MALO IS BACK. «TORNO A CORRERE IN CANADA». GALLERY

PROFESSIONISTI | 30/08/2016 | 08:31
Il gran giorno è arrivato: Adriano Malori torna a parlare e soprattutto torna in bicicletta.

«Il 22 gennaio ero in testa al gruppo e stavo parlando con Vincenzo Nibali e quando mi sono svegliato muovevo solo un dito della mano destra. Mi hanno detto subito: “il tuo cervello si è sconnesso completamente dalla parte destra del tuo corpo. Con tanto lavoro e un po' di fortuna potrai tornare ad essere una persona normale. Il giorno dopo ho chiesto se sarei potuto tornare a correre e un medico mi ha detto che forse sarei potuto tornare in bici solo per andare a comprare il pane».

«Mi sono trovato dalla gioia di essere vicecampione del mondo al dover dipendere dagli altri per tutto, per mangiare e per andare in bagno. Con la forza e la determinazione, e soprattutto con l'aiuto di una fantastica squadra di medici e di specialisti, a fine marzo ho iniziato a fare i rulli, un'ora al giorno. Ho fatto fino a sei ore di riabilitazione al giorno».

«Lo confesso, l'obiettivo all'inizio era quello di tornare ad essere una persona normale, capace di bere con la mano destra e tagliarsi la bistecca. Il 28 aprile abbiamo fatto una prova in bicicletta nel magazzino della squadra e lì ho cominciato a sperare di poter tornare a correre. Ma fino a quel giorno non ci pensavo, anzi ero convinto di dovermi cercare un altro lavoro».

«A quel punto sono tornato a casa, ho cominciato ad andare in bici continuando a fare fisioterapia. Ma dopo un'ora, un'ora e mezza la mano diventava dura, non riusciva a governare la bici e sono nuovamente caduto nel baratro. Per un mese il mio futuro è tornato ad essere buio».

«Quando sono andato a Pamplona per un semplice controllo, mi hanno detto che ero fuori strada, così sono tornato là in quel centro, ho fatto giusto una sosta a casa per sposarmi con Elisa: ho lavorato, lavorato e lavorato. Il 10 agosto mi hanno dato il permesso per tornare a a fare il mio lavoro e ho cominciato ad allenarmi come una bestia».

«Chiedo scusa ai giornalisti, se non ho risposto in questi mesi alle loro chiamate, ma volevo vivere la vicenda con la massima riservatezza, avevo detto che sarei tornato a parlare quando sarebbe arrivato il momento delle corse. Ed eccomi qui. Riparto dal Canada il 9 settembre».

«Ho voluto fare questa conferenza per la gente che sta male, in questi mesi ho visto gente che davvero soffre. E voglio spiegare loro che c'è un ragazzo di 28 anni che in sette mesi è tornato a correre. Ho visto su di me l'effetto che ha fatto la notizia di un podista che aveva avuto il mio stesso problema ed era tornato a correre. Almeno un sorriso e una speranza la voglio dare, perché se la meritano. Ho provato qualcosa che non cancellerò mai: stare nella sofferenza assieme a gente che sta male insegna cose che non avrei mai immaginato di imparare».

«Ringrazio lo staff dell'Università di Navara che mi ha seguito in maniera esemplare, ringrazio la Movistar che mi ha aspettato senza mai abbandonarmi, ringrazio Gabriele Curuchet e Giovanni Lombardi che mi hanno dato il cuore sin da subito in Argentina».

«Una lacrima? Mi sa che in Canada qualcuna mi scapperà, anche perché mi manca tanto il gruppo e sarà bello ritrovare l'affetto dei miei compagni».

«Perché a me? Me lo sono chiesto, ma cosa cambia avere la risposta? L'unico pensiero che avevo era quello di riprendermi».

«Ricordo una frase di Unzue: «Adriano, hai davanti a te gli anni più belli della carriera, ma la vita ti ha messo di fronte un problema più grande di te. E solo tu puoi uscirne».

«Sono cambiato? Dal giorno alla notte. Il matrimonio? Mi chiedete se era programmato? Elisa, cosa rispondo... È venuto così».

