LA TAPPA. Ed ecco le prime salite alpine

GIRO D'ITALIA | 24/05/2014 | 06:55
Relativamente breve ma tosta, assai tosta. Si potrebbe definire così, in estrema sintesi, la caratteristica di questa tappa, un’altra tutