Scripta manent
Un Mertens di nome Freddies...

di Gian Paolo porreca

I tifosi del Napoli lo hanno ribattezzato, a buon diritto di cuore, popolarmente “Ci­ro”, Dries Mertens, il fuoriclasse calciatore belga. Ma per noi e per i cultori dello sport fiammingo, con l’atavico primato del ciclismo che gli è proprio, Mertens re­sterà più propriamente un Fred/dries Mer­tens....
Già, per la squisita analogia di fisico e carattere, di qualità tecnica e seducente appeal, che Dries Mer­tens mostra con la figura del connazionale Freddy Maertens, il grande campione ciclista degli an­ni ’70. E la singolare allitterazione del cognome, una “e” al posto del dittongo “ae”, mica un errore di stampa, ne rende più intima la con­taminazione.
E sì, Mertens, il ragazzo borghese di Lovanio, folletto delle aree di rigore, il ballerino leggiadro, in­cantatore degli stopper, se vogliamo restare nella facile nomenclatura dello sport, non può paragonarsi affatto, solo in omaggio alla sua famelica vocazione al gol, al “Can­nibale” per copyright storico, co­me fu definito l’impareggiabile dominatore Eddy Merckx...

Giammai, Mertens non è uno scalatore, non è un passista, non è un ciclista banalmente completo, per me­tafora, ma indossa bensì quell’abito scanzonato e irrequieto, geniale e coinvolgente, uno spirito ro­man­tico libero, che aveva Freddy Maertens, il velocista di Nieuw­port, Fiandre Orientali, che come un cowboy monello fece irruzione nel ranch sacro di Merckx, con cui non ebbe mai un grande feeling, e di De Vlaeminck, di Godefroot e di Verbeeck, i draghi dell’epoca e della nazione sua. Freddy Maer­tens, un guascone predestinato, già argento da dilettante al Mon­diali del ’71, e secondo a Barcel­lo­na ’73, dietro Felice Gimondi, all’esordio da professionista, e poi capace di vincere due titoli iridati, il primo nel ’76, ad Ostuni, battendo Francesco Moser, e il secondo, quando sembrava ormai sul viale del tramonto, a Praga, nel 1981, beffando di giustezza Giu­seppe Saronni...
E il dribbling di Mertens, ubriacante, in area di rigore, è l’esecuzione ineffabile di Maertens verso un Moser ingenuo, ad Ostuni: uscire di ruota, zigzagando, con­fondere l’azzurro e via senza de­gnare l’altro di uno sguardo, verso l’oro...

Mertens e le sue prodezze, il gol alla La­zio il gol al Genoa, dov’è Rossettini?, il gol al Torino, Maertens e le sue volate inenarrabili su strade grigie, Basso Kar­stens Gavazzi Leman ai margini, come le prodezze su tappeti verdi di Fred/dries, lo chiameremo or­mai così nella nostra versione dei sentimenti, i mondi, o il mondo dello sport che è uno e non doppio né trino, ad ammirare... Tre volte maglia verde al Tour, la Vuel­ta ’77 con 13 tappe su 21, 8 frazioni al Tour del ’76, un record condiviso con Merckx e Pelissier, il primato ancora ex-aequo con Merckx delle vittorie in una stagione: ben 54, nel ’76. E 7 vittorie in quel fatale Giro d’Italia del ’77, che per Maertens stesso in maglia iridata segnò - quello che per fortuna Fred/dries ancora non ha co­nosciuto - il displuvio del dolore, con la caduta rovinosa in uno sprint al Mugello contro Rik Van Linden, e la frattura di un polso da cui solo a stento si sarebbe ripreso...

