GATTI & MISFATTI. LA SKY HA DETURPATO ANCHE IL FAIR-PLAY

GIRO D'ITALIA | 20/05/2015 | 18:16
di Cristiano Gatti          -      

E’ normale che il caso Porte sconvolga il Giro d’Italia e scateni interminabili discussioni. Se ne stanno sentendo e leggendo di ogni. Tutto è relativo e opinabile, ciascuno espone infervorato la propria visione. Giusto. Però in qualsiasi arena bisognerebbe partire da un minimo di base comune, da alcuni fondamentali che tutte le parti in gioco diano per assodati e intangibili. Qui, al contrario, stiamo facendo brillare con cariche di dinamite verbale qualsiasi certezza, anche la più basilare. La più seviziata, la più malintesa e la più vilipesa è a pieno titolo la certezza del fair-play. Va bene tutto, ma vogliamo parlarne, di questo fair-play?

Partirei dalla frase accorata del gran capo Sky, Dave Brailsford, subito dopo aver incassato la bancata dei due minuti per lo sfondone di Porte con Clarke: “Fairplay eccessivamente punito”. Come si vede subito, sarebbe già di per sé un mostro contronatura: eccessivamente o minimamente, tanto o poco, il fair-play non va mai, sottolineiamo tre volte mai, punito. Nessuno deve permettersi. Nemmeno per scherzo.

Il vero problema, evidentemente, qui non è il tanto o poco, ma l’idea stessa di fair-play. Brailsford, e dietro a lui tutta una pletora di anime belle, la solita marmaglia di demagoghi e retorici tanto al chilo, sta cercando dall’altro giorno di far passare il gesto di Clarke, che in maglia Orica passa la ruota a Porte in maglia Sky con devozione da fedele gregario, come il migliore dei gesti possibili. Ma sì, quanta commozione, quanto sentimento, quanta umanità, e soprattutto quanto fair-play in quegli attimi. E’ un quadro simbolo. E’ il trionfo di De Coubertin. Viva il Giro e viva lo sport. Qualcuno ci mette sopra pure la briscola: solo il ciclismo riesce a smuovere simili moti dell’animo, perché la solidarietà vince sulla rivalità, come non ricordare la foto di Coppi e Bartali che si passano la boraccia?

Santo cielo, che minestrone. Personalmente, mi piace talmente tanto il fair-play, che proprio non ce la faccio a cantare nel coro. Per me il fair-play è una cosa seria. Per me il fair-play è ad esempio un corridore che si ferma vedendo sull’asfalto un collega immobile, senza distinguere la sua maglia, compagno o avversario proprio non importa più. Per me il fair-play è un medico che scende dalla sua ammiraglia e si precipita a soccorrere il corridore ferito, sensa distinzione di colori e di appartenenze, perché in quel momento c’è solo una vita da salvare, al diavolo la corsa e le classifiche…

Cose così, di estrema emergenza. Momenti particolari, casi eccezionali. Evidentemente, situazioni lontane anni luce dal caso Porte. L’altro giorno, arrivando a Forlì, non ho assistito a un commovente caso di fair-play. Io ho semplicemente assistito a uno spudorato caso di antisportività, poi orgogliosamente documentato dagli stessi protagonisti, con tanto di tweet. Non c’è bisogno di molte parole per collocare quella scena agli antipodi del fair-play: basta dire che come visto in strada, e poi tranquillamente scritto dallo stesso Porte con fiero messaggio nazionalista, la Sky e la Orica sono una squadra sola. Io non ho niente contro l’amicizia, anzi la coltivo con religiosa passione, ma quando l’amicizia arriva a simili livelli non mi sembra nemmeno più amicizia. E’ qualcosa di più. In altri sport si parla subito di combine, qui mi fermerei a parlare di scandalo. Non esiste proprio che un capitano si fermi per incidente e subito si presenti un corridore con maglia diversa: quel tizio, Clarke, al Giro non è un amico, non sta in spiaggia a offrire aperitivi, al Giro è un avversario. E l’avversario ha il dovere sportivo di tirare dritto, se non ci sono feriti e pozze di sangue. Qui va pure peggio, la scena è surreale: Porte si fa aiutare dall’avversario Clarke sotto gli occhi di un immobile gregario suo. L’uomo Sky guarda, l’uomo Orica salva il capitano Sky. Proprio un bellissimo momento di fair-play, complimenti a loro e complimenti a quelli che rilanciano la scena a ciglio umido, come fulgido esempio di romantico sport.

Sarò cinico e bastardo, ma io chiedo a tutte le giurie e a tutti gli organizzatori del mondo di perseguire in modo spietato simili indecenze. Non esiste al mondo, non esiste proprio che due grandi squadre partano in una competizione dichiarando apertamente, nero su bianco, d’essere una squadra sola. Se gli australiani o gli italiani o i turchi vogliono fare una squadra sola, aspettino il Mondiale e sfoghino lì la loro fregola sciovinista. Al Giro e nelle altre gare si corre “contro”, punto e basta. Perfetta, intoccabile, forse soltanto un po’ morbida la regola che punisce con due minuti chi stravolge lo spirito agonistico, spacciando gli accordi sottobanco per fair-play. Servirebbe anzi un’apposita pena per “vilipendio di fair-play”, come esiste per la bandiera e per tutti i simboli sacri del vivere civile.

