BMC. Ochowitz attacca: meno inviti, più sicurezza

PROFESSIONISTI | 26/05/2015 | 09:30
È una presa di posizione forte, ancorché discutibile, quella di Jim Ochowitz, presidente della BMC, che sula pagina web della sua squadra lancia proposte per cercare di ridurre il numero di cadute nelle grandi corse.

Ecco il suo intervento: «È diventato ridicolo continuare a vedere tutte le ecatombi di corridori sulle strade delle più grandi competizioni di ciclismo. Le 17 squadre di WorldTour sono tenute ogni anno a rispettare una serie di requisiti, come richiesto dalla UCI, al fine di ricevere la loro licenza. Uno di questi requisiti è di carattere finanziario. Le squadre che non fanno parte del WorldTour non sono tenute a rispettare obblighi finanziari altrettanto rigorosi e la maggior parte di queste nemmeno si avvicina a questi obblighi.

Squadre WorldTour come il BMC Racing Team non solo hanno la struttura finanziaria necessaria a posto, ma hanno anche partner importanti nel settore ciclismo Questi partner ci forniscono i migliori materiali disponibili e in quantità necessaria per affrontare una stagione lunga. Investiamo molto nella ricognizione dei percorsi di gara, ci assicuriamo che la nostra attrezzatura sia costantemente aggiornata in base alle esigenze e nei nostri team militano le più grandi stelle del nostro sport.
Ma alla fine, le squadre WorldTour sono costrette a disputare gare con 25 squadre in corsa nelle classiche in linea e con 22 squadre nelle corse a tappe. Ma oltre alle squadre WorldTour, qualcuno può dirmi qual è il processo di selezione di questi team invitati alle corse WorldTour?

Un passo importante per eliminare quella che sulle strade è diventata una carneficina, può essere la riduzione del numero di corridori in gara. In questo caso, l'UCI deve ridurre il numero delle squadre in gara e non il numero di corridori di ogni team alla partenza, come è stato invece proposto per le stagioni future.

Ci sono molte altre ragioni per spiegare il numero di incidenti che abbiamo visto in questa stagione. E queste ragioni dovrebbero essere affrontate. Ma prima, dobbiamo esaminare la qualità delle squadre invitate a partecipare agli eventi WorldTour. La selezione dovrebbe essere basata su qualità e prestazioni e non sulla politica. Nuovi criteri di scelta possono portarci verso la riduzione del pericolo e dei danni per i corridori durante la stagione agonistica. La sicurezza dei corridori deve essere la priorità numero uno per il futuro.
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COMMENTI
bravo.....
26 maggio 2015 09:54 Giors
Beh complimenti a questo signore, così facendo muore il ciclismo...
vogliamo arrivare ad un ciclismo con solo i team world tour e tutto il resto dilettanti???
se neppure più le professional potessero partecipare alle corse più importanti, vedi Giro, si avrebbero alla partenza pochissimi italiani e nessun team del nostro paese; con il risultato che nessuno sponsor investirebbe più in questo bellissimo sport

W le squadre minori
26 maggio 2015 10:30 geo
Sono solo le squadre invitate che animano la corsa, esse sono una garanzia di vivacità. Solo con le squadre world tour non avremmo le fughe da lontano, non avrebbe interesse per chi ha i corridori da classifica o i velocisti, mandare un gregario in fuga in una tappa non di salita. Cambierebbe completamente il tipo di gara. Forse sarebbe meglio che qualche squadra top non partecipasse al giro visto che portano solo corridori di medio spessore perché sono obbligati ad esserci.
Magari non sarebbe di molto spessore agonistico, ma paradossalmente, un Giro d'Italia con solo squadre professional e continental sarebbe molto più divertente ed imprevedibile.

Ochowitz non ha torto...
26 maggio 2015 10:46 The rider
Jim Ochowitz non ha tutti i torti, ma quello che dice è comunque sbagliato, invece di lasciare a casa le squadre Professional che hanno BISOGNO di correre il Giro/Tour/Vuelta, gli organizzatori e l'UCI potrebbero proporre alle squadre di schierare SEI corridori invece che NOVE, quindi in gruppo ci saranno meno corridori (66 corridori in meno) e le tappe saranno molto più interessanti dal punto di vista tecnico e spettacolare.
Pontimau.

OCHOWITZ
26 maggio 2015 12:03 alex90
quando parla delle professional si pulisca la bocca,pewrche' da loro a solo da imparare come si movimentano le corse,e si raggiungano anche vittorie e piazzamenti onorevoli,come invece certe formazioni wordtour che al giro sono venute in vacanza con la panchina .(ma siamo sicuri che certi squadroni siano al giro? io non li ho visti ).i soldi non sono tutto,perche' tante squadre come la vostra dopo pochi anni spariscono o si fondono.grazie androni ,nippo ,bardiani,southwest che interpetrate con grande spirito il giro.

ochowitz
26 maggio 2015 12:54 TeamCaroli
Certe squadre wordtour bisognerebbe proprio lasciarle a casa, tipo quest'anno al Giro che campioni ci sono?, molto meglio le nostre professional che hanno più passione e cuore!

26 maggio 2015 14:08 verita
il livello di professionalita' media dei corridori e' bassissimo, chiedano a paolini o tosatto come si fa a non cadere. i freni sono fatti per essere usati.
per quanto riguarda le professional invitate sarebbe far morire il ciclismo nostrano non invitarle.

Memoria corta
26 maggio 2015 18:24 teos
Ochowitz evidentemente non ricorda che nei primi 4 anni di vita del suo team, la BMC era stata dapprima Continental (2007) ed in seguito Professional (2008, 2009, 2010). Allora, nel 2010, andava bene essere Professional e ricevere inviti sia dal Giro che dal Tour, vero mr. Ochowitz?

Ochowitz cosa dici?
26 maggio 2015 19:08 Bastiano
Forse non lo sai ma, anche le Professional devono avere i conti a posto ed i bilanci certificati, per essere ammesse alla categoria.
Detto questo, il problema è che ci sono World Tour che al Giro non dovrebbero esserci, visto gli organici ridicoli che schierano e vista anche, la loro scarsa propensione a fare la gara. Per fortuna, il ciclismo, non è solo soldi!

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