastien Tronchon (Groupama FDJ United)...


Che fosse in buona condizione lo avevamo già visto nelle prime corse, ma oggi Antonio Tiberi ha conquistato il successo che potrebbe dargli una spinta ulteriore verso i traguardi che sogna: il laziale della Bahrain Victorious ha vinto infatti per...


Non sempre, in questo inizio di stagione, i professionisti su strada hanno goduto della giusta serenità per allenarsi. In più d’un occasione, infatti, diversi corridori si sono trovati alle prese con comportamenti fastidiosi e invasivi da parte dei tifosi, episodi...


Il 14 febbraio è appena alle nostre spalle. Scollinato anche quest’anno, con un carico di emozioni che richiede allenamento e preparazione. Come appunto per vincere Giro e Tour. Con l’aumentare degli anni che ci separano dalla morte del nostro dio...


Davide Ghiotto è medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre di pattinaggio su ghiaccio all’Olimpiade 2026 grazie anche al prezioso lavoro in bicicletta. Il fuoriclasse vicentino annualmente percorre sulla bici distanze degne di un allievo o junior. Allenarsi sulla bici per volare...


L'intelligenza artificiale è ovunque e naturalmente il ciclismo non poteva sfuggire a questa evoluzione. Il mondo della bici ha scoperto un amore incondizionato per le nuove tecnologie a metà degli anni 2010, con la struttura del team Sky (ora Ineos)...


Sabato sul rettilineo conclusivo del Circuito del Mugello si è lanciata nella volata del Trofeo Arti e Mestieri della Tradizione Mugellana classificandosi nona: Vittoria Grassi non sprintava in gara da poco più di due settimane, da quando, il 28 gennaio...


Sebbene la situazione infortunati continui a esser seria in casa Cofidis, negli ultimi giorni qualche segnale positivo dall’infermeria della formazione transalpina è cominciato ad emergere. A darne notizia è stata la stessa compagine francese che, in una lunga nota...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024