So che è pretendere troppo. Ma almeno piantiamola lì con la retorica da strapazzo. Porte si tenga i suoi due minuti ed eventualmente impari i regolamenti. Ringrazi il suo signore: per quello che ha fatto con Clarke e per quello che ha scritto dopo su Twitter, in altri sport sarebbe sotto inchiesta. Qui invece ha trovato persino una processione di chierichetti che lo considerano una povera vittima. Non scherziamo: l’unica vera vittima di Forlì è il fair-play. I suoi brandelli giacciono sulla strada del Giro, orrendamente deturpati.

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COMMENTI
20 maggio 2015 18:35 foxmulder
Nel mio piccolo ho scritto dappertutto le stesse cose anch'io. Gatti: oggi le sue parole sembrano vangelo e le condivido appieno.

Bla bla bla
20 maggio 2015 19:51 Leociccio
Non ho mai partecipato a nessuna discussione in nessun forum. Ma c\'è sempre una prima volta. Premessa : non condivido nulla. Se le presunte regole fossero applicate metà del gruppo, sul Mortirolo, sarà squalificato. Mi sembra evidente che qualcuno in sky abbia fatto un bel pisolo, ma cosa c\'entra il motorhome. Cosa c\'entra l\'elicottero. Tutti, ripeto tutti, hanno copiato o scopiazzato metodologie di allenamento ed innovazioni di sky (forse anche voi avete sorriso quando iniziarono con i cool-down sui rulli). Credo che i primi ad essere \"arrabbiati\" siamo loro. Io invece trovo bizzarro c\'è nessuno dica che oggi ha vinto un dopato conclamato. 2 anni per steroidi .... Altro che FAIR-PLAY violentato. PS Sky allontana chiunque abbia solo sfiorato problemi di \"dopaggio\". Astana il Re degli Autoemostrasfusi l\'ha messo a capo di tutto.

Gatti
20 maggio 2015 19:55 ciano90
E di Contador che ha tolto il casco in corsa non ne parliamo? Si aprirebbe un bel discorso che porterebbe a un bel po' di contraddizioni, non è così?

leocicccio
20 maggio 2015 22:19 fedaia66
spero che la tua sia ironia.
La Sky allontana chiunque abbia avuto problemi di doping?
E del medico gia' chiacchierato nello staff 2012 vogliamo parlarne?
Ometto certificatini, inalazioni, tramadol, "studi" sull'effetto dell'altura sui valori ematici sballati di qualche atleta..
Ma ci fa comodo pensare che il problema del ciclismo ricada tutta su una squadra..

due pesi e due misure
21 maggio 2015 00:44 pickett
Come mai Gatti non si è scandalizzato con Tiralongo,quando fece vincere la Vuelta a Contador nella tappa di Fuente Dè?Erano compagni di squadra?A me sembrava avessero la maglia diversa....Ma forse Gatti,che non credo ami il ciclismo,la Vuelta non l'ha mai seguita,neanche in tv.E di esempi di questo tipo,con protagonisti corridori italiani,se ne potrebbero fare a bizzeffe.

grande Cristiano
21 maggio 2015 09:28 gibu2000
sono 30 anni che seguo il ciclismo , non mi ricordo un uomo di classifica aiutato da un altra squadra negli ultimi km di una tappa normale ...
Perchè NON E' NORMALE !!!
Mai vista una scena così , e poi sono stufo dei demagoghi e dei buoni pensieri.
Per non parlare del Processo alla tappa dove la De Stefano è imbarazzante..tutti bravi e belli . Dopo la caduta di Colli mi aspettavo indignazione e rabbia , invece ....lasciamo perdere...

Alternative
21 maggio 2015 14:18 pickett
Se segui il ciclismo da 30 anni,e non hai mai visto un corridore favorito da un'altra squadra,i casi sono 2:o il ciclismo lo segui in modo molto,ma molto distratto,o hai gravi problemi di memoria.Informati sulla tappa di Gap al Tour 91,quando Indurain venne salvato dalla Kelme.Di esempi di questo tipo,anche molto + recenti,te ne potrei a bizzeffe.

21 maggio 2015 18:28 SCOTT
Ma finiamola con questi discorsi, dalle categorie giovanili in avanti ti insegnano che non e ammesso lo scabio di ruota tra atleti di squadre diverse. e E finiamola una buona volta........

Una domanda ed un consiglio per Leoriccio
21 maggio 2015 19:03 Bartoli64
Faccio una domanda a Leoriccio: ma tu sei così sicuro che tutti abbiano copiato i sistemi di preparazione di SKY?

Forse non sai che un certo Chris Carmichael (ex corridore professionista ed ex trainer di Lance Armstrong) da solo aveva già classificato ed utilizzato per le tabelle di allenamento dei suoi corridori (e parliamo di circa 15 anni fa) ben 23 diversi mezzi di allenamento. I c.d. “lavori” tanto per parlar chiari.

Nei suoi trattati, tra l’altro, si parlava già del “cool-down” come vero e proprio mezzo di recupero, anche se non si era inventato nulla giacché, molto onestamente, ammise che i benefici di tale metodica erano stati di dimostrati da un equipe statunitense di ricercatori.

Sorvolo poi sulla scuola italiana dei Sassi e di tutti gli ex allievi del Prof. Conconi, perché sarebbe davvero sparare sugli uccellini; tutto questo per dirti che quando i preparatori italiani degli anni ’80 sviluppavano le SFR gli inglesi ancora dovevano togliere le rotelle dalle loro bici!

Come vedi, si può anche continuare a non prendere parte ad un blog… specialmente quando non si sa bene di cosa si stia parlando.

E’ un buon consiglio…

Bartoli64

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