VAN UDEN APPARECCHIA UN PICNIC PERFETTO, KOOIJ E' OPACO, LECCE INVECE E' PROMOSSA

di Pier Augusto Stagi

Casper VAN UDEN. 10 e lode. Volata di testa, per restare in testa. Dalla centrifuga di Lecce il 23enne della Picnic esce bello come pochi dopo aver strizzato tutti per benino, con sicurezza e apparente semplicità. Vince bene il Picnic, che brinda sul traguardo e festeggia dopo. Podio tutto neerlandese, con Kooij che ad un certo punto non ci capisce più niente, ma comprende benissimo che oggi non è giornata. Prima vittoria al Giro per Casper, prima vittoria stagionale. È un primo che resta.

Olav KOOIJ. 5. È l’uomo più atteso, e lo deve attendere anche Edoardo Affini (voto 8), che fa un numero andandolo a prendere, portandolo avanti, colmando un buco e poi… E poi Olav resta dietro. Non si fida, si sfila, ritorna. La forza c’è, ma in una volata difficile e scorbutica come questa manca un po’ di lucidità: opaco.

Maikel ZIJLAARD. 6. Il 25enne olandese della Tudor ci prova. Si butta nella mischia e finisce immischiato.

Mads PEDERSEN. 6,5. Due volte per terra in questa tappa, la seconda a poco dal traguardo. Spende tantissimo per rientrare in gruppo, fa di fatto una volata, prima della volata. Però difende la rosa.

Max KANTER. 4. Il 27enne tedesco della Astana si inventa una volata che lo porta nella top 5: ma lo fa senza rispettare le regole e viene puntualmente declassato.

Kaden GROVES. 5. I suoi Alpecin sembrano più in palla che mai, lui rimbalza come una palla.

Sam BENNETT. 6. Il 34enne irlandese della Decathlon cerca di tenere testa a questi ragazzini, ma alla fine gli gira la testa.

Lorenzo FORTUNATO. 6,5. Più che fortunato è determinato. Sa che c’è da battere il ferro finché è caldo, c’è da mettere fieno in cascina, per portarsi avanti con il lavoro e mettere la maglia azzurra il più possibile in sicurezza. Oggi porta a casa altri punti importanti, che gli consentono di portarsi ancora una volta la maglia azzurra Mediolanum in albergo.

Francisco MUÑOZ. 7,5. Prende e va, subito. Ha fretta il 24enne corridore spagnolo. Nemmeno il tempo di dare un’occhiata in giro e via di corsa. Subito all’attacco il ragazzo della Polti-VisitMalta. Tutto SOLO, come vorrebbero Francesca e Stefano Polti, quest’ultimo responsabile della divisione caffè monorigine SOLO. Questione di marketing, questione di gambe, e di cuore. Viene ripreso a 56 km dal traguardo, dopo un bellissimo asSOLO.

Nickolas ZUKOWSKY. 17. Cadono la maglia rosa Pedersen e anche Ciccone e Bardet, cadono diversi corridori: tutti ripartono, ad eccezione del canadese della Q36.5. Pidcock perde una pedina fondamentale.

Giulio CICCONE. 17. A 18 km dal traguardo ha un guasto meccanico e il Cicco è costretto a fermarsi. Rientro rabbioso dell’abruzzese, supportato da un superlativo e generosissimo Jacopo Mosca (voto 8), che lo riporta in gruppo. Tappa per velocisti? Tappa scontata? Si, come no. Frase del giorno sempre a firma Marcello Marchesi: «Sono un amico. Valgo un tesoro».

LECCE. 10. Ad Alberobello è stato bello, a Lecce ancora di più. Il Giro d’Italia è dell’Italia e la Puglia abbraccia la corsa rosa con calore e passione. L’Albania, con tutto il rispetto, è lontana. Basta il chilometro zero per vedere più tifosi incontrati in tutte e tre le tappe. Lo sappiamo, il Giro per promuovere il ciclismo nella terra degli schipetari, ma è Lecce ad essere promossa.



 

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