Granfondo 5 terre, ci sarà l'inchiesta della Magistratura

| 13/09/2004 | 00:00
Sara' l'autopsia ordinata dalla procura della repubblica della Spezia a stabilire le cause della morte del ciclista polacco Piotre Fuksiewicz, di 41 anni di Varsavia, precipitato in un torrente ieri durante la Gran Fondo delle 5 Terre senza che nessuno si accorgesse della sua caduta e ritrovato solo in serata con la testa immersa in una pozza d'acqua. La magistratura ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilita' nel ritardo dei soccorsi e nella decisione degli organizzatori di far proseguire la gara nonostante il nubifragio abbattutosi sul percorso. Sono intanto migliorate le condizioni dei dodici corridori feriti, ricoverati nei vari ospedali della zona per fratture alle gambe ed al bacino. Se si conta anche chi si e' fatto medicare contusioni ed escoriazioni, sale a circa trenta il bilancio dei feriti per le cadute provocate dall' asfalto reso viscido dalla pioggia. Le strette e ripide stradine delle 5 Terre si sono rivelate infatti con la pioggia una trappola per i 1.921 corridori ed appassionati iscritti alla manifestazione. L' atleta polacco, che abitava a Como, e' uscito di strada con la sua bicicletta tra Bonassola e Levanto, all'altezza di un ponticello su un torrente. Ha fatto un volo di una decina di metri ed e' finito nel letto del ruscello, incastrandosi tra due massi. Le squadre dei vigili del fuoco e del Soccorso Alpino del Cai lo hanno trovato con la testa in una pozza d'acqua. Accanto c'era la sua bicicletta. Il ciclista e' sparito dalle 13,30 di ieri, ora in cui e' stato segnalato elettronicamente il suo passaggio al colle di San Giorgio. Suo fratello Jacek disperatamente all' arrivo ha cercato il volto di suo fratello tra le migliaia di persone che ieri affollavano Deiva Marina per la tradizionale gara ciclistica che ha visto la partecipazione di appassionati da tutto il Nord Italia e da molti paesi europei. Soltanto intorno alle 17,30, con l' arrivo dell'auto della fine corsa sono cominciate le ricerche, prima negli ospedali della zona poi lungo il percorso. E verso le 21 un carabiniere con la torcia ha illuminato il dirupo vicino alla cava ed ha visto il corpo esamine del ciclista. L’organizzazione. Divampano le polemiche a Deiva Marina, dove ha sede la Ciclistica Deivese, societa' che da dieci anni organizza la Gran Fondo delle 5 Terre, uno degli appuntamenti piu' attesi dagli appassionati delle due ruote a pedali in Italia. Massimo Nunziati, presidente del sodalizio, ha parlato a lungo con il fratello del ciclista polacco morto, oltre che per aiutarlo in questo momento cosi' drammatico anche per capire la dinamica dell'incidente. ''Sul percorso si trovavano 50 guardie ecologiche volontarie, 25 carabinieri, una pattuglia della polizia stradale,i vigili dei vari comuni attraversati dalla corsa, guardie forestali, 30 uomini della nostra organizzazione e nessuno si e' accorto di nulla - spiega Nunziati - Piotre Fuksiewicz era un esperto corridore e gia' lo scorso anno aveva partecipato alla nostra iniziativa. E' sparito nel nulla. L'incidente ha avuto una dinamica incredibile. Probabilmente, visto che la bicicletta non e' molto danneggiata, il ciclista e' andato dritto fuori strada passando nel piccolo varco tra il guard rail ed il muretto del ponticello''. I responsabili del soccorso pubblico 118 avevano chiesto la sospensione della gara, quando hanno cominciato a ricevere decine di richieste di intervento e le autoambulanze disponibili sembravano non bastare piu'. Ma Nunziati spiega perche' ha deciso di far proseguire la gara: ''La corsa e' partita alle 8 da Deiva Marina e le segnalazioni delle prime cadute sono giunte alcune ore dopo. La situazione meteorologica e' pero' presto tornata alla normalita'. Era impossibile fermare quasi duemila persone in giro per le strade delle 5 Terre. I giudici di gara dell'UDACE non hanno chiesto tale provvedimento''. Piotre Fuksiewicz, 41 anni di Varsavia, lascia la moglie ed un figlio di otto anni. Con il fratello Jacek, di qualche anno piu' piccolo, era venuto in Italia anche per motivi di lavoro. Oggi aveva degli appuntamenti a Como. ''Jacek e' una persona splendida e composta nel suo dolore - continua Massimo Nunziati - pensate che ha chiesto di poter collocare una targa a ricordo del fratello nel punto dell'incidente e ci ha detto che se volessimo ricordarlo il prossimo anno lui sara' presente con noi''. Anche il testimonial della corsa, G.B. Baronchelli, parla di tragica fatalita'. ''Ogni corridore deve fare la sua corsa a seconda delle condizioni atmosferiche e del selciato - ha detto il campione - le cadute sono state ovviamente accentuate in quelle zone dove la pioggia e' caduta piu' copiosa. I numeri sembrano elevati ma diventano fisiologici se confrontati con la massa dei partecipanti. La morte, quella purtroppo non rientra nelle possibili conseguenze di un incidente del ciclismo, che non e' certo uno sport violento o pericoloso a livello amatoriale''.
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