«Cosa potrò fare? Diciamo che per me è già un sogno essere qua, ma poi si va di sogno in sogno... Non ho la più pallida idea di quello che potrò fare. In Qatar? Troppo caldo... Scherzo, se Cassani mi chiama, ci vado».

«L'incidente? I primi ricordi hanno cominciato ad affiorare il 13 febbraio, 18-20 giorni dopo l'accaduto. Non ricordo il mio compleanno, quindi sono più giovane.... All'inizio pensavo che il 22 gennaio fosse il giorno che mi ha rovinato la vita, adesso penso che sia l'inizio di una nuova vita. Cos'è accaduto quel giorno? Penso sia stata una buca, quasi sicuramente».

«Aspettative? È la domanda più complicata. La mia carriera è costellata di mille dubbi, non so se potrò tornare l'Adriano di prima. Ma se mi mancherà il 10 per cento, ci arriverò con la testa».

«Le corse in tv ho ricominciato a guardarle solo quando ho capito di poter tornare a correre. Prima non ce la facevo, ero troppo nervoso».

«Cancellara oro a Rio? Mi ha fatto molto male perché ai Giochi avrei dovuto esserci anch'io e Fabian ha un fisico simile al mio. Ho passato tre giorni incazzato come un drago, ma sono contento che abbia vinto lui».

Bentornato, Adriano!

da Salsomaggiore, Pier Augusto Stagi

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Roma incorona Jonathan Milan. L'ultima tappa del Giro d'Italia 2026 si chiude con la vittoria del velocista della Lidl-Trek, che taglia il traguardo davanti a tutti in quella che lui stesso ha definito "una volata alla Milan" — potente e...


Fine del Giro, purtroppo. Fine di una corsa che è molto più di un viaggio per l’Italia, nel Paese più bello del… che meriterebbe la corsa più bella del… ma che sarà per la prossima volta, magari nel... Voto 6,...


E alla fine, Jonathan Milan! Parla italiano la tappa conclusiva del Giro d'Italia grazie al gigante friulano della Lidl Trek che centra il successo all'ultima occasione. Potenza allo stato puro, quella di Milan, che regola Giovanni Lonardi della Polti VisitMalta...


È Mattia Arnoldi il primo leader del 24° Giro Ciclistico del Friuli Venezia Giulia per la categoria Juniores. Il portacolori del Team Ecotek Zero24 si è imposto oggi pomeriggio nella frazione inaugurale, un circuito pianeggiante di 90, 4 chilometri con...


Un fine settimana trionfale in Toscana per la Beltrami TSA Tre Colli guidata dal direttore sportivo Matteo Provini. La formazione emiliana dopo aver vinto con il vicentino Andrea Guerra il Giro del Montalbano a Bacchereto in provincia di Prato, ha...


In definitiva, dopo questo Giro potremo parlare di ciclismo Pogacaard. E' una formula: fuoriclasse fuori categoria, fuori portata, e là dietro il resto del mondo. Così due anni fa con Teddy, così stavolta con Vinge. Marginali le differenze: sei tappe...


Olav Kooij sta ritrovando finalmentela condizione migliore e ha concesso il bis conquistando anche l’ultima tappa della Boucles de la Mayenne. L’olandese della Decathlon CMA CGM si è imposto sul traguardo di Laval precedendo il danese Mads Pedersen (Lidl-Trek) e...


Altri segnali di confusione fra il Giro maschile e quello femminile: alcuni corridori a Roma si sono trovati nel sacchetto del rifornimento cipria e rossetto «Per scalare la Maiella serve il nostro olio» (Alessandro ‘Spillo’ Altobelli, ex calciatore dell’Inter e...


Elisa BALSAMO. 10. Le sue compagne in maglia Lidl Trek lavorano bene per tutta la tappa, controllano e mettono Elisa in condizione di potersi esprimere al meglio. Lei inizialmente controlla Gillespie e Consonni rischiando anche di rimanere “imbottigliata” nel traffico...


La squalifica di Lorena Wiebes ha fatto clamore ed è destinata a far parlare ancora a lungo anche perché i vertici della SD Worx Protime hanno annunciato l'intenzione di adire alle vie legali. Il team manager Erwin Janssen è stato chiaro...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024