LA TAPPA. L'ora del tappone valdostano. SEGUI IL LIVE

GIRO D'ITALIA | 29/05/2015 | 07:03
Spettacolo continuo al Giro d’Italia 2015 anche per la tappa che è terminata a Verbania e caratterizzata dalla scoperta, bella scoperta il cui merito va dato agli organizzatori “scopritori”, del Monte Ologno. Lo spettacolo è comunque rappresentato e offerto dall’impegno quotidiano dei corridori, ai differenti livelli, che non lesinano il loro impegno, senza pause. Bravi tutti.
Vittoria di giornata, in solitaria, per il campione belga Philippe Gilbert che ha magistralmente interpretato, con un grande numero, la tappa e mostrando doti non comuni di discesista provetto. Un attore di richiamo che ha onorato il palcoscenico del Giro mettendo in scena impegno e classe, a profusione, doti che sono connaturate al fuoriclasse vallone, al suo secondo successo in questo Giro. Ottima è la piazza  d’onore per il giovane e promettente Manuel Bongiorno. Spiace per gli incidenti e le fratture che hanno costretto al ritiro Cunego e Lobato.
Non sono mancati, anzi…, i protagonisti della classifica con Alberto Contador che è stato applaudito attore di un altro “assolo” in salita e ha inscenato uno spettacolo nello spettacolo salutando la compagnia degli Astana,  in solitario. Fabio Aru e Mikel Landa hanno comunque lottato con determinazione e tenacia contro questo “super”.
E’ stato anche un piacere rivedere e risentire in TV, sugli schermi Rai, al Processo, Bruno Pizzul, competente e appassionato di ciclismo fra l’altro, ciclista praticante e per scelta (non ha la patente), sempre gradevole nel suo elegante eloquio e modo di proporsi.
E’ sperare forse troppo in un altro spettacolo come quello visto nella Melide-Verbania, e di molti altri giorni passati, anche per la frazione odierna?

E’ quella che si suole definire un “tappone” la frazione odierna che propone il superamento di circa 4.800 metri di dislivello, dislocati soprattutto nella parte finale e testimoniati da ben tre GPM di 1^ categoria (uno dei quali è l’arrivo) che s’incontrano negli ultimi cento chilometri in una tappa che ne prevede 236. Bella prospettiva!
La partenza è da Gravellona Toce, cittadina attiva in vari comparti. L’itinerario iniziale, agevole, punta verso il lago d’Orta, passando per Omegna, Pettenasco, già in provincia di Novara, l’incantevole Orta San Giulio, Borgomanero che, ciclisticamente, si collega ai nomi di Domenico Piemontesi e Pasqualino Fornara, Romagnano Sesia e Gattinara, già provincia di Vercelli, terra anche d’apprezzati vini. Avviene quindi il passaggio in provincia di Biella per Cossato, Valdengo, Biella, il capoluogo, tutti nomi con pure molteplici riferimenti ciclistici. Si presenta il non proibitivo GPM di 3^ categoria di Croce Serra a m. 598 che segna pure l’entrata nella provincia di Torino per Borgofranco d’Ivrea e Settimo Vittone prima del finale nella provincia d’Aosta per Pont Saint-Martin, Bard, Verrès, Saint-Vincent notissima località turistica con il suo casinò, Chatillon, Chambave e Fénis. Sono caratteristiche località della parte bassa della valle contrappuntate dai caratteristici castelli. Finora, per i primi 150 chilometri, il profilo altimetrico è solo leggermente increspato, lievemente mosso ma, da qua in avanti, l’ago del sismografo registra un “terremoto”, almeno in termini di variazioni di profili, di decisissimo segno. Il primo dei tre GPM, tutti di 1^ categoria, è il Saint-Barthélemy, quota m. 1644, km. 16,5 di ascesa con un dislivello di m. 1.109, pendenza media 6,7%, assai costante, e massima al 13% riscontrabile nella parte iniziale. Veloce discesa e nuovo passaggio da Chambave per poi risalire immediatamente il Col de Saint-Pantaléon, quota m. 1.664 così inquadrabile attraverso l’eloquenza propria dei numeri: km. 16,5 di lunghezza, dislivello m. 1.184, pendenza media 7,2 e massima 12%, numeri che riferiscono di un maggiore impegno rispetto al Saint-Barthélemy. In uno scenario alpino distinto dalla poderosa sagoma del Cervino, segue la discesa per Torgnon e Antey-St. André e l’immediata risalita verso Valtournenche, nome della valle e del comune di cui Cervinia è frazione. Il traguardo è posto a quota m. 2.001 dopo una salita lunga km. 19,2 che supera un dislivello di m. 961 e media al 5%, pendenza massima al 12% nella parte centrale.
La bella località valdostana presenta molteplici attrattive per il turismo, estivo e invernale, e per gli alpinisti che trovano qui “palestre” eccezionali.
Il Giro ha posto qui un traguardo di tappa già nel 1960 con la vittoria di un “outsider”, corridore di Desio, in Brianza, nonostante nome e cognome esotico: Addo Kazianka, nel 1997 il bergamasco Ivan Gotti che, nella circostanza, tolse la maglia rosa a Tonkov e la conservò fino al successo finale di Milano e, in tempi più recenti, era il 2012, il costaricano Andrey Amador, presente anche in questo Giro.
Sarà ancora una giornata favorevole per Alberto Contador che, certamente, non corre al puro risparmio, con il bilancino, ma ama regalare lampi della sua classe purissima o altro? Fra poche ore sapremo e speriamo nella continuità dello spettacolo ciclistico vero da gustare.

Giuseppe Figini

Potete seguirle la cronaca diretta a partire dalle ore 10 scegliendo il tasto LIVE in alto alla pagina oppure CLICCANDO QUI.

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COMMENTI
Giusto ricordare Ivan gotti
29 maggio 2015 13:51 runner
Chissà se almeno oggi qualcuno si ricorderà di Ivan Gotti, uno dei migliori nostri interpreti dei Grandi Giri degli ultimi vent'anni, che qui a Cervinia compiì una prodezza, andando poi a vincere quel Giro.

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