Un biondo che oggi incanta, Mertens, come incantava il biondo Maertens, campioni da tenere in pugno di batticuore, 170 centimetri di altezza e non di più ambedue. Uno spot dello champagne, per la vocazione pirotecnica del gesto, lo sprint il gol il sorriso, il paradigma dell’estasi, le bollicine minute di un Taittinger.
Già, quella consuetudine dello champagne nella borraccia che per Maertens, una vita da bohemien dopo la caduta al Mugello, un ge­nio abbracciato spesso alla sregolatezza, una vita troppo spesso in vacanza, significò una scorciatoia per il congedo atletico. Ma che im­porta oggi questa malinconia..., Maertens, classe ’52, ad Oude­naarde dove fa il custode di un Mu­seo per il Ciclismo, ha ancora venti anni. Ed è sempre in maglia rosa al Giro del 1977, sì, proprio dalle parti nostre, vicino Napoli, Campi Flegrei, a Monte di Pro­ci­da, dopo aver vinto, nuovamente su Francesco Moser e per soli tre secondi, la cronometro di apertura: Bacoli - Monte di Procida.

Una maglia rosa antica, il tempo non la sgualcisce, tantomeno la malasorte, i ricordi sono sempre giovani - noi c’eravamo, lo scirocco, domenica 20 maggio - che sembra sventolare come l’augurio fiammingo di Maertens al sogno di scudetto az­zurro di Mertens. In arte e in flash-back, ormai coniugato fra ciclismo e calcio, tutto attaccato, Freddries.

Gian Paolo Porreca,
napoletano,
docente universitario
di chirurgia cardio-vascolare,
editorialista de “Il Mattino”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Dopo aver vinto il prologo di apertura, Julius Johansen (UAE Team Emirates XRG9 ha dimostrato ancora una volta la sua forza contro il tempo, facendo segnare il miglior tempo nella cronometro individuale disputata tra Anadia e Águeda. Il percorso di...


Un importante riconoscimento arriva a premiare il lavoro della MBM Cicli e rappresenta un’opportunità per rafforzare ulteriormente il dialogo con tutti gli operatori della filiera della bicicletta. Scrive infatti l'azienda: «Il nostro Direttore Marketing e Vendite, Vincenzo Medugno, è stato...


Santiago Buitrago saluterà la Bahrain Victorious a fine stagione e dal 2027, per tre stagioni, correrà in maglia NSN. Il colombiano era passato professionista nel 2020 con la formazione araba, con la quale ha conquistato due tappe al Giro d'Italia...


Il team Pinarello Q36.5 Pro Cycling è lieto di annunciare l'ingaggio dello sprinter ceco Pavel Bittner, che entrerà a far parte della squadra a partire dal 1° gennaio 2027 con un contratto biennale. Considerato da molti uno dei giovani più...


Spesso negli ultimi anni Giancarlo Ferretti ha accettato il nostro invito ed è stato protagonista del nostro podcast BlaBlaBike. Per rendegli omaggio, però, abbiamo pensato di riproporvi questa lunga intervista realizzata da Pier Augusto Stagi per il numerodi novembre 2012...


Il mondo del ciclismo si prepara a dare l'ultimo saluto a Giancarlo Ferretti, il decano dei direttori sportivi che si è spento ieri all'età di 85 anni. Da domattina, martedì, alle ore 9, la salma sarà esposta presso la camera...


La Soudal Quick-Step è lieta di annunciare che Lorenzo Milesi entrerà a far parte della squadra a partire dalla prossima stagione con un contratto triennale. Originario di San Pellegrino Terme, in provincia di Bergamo, Lorenzo è diventato professionista quattro anni...


Dopo aver vestito la maglia della Movistar dal 2012 al 2016, Giovanni Visconti potrebbe tornare alla corte della formazione spagnola in qualità di direttore sportivo. Il tre volte campione italiano su strada – attualmente talent scout per la Jayco AlUla...


Il Tour de France Femmes si è concluso ieri, ma continua a regalarci delle perle. Non solo per la spettacolarità della corsa, la rivalità tra la vincitrice Demi Vollering e la seconda in classifica generale Kasia Niewiadoma, lo show che...


“Gli investimenti nel ciclismo femminile sono diventati troppo ingenti per potersi accontentare del calendario attuale”: è con questa dichiarazione che Philip Roodhoft, Team Manager di Alpecin e Fenix-Premier Tech, ha rilanciato nelle ultime ore la necessità di ampliare il...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra