CONSIGLIO FEDERALE. Modernizzazione e piani di rientro
FCI | 24/06/2015 | 18:57 Il Consiglio Federale che si è tenuto a Roma il 24 giugno ha affrontato importanti questioni di carattere amministrativo, in particolare la prima nota di variazione del bilancio preventivo 2015 che tiene conto del piano di risanamento finalizzato al raggiungimento, alla fine del quadriennio, degli obiettivi fissati con il CONI.
In una fase economica ancora difficile per il sistema Paese, con alcuni timidi segnali di ripresa, la Federazione ha raccolto la sfida di ammodernarsi al fine di giungere nel 2016 alla parità di bilancio. “Un’operazione difficile, ma non impossibile – ha ricordato il presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, Simone Mannelli – tenendo presente che la Federazione già negli anni scorsi si è trovata a dover recuperare, con successo, un disavanzo di circa 700.000 euro, dovuti alla gestione precedente.”
Il nuovo piano di risanamento, che verrà sottoposto in futuro al Consiglio, non potrà prescindere da alcuni provvedimenti discussi nella riunione di oggi. Tra questi il più rilevante riguarda l’adozione di un nuovo e più avanzato sistema d’identificazione utilizzando le nuove tecnologie, che permetterà anche sensibili risparmi.
“E’ l’occasione – ha ricordato il Presidente Di Rocco, esortando in apertura tutto il Consiglio – per programmare il futuro di questa Federazione rinnovando i meccanismi federali e cogliere le opportunità di cambiamento anche un momento di crisi.”
Il Consiglio ha quindi analizzando le proposte di revisione dello Statuto avanzate da un apposito gruppo di lavoro, disegnando un iter che tenga conto delle valutazioni anche dei Comitati Regionali.
Tra le decisioni sicuramente più importanti anche quella di annullare le delibere del 2011 che impedivano l’accesso ai corsi per tecnici e alle squadre nazionali per gli squalificati di doping. La decisione è stata assunta in virtù di alcuni importanti modifiche intervenute nel quadro internazionale: l’entrata in vigore all’inizio dell’anno del nuovo codice Mondiale WADA e del nuovo regolamento Antidoping dell’UCI; la riorganizzazione delle Strutture Antidoping della stessa UCI, con un potenziamento dell’attività in massima autonomia; l’istituzione del Tribunale Antidoping UCI; ultimo e non meno importante, infine, la presa d’atto del consolidamento operativo e scientifico del passaporto biologico attuato dall’UCI e adottato stabilmente dalla WADA. “La Federazione continua a considerare prioritario l’impegno nella lotta al doping – ha detto il presidente Di Rocco in occasione della discussione -. Siamo stati i primi a lanciare una battaglia senza quartiere al fenomeno, spinti nel 2011 da una situazione emergenziale che obbligava tutto il mondo sportivo a prendere atto che vi era bisogno di strumenti nuovi per contrastare il fenomeno. Adesso che il mondo del ciclismo si è mosso nella linea da noi indicata, è giusto che la Federazione torni ad armonizzarsi con i principi internazionali.”.
Per quanto riguarda il rapporto con gli Enti di promozione sportiva, il Consiglio ha approvato un modello di convenzione da sottoporre agli stessi Enti che attua gli indirizzi del Manifesto programmatico dell’Attività Amatoriale della FCI e del CONI.
Nell’ambito di una logica di rilancio dell’attività su pista, il Consiglio ha poi approvato l’attività dei Centri Territoriali predisponendo l’immediata distribuzione del materiale necessario ai Centri più attivi.
Massima attenzione da parte del Consiglio nei confronti del fenomeno delle Manifestazioni di tipo storiche, che stanno riscuotendo un sempre maggiore successo di partecipazione: è stato previsto una specifica normativa per il riconoscimento delle stesse sotto l’egida federale. E’ stata inoltre riconosciuta l’attività delle fat-bike. Con lo stesso principio di allargamento dell’attenzione della Federazione nei confronti delle nuove modalità di uso della bicicletta, il CF concorda sullo startup del progetto presentato di tessera per il ciclista urbano (urban bike).
Nelle comunicazioni al Consiglio il Presidente Di Rocco ha illustrato le risultanze dell’ultimo Direttivo UCI chiamato a decidere sulla riforma ProTour e sulle questioni di carattere internazionale che preoccupano per quanto riguarda il riproporsi di conflittualità e governance tra UCI e alcuni organizzatori.
Il Consiglio, infine, ha preso atto della candidatura di Verolanuova per l’organizzazione di una prova di Coppa del Mondo di Paraciclismo e per l’organizzazione del Campionato del Mondo su pista di paraciclismo a Montichiari nel 2016.
ma il presidente penza di rientrare nei costi facendo iscrivere ai corsi federali gli ex dopati ? ma allora siamo messi proprio bene a tecnici... e poi cosa dovrebbero fare questi ex dopati ? pagare il tesserino (cavolo quanti soldi) e rivoluzionare (col loro passato di doping) le metodologie di allenamento ? ma facciamola finita... chiediamo invece ai corridori italiani residenti all'estero di correre con licenza italiana piuttosto...forse il numero (spero) rispetto agli ex dopati è maggiore (a no mi a che mi sbaglio). Io gli ex dopati non li farei nemmeno più entrare nelle sale dove proiettano le corse in bicicletta. Tanto il business si fa con le "manifestazioni storiche"... apriamo alle grammofono che i soldi si fanno li. Guarda quanti tesserati amatori ci sono. Chi se ne frega dei professionisti.
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