L'ABC di COSTA. Maini, meno si parla e meglio è

GIRO D'ITALIA | 08/05/2015 | 18:23
di Angelo Costa

M
come Maini. Nel senso di Orlando, diesse della Lampre. Ottimo tecnico, splendida persona, da due anni affronta un Giro con più salite dei ciclisti: è il destino di chi, da corridore, in montagna andava al massimo in vacanza con la famiglia. Lo scorso anno ha guidato la squadra dall’Irlanda a Trieste nonostante un grave problema di salute, che poi lo ha portato sotto i ferri: restar seduto un ammiraglia per lui si è rivelato facile come per Simona Ventura parlare di Voltaire. Quest’anno ha alzato l’asticella, come va di moda dire adesso: a sentirlo ripetere da corridori, tecnici, sponsor e organizzatori, sembra quasi che il Giro non sia più una gara di ciclismo, ma di salto in alto. Quest’anno Maini deve guidare una multinazionale spalmata su quattro continenti: la Lampre schiera uno sloveno (Niemiec), un polacco (Polanc), un argentino (Richeze), un cinese (Xu Gang) e un etiope (Grmay). Gli manca solo l’australiano o il neozelandese per far cinquina e tombola: al prossimo Giro. Una varietà tale da far sembrare i quattro italiani (Ulissi, Mori, Modolo e Ferrari) uno spiacevole incidente di percorso. Il problema di Maini non è la corsa: è il fuoricorsa. Quando cioè deve spiegarsi: dalle tattiche di gara al menu della cena, si è dovuto studiare tutto in cinque lingue, segni compresi, perché un gesto che va bene in Europa o in Sudamerica in Africa e in Asia può avere altri significati. Per metter d’accordo tutti, spesso ricorre il più internazionale dei linguaggi: il dialetto bolognese, che in certi casi si rivela una sorta di esperanto. Dice ‘va bein’ quando è d’accordo, ‘brisa’ quando non lo è: sentendolo, alcuni tecnici rivali si sono convinti che si tratti di un linguaggio in codice. Funzioni o no, lo scoprirà subito, alla cronosquadre: per accorciare i tempi della riunione tecnica, ha chiesto agli organizzatori di far partire per prima la sua squadra. Strategia vincente: in certi casi, meno si parla e meglio è.
 
H come Hansen. Nel senso di Adam, corridore australiano della Lotto. Meglio dire cammello: da oltre tre anni, porta a destinazione tutte le gare a tappe che comincia. Dalla Vuelta del 2011 a oggi, ne ha messe in fila dieci. Non un fenomeno di velocità (miglior piazzamento, il 53esimo dell’ultima Vuelta), ma un fuoriclasse di continuità: lo fermano sull’ultimo traguardo, lo impacchettano e lo spediscono al via della gara successiva. E’ il miglior rappresentante possibile dello sponsor che porta sulla maglia: Lotto (prima persona singolare del verbo lottare). Anche se alla porta ha già la fila: la prima in lista d’attesa è la Duracell. Adam è di nuovo qui con un obiettivo chiaro e possibile: prima o poi, arrivare a Milano. Ha in testa solo quello e il fatto di non aver trovato il bagaglio quando è sbarcato in Italia non lo ha turbato affatto. Lo ha preso come un segno del destino: quelli come lui non devono avere altro peso che il viaggio.
Copyright © TBW
COMMENTI
grande
8 maggio 2015 23:02 drinn
il più grande conoscitore della gestione di un team nelle grandi gare a tappe con cui io ho lavorato

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Ventiquattro ore possono cambiare completamente il volto di un Tour de France. Richard Carapaz lo ha dimostrato nella maniera più spettacolare possibile. Dopo la rabbia e la delusione per il terzo posto conquistato nella diciannovesima tappa, quando aveva accusato Lenny...


Sepp Kuss non perde il sorriso anche se è fresco reduce da una delle sconfitte più brucianti della sua carriera. Il corridore americano della Visma | Lease a Bike, lanciato verso la vittoria dopo il Col de Sarenne, è caduto...


Isaac Del Toro chiuderà il suo primo Tour de France sul podio, alle spalle soltanto di Tadej Pogačar e Remco Evenepoel. Non solo, domani sugli Champs-Élysées vestirà la maglia bianca di miglior giovane al termine di una splendida battaglia durata tre...


Richard CARAPAZ. 10 e lode. Che garra, che tempra e che voglia. Tre giorni da far girare la testa a chiunque, non all’ecuadoriano che è atleta di livello assoluto con il suo Giro vinto e quell’oro olimpico che risplende in...


La ventesima e penultima tappa del Tour de France 2026 ha regalato emozioni e qualche brivido. A vincere, dopo i 170 chilometri in programma oggi, è stato Richard Carapaz (EF Educatio Easypost) che a 4 chilometri dal traguardo dell'Alpe d'Huez...


Lorena Wiebes mette a segno il suo sigillo anche nella seconda tappa del 4° Tour de Pologne Women, sul percorso da Włodawa a Lubartów, privo di particolari difficoltà morfologiche. Su un percorso di 118 chilometri, le cicliste hanno attraversato gli incantevoli...


L'emergenza incendi che sta mettendo in ginocchio la Francia, fa sentire il suo effetto fino alla capitale Parigi e anche sulle strade del Tour. La Prefettura di Polizia di Parigi e il Comitato Organizzatore del Tour de France hanno emesso...


Michele Pio Cacchio concede il bis. Il forlivese del Team Guerrini‑Senaghese torna a colpire nella 58ª Ciriè‑Pian della Mussa per juniores, disputata nel Torinese, confermando il suo stato di forma e il buon momento della squadra bresciana di Stefano Guerrini....


La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum Series è a mio avviso il capo che la rappresenta meglio. In questo capo altamente tecnico l'esperienza di Mads incontra l'ingegneria tessile più spinta...


Thomas Silva ritrova il successo dopo l'ottimo Giro d'Italia di due mesi fa, e lo fa in una delle classiche più prestigiose del calendario spagnolo. L’uruguaiano della XDS Astana, maglia rosa per un giorno dopo il successo di Veliko Tarnovo,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra