Ha conosciuto da vicino, con una breve esperienza di soldato, la sanguinosa Guerra civile del Tigray (durata un triennio con 800 mila morti e milioni di rifugiati), nel nord dell’Etiopia dove in queste ore, a due anni dal raggiungimento della pace, si addensano minacciose le nubi di una riaccensione delle ostilità.
Parliamo di Amaniel Teweldemedhn Desta, nei confronti del quale, al ritorno dal Rwanda, c’è una lacuna da colmare: merita infatti citazione questo ventenne, guadagnatosi con caparbietà il quarto posto nella classifica generale, per la soddisfazione del suo mentore e corregionale Tgsabu Grmay. Il portacolori del Team Amani, miglior corridore africano al Tour di Rwanda 2026, mette a frutto un’evoluzione agonistica che è sicuramente parziale, anche perché l’atleta in questione, pressochè a digiuno di esperienza fino al 2024, solo quest’anno è in grado di trovare maggiori opportunità di calendario, garantite dal rafforzamento della Continental con affiliazione rwandese e base logistico-operativa in Kenya. Non sul mare, ma in altura, ad Iten, lassù nella fucina dei mezzofondisti e dei maratoneti, diventata anche punto di riferimento per chi pedala.
«Stupito da Desta? Non troppo, avevamo programmato una top ten, visto che lui era uno dei nostri leader insieme a Samuel Niyonkuru. Contento per quanto ha saputo dimostrare, ben supportato dall’intera compagine. Adesso ci attendono un certo numero di corse, due a tappe, tutte in Turchia: passa dall’allargamento del calendario di prove disputate la volontà di crescere coralmente, presentandoci anche alle gare del calendario dell’Africa Tour ed asiatiche, ampliando l’orizzonte al confronto con avversari di altri continenti».
Capiterà così in Turchia (tournée di 40 giorni), è esattamente ciò che è successo in Rwanda, dove la formula di gara a tappe di categoria 2.1 ha affiancato nazionali africani, continental locali, organici sviluppo diretta emanazione delle compagini del World Tour. Aggiunge Grmay: «ci attendono due belle manifestazioni come Tour of Antalya e Tour of Mersin, ma altre due classiche di un giorno. Più in là nella stagione avremo la possibilità di correre alle Mauritius ed ai campionati nazionali».
lI giorno che può aver rappresentato una prima vera svolta nella carriera ciclistica di Amaniel è stato meroledì 25 febbraio, in occasione della Karongi – Rubavu. Il tempismo con cui il corridore del Team Amani si è inserito nella fuga della prim’ora, inscenata da 18 unità, resta a ben guardare la scintilla scatenante di un’azione che l’ex soldato ha condotto anche con encomiabile sagacia nell’amministrare le forze. E così, in capo a quella frazione con 2551 metri di dislivello, andata a delineare la classifica generale, Desta Teweldemedhn è salito sul palco delle premiazioni, giungendo 14esimo a 2’31” dal belga De Clercq (Soudal Quick Step), primo al traguardo, e dal tedesco Moritz Kretshcky (Nsn), che con la seconda piazza aveva ipotecato la maglia gialla conclusiva. L’etiope si è issato in terza posizione, diventata poi quarta al termine della tappa di sabato, con traguardo allo Stadio Pelè di Kigali, subito dopo il Mur de Kigali.
Quel poco che non diceva l’espressione del volto del ciclista in questione, lo confermavano i dati individuali (per gli amanti delle cifre: 3,045 kJ nel corso di 3h 12m, a fronte di 170 g/h). proposti dalla squadra affiliata a Kigali, ma determinata a rappresentare un “hub” di ciclismo professionistico per l’intera Africa centro orientale. Parola ancora al 34enne Grmay, gloria del ciclismo nazionale dall’alto di nove anni trascorsi nel World Tour: «Mi sono accorto di Desta quando vinse nel 2025 al Tour of Tigray, organizzato dopo gli anni della Guerra. Gareggiava per un team locale ed il nostro scouting ebbe successo. La nostra zona, dove il livello di competizione è alto, è la stessa da cui proveniene un astro nascente del ciclismo femminile come Tsige Kiros, in grande evidenza al Mondiale juniores (al suo ritorno festeggiata da un’intera comunità per il 7º posto nella prova iridata, ndr) e campionessa africana 2025. La determinazione di Amaniel da sola non basterebbe, c’è qualità che si manifesta proprio nel momento in cui Team Amani rafforza il proprio progetto. Meglio di così…».
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