ANDREA RACCAGNI NOVIERO, DAL LUNIGIANA AL TOUR

ALLIEVI | 11/05/2020 | 07:30
di Luca Galimberti

 


Andrea Raccagni Noviero di dubbi non ne ha, la gara più emozionante del suo 2019 è stata la Coppa d’Oro di Borgo Valsugana: «Una corsa importante, bella e combattuta, corsa con pioggia e nuvoloni grigi sopra la testa in cui sono arrivato undicesimo. Porto l’esperienza dello scorso settembre in Trentino nel cuore insieme alle due vittorie» afferma il longilineo corridore del Gruppo Sportivo Levante.


Nato nel 2004 a Genova e residente a Chiavari, Andrea nella scorsa stagione – la prima tra gli Allievi - ha gioito nella “99a Targa d’oro Città di Legnano” (battendo Franzin e Pollini,ndr) e nel “78° Circuito Versiliese” disputato a Pozzi di Serravezza (davanti a Andrea Buti e Francesco Rossi, ndr); è arrivato secondo nel “Trofeo del Roero Gatto Mollo”, corso nel Cuneese e terzo nella “Coppa Stignani” di Abbiategrasso. A questi risultati vanno aggiunti anche diversi altri piazzamenti in “top ten”

Andrea, quando hai scoperto l’amore per la bicicletta?

«Fin da piccolissimo mi è sempre piaciuta l’idea della velocità su due ruote. Inizialmente pedalavo nel giardino di casa con una mountainbike, poi con il Gruppo Sportivo Levante dove sono partito come “G0”».

Ti ricordi la tua prima gara ufficiale?

«Da G1, se non sbaglio a Livorno, con una bicicletta di colore bianco. Stava andando bene, ero in testa poi all’ultima curva sono scivolato. Vittoria svanita. Successivamente mi sono rifatto in altre corse».

Quali sono i percorsi su cui ti esprimi meglio?

«Mi piacciono le gare in salita e le cronometro».

Ci sono dei Professionisti a cui ti ispiri?

«Thomas De Gendt e Vincenzo Nibali. Tra i miti di altre epoche scelgo Pantani e Merckx, mi sarebbe piaciuto vedere i loro trionfi».

Hai altri hobbies oltre al ciclismo?

«La tecnologia: recentemente ho assemblato un computer. Amo anche gli sport motoristici e in particolare il motocross e l’enduro; quando ho del tempo libero lo passo girando in motorino con gli amici».

Musica.

«Rap».

Piatto preferito.

«Pasta, in ogni sua forma. Tra i piatti della tradizione, pasta al pesto».

Scuola.

«Frequento il Liceo Scientifico indirizzo Scienze Applicate a Sestri».

Come ti sei allenato in questo periodo di quarantena?

«Un po’ come tutti: esercizi a corpo libero e rulli».

Dal 4 maggio si può pedalare su strada, sempre con un occhio alle regole. Contento?

«Sì sono felice, fare i rulli stava cominciando a pesarmi. Qui in Liguria siamo stati fortunati, abbiamo potuto uscire di casa qualche giorno prima del 4 maggio e pedalare rimanendo nei confini del nostro Comune di residenza».

Come vedi il tuo futuro ciclistico?

«Spero, un giorno, di passare Professionista e poter vincere una tappa al Tour, o comunque in uno dei tre Grandi Giri. Da Juniores, invece, vorrei vincere il Giro della Lunigiana». 

 

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