Jones addolcisce il bilancio della Amore&Vita al Montanes

| 19/06/2006 | 00:00
Continuano gli ottimi risultati per Amore & Vita Mcdonalds al Circuito Montanes. Il sudafricano Tim Jones, è giunto terzo nella volata finale della tappa più dura della corsa iberica. La partenza della settima tappa da Torre La Vega portava i corridori a dover affrontare ben 6 Gran Premi della Montagna con l’aggravante di aver corso sotto un forte e ininterrotto nubifragio. La conclusione dopo 147 km era fissata a Santo Toribio. Il leader della gara e capitano di Amore & Vita Mcdonalds, Gasparre ha perso la maglia nella tappa di sabato a causa di problemi intestinali e pertanto si è ritirato per non compromettere la preparazione al campionato italiano, suo obbiettivo primario, in programma la prossima domenica a Gorizia. Ciò nonostante la squadra ha cercato di essere protagonista della gara. Ed ecco l’exploit di Tim Jones, oggi 30enne, che è stata una delle scoperte di Ivano Fanini al mondiale di Lugano del 96’, ha dato il meglio di sé sul suo terreno più congeniale. Purtroppo nel finale in volata è stato battuto dall’attuale leader della gara, l’olandese Robert Gesik della Rabobank. Adesso lo scalatore dello Zimbabwe si trova 2° in classifica generale ad un 1’ e 40” dal leader ma difficilmente avrà la possibilità di vincere la classifica finale perché domani l’ottava e ultima tappa è quasi tutta in pianura ed alla sesta tappa i suoi compagni si erano già tutti ritirati. «La mia squadra può sostenere non più di 3 o 4 tappe - commenta Fanini riferendosi alla debacle della squadra all’arrivo della 6^ tappa -: le nostre battaglie antidoping ci obbligano a correre senza aiuti di medicinali e quindi i miei ragazzi non hanno la forza di reggere gare più lunghe». L’altra parte della squadra è rientrata oggi dalla Boucle de la Mayenne in Francia dove l’unico atleta a mettersi in evidenza è stato Ivan Fanelli, giunto nei primi dieci in due delle cinque tappe. Da segnalare la delusione per il ritiro di Gavazzi alla seconda tappa a causa di un attacco influenzale, in quanto la dirigenza puntava in particolar modo su di lui per la vittoria in due frazioni adatte alle sue caratteristiche.
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