UCI, PROTOCOLLI, MULTE E LE RISPOSTE CHE MANCANO

POLITICA | 05/06/2020 | 07:16
di Guido La Marca

Sono i paradossi - forse inevitabili ma sempre paradossi - del ciclismo che cerca di ripartire. L’Uci non ha ancora fornito alle squadre alcuna indicazione su protocolli e norme da seguire, ma chiede sin d’ora indicazioni su raduni e ritiri sotto minaccia di sanzioni economiche.


Dopo aver diramato un calendario che, lo ricordiamo, sarà reso definitivo solo il 9 giugno e soprattutto dalle decisioni dei singoli organizatori, molti dei quali non hanno ancora sciolto le loro riserve, l’UCi ha infatti inviato una lettera a tutte le squadre profesisonistiche per chiedere tasative informazioni circa raduni, allenamenti, orari delle competizioni e partecipazione alle gare. Data limite, 15 giugno, come previsto dai regolamenti.


Con una postilla inevitabile visto che, tanto per fare un esempio, alcune squadre hanno messo in calendario la Vuelta a Burgos i cui organizzatori non hanno ancora confermato se si correrà o meno: «Quando una squadra non sa con precisione quali saranno i suoi camp di allenamento / orari delle competizioni o la partecipazione alle gare della prossima stagione, deve fornire le informazioni al meglio delle proprie conoscenze e quindi aggiornarle periodicamente. I team devono indicare il nome e i dettagli di contatto della persona responsabile della fornitura di tali informazioni nella loro squadra».

E poi l’avvertimento: «Nel caso in cui le scadenze stabilite non vengano rispettate, il Team dovrà versare una sanzione pecuniaria di 1000 CHF al giorno di ritardo all'UCI. Inoltre, quando i ritardi superano i 15 giorni, il Team dovrà - a meno che circostanze di natura eccezionale non richiedano diversamente - essere sospeso dalla partecipazione a qualsiasi evento internazionale per un periodo determinato dalla Commissione Disciplinare dell'UCI. La sospensione non deve essere inferiore a 15 giorni e non superiore a 45 giorni».

Tutto giusto, naturalmente, tutto previsto dai regolamenti, tutto normale. Ma forse tempi e modi potevano esser studiati in modo diverso, soprattutto dopo aver fornito alle squadre le indicazioni e le risposte che stanno aspettando da settimane.

Questione di punti di vista...

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