SAN LUIS. Minali, nel mirino il mondiale e un contratto

PROFESSIONISTI | 22/01/2016 | 11:00
Tra gli azzurri convocati dal CT Davide Cassani e diretti da Marino Amadori, responsabile degli Under 23, al Tour de San Luis c'è Riccardo Minali, 20enne veronese della Colpack. Velocista figlio d'arte, il papà Nicola ha vinto due volte in volata sui Campi Elisi al Tour de France e due Parigi-Tours, è volato in Argentina dopo aver partecipato come stagista al ritiro di Calpe della Etixx-Quick Step e sta affrontando la sua prima gara nella massima categoria oltrechè la sua prima "vera" corsa a tappe della carriera.

Come è andata in Spagna al fianco del tuo idolo Boonen? 


«È stata una bella esperienza, trovarsi con gente che fino al giorno prima vedevi in tv è stata una vera emozione. Ho imparato tanto, da un po' di lingua inglese a come migliorare i miei allenamenti. Tom e tutti gli altri sono persone normalissime, alla mano, è stato bello chiedergli qualche consiglio e allenarci fianco a fianco. Non so ora quali saranno i programmi del team ma ogni tanto sento Matxìn, il loro scout, e più avanti andrò al Bakala Center di Gand per effettuare un test. Spero di tornare in Spagna con la squadra l'anno prossimo da loro corridore a tutti gli effetti, sarebbe un sogno».


Da questa corsa cosa ti aspetti? 

«Il San Luis è la prima gara tra i professionisti a cui partecipo, comunque vada conserverò i numeri dorsali per ricordo. Sono a disposizione della squadra, di Viviani per le volate e per dare una mano a Ravasi, che è il nostro uomo di classifica. Anche lui è giovane e alle prime esperienze, ma è il più forte di noi in salita. L'unica corsa a tappe che ho mai disputato in vita a mia è il Giro delle Pesche Nettarine di Romagna che dura solo tre giorni, ritrovarmi qui tra così tanti campioni è un bel salto (sorride, ndr). Di solito più corro più vado bene quindi sono ottimista, è un'occasione preziosa per testarmi».

Cosa hai messo nel mirino per il 2016? 

«Mi sono prefissato due obiettivi: firmare un contratto con una squadra professionistica, possibilmente world tour, per farlo dovrò vincere fin da inizio stagione ed essere protagonista tutto l'anno, e mettermi in nostra al campionato del mondo in Qatar. Essendo adatto ai velocisti voglio farmi trovare pronto e competitivo per ottenere la convocazione e fare del mio meglio per cercare di vincere la maglia iridata».

da San Luis, Giulia De Maio

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