Ci si aspettava il duello Evenepoel - Del Toro salendo verso il micidiale Jebel Mobrah, e invece all’UAE Tour 2026 risplende il talento di Antonio Tiberi, perfetto e glaciale nel gestire la nuova salita emiratina. È un successo dal sapore particolare per il corridore laziale, in primis perché non è uno che (per ora) vince molto, e poi perché arriva dopo un 2025 in cui sulle sue spalle si erano caricate tantissime aspettative, non rispettate tra cadute e malanni vari.
«È una vittoria che per me significa tantissimo, ma credo valga tanto anche per la mia squadra, la mia famiglia e la mia fidanzata, che sanno bene tutto quello che ho fatto per arrivare a godermi una giornata come questa - racconta raggiante Tiberi -. L’aspettavo da tanto tempo e mi dà anche un po’ di tranquillità; questo inverno ho lavorato bene, senza intoppi, e fin dalle prime gare sentivo di avere una bella gamba. Mancava la grande salita ed eccola qui!».
Non solo il tanto agognato successo - il suo terzo da professionista - è giunto in una corsa WorldTour di prestigio, ma è arrivato in maniera piuttosto netta contro avversari di primissimo piano. «Mi è piaciuta molto questa salita - spiega ancora il capitano della Bahrain Victorious -. L’ho affrontata come fosse una cronometro e questo mi ha aiutato molto a gestirla bene. Guardavo soprattutto il battito cardiaco e la potenza, in modo da non andare fuorigiri troppo presto, però sono state soprattutto le sensazioni ad essere positive. In una salita come questa è facile saltare se esageri. Quando sono partito non ero sicuro di farcela, ma quando ho visto che il gap restava sui 20 secondi ne ho approfittato per respirare nei tratti in cui spianava. Sapevo di dover tenere un briciolo di energie per l’ultimo chilometro, ancor di più quando mi han detto che Del Toro stava arrivando velocissimo. È stata la prima grande salita della stagione e sinceramente l’aspettavo da quando ho corso a Morvedre. Le sensazioni sono state quelle che cercavo».
Tiberi ha chiuso al 5° posto il Giro d’Italia 2024, è stato anche Maglia Bianca, ma una vittoria come questa lo proietta probabilmente verso una nuova dimensione. «Dentro di me sapevo di poter tirare fuori una prestazione del genere. Però sono consapevole che mettere dietro un corridore come Del Toro e un doppio campione olimpico come Evenepoel non sia qualcosa di banale. Mi dà tanta fiducia per ciò che arriverà in futuro».
Il 2025 pare finalmente dimenticato: «Un finale come quello dello scorso anno, che non mi ha dato le risposte che cercavo, mi ha trasmesso la cattiveria giusta per affrontare al meglio l’inverno e l’inizio di stagione per dimostrare chi sono. L’anno scorso avevo avuto qualche malanno fisico durante la preparazione, ero anche caduto in ritiro rovinando l’inizio di stagione. Ma il 2024 e il Giro in particolare mi avevano confermato che, se faccio le cose bene, qualche soddisfazione posso togliermela»
L’UAE Tour è però tutt’altro che finito, per portarsi a casa la maglia rossa finale dovrà resistere agli assalti che sicuramente Del Toro porterà salendo a Jebel Hafeet sabato. E avere uno come il ‘Torito’ alle spalle non è cosa particolarmente rilassante: «Del Toro è vicino ed è fortissimo, ormai lo conosco bene - continua Tiberi -. Non ho certo il margine per stare tranquillo, ma la salita la conosco, so come gestirmi e avrò una grande squadra al mio fianco. Non sarà facile tenerlo dietro ma farò di tutto per portare a casa la maglia».
Intanto, però, stasera si festeggia: «Stamattina con Eulalio avevo fatto una scommessa: se chiudevo nei primi 3 offriva le birre a tutta la squadra, altrimenti le offrivo io. Beh, a questo punto ne deve pagare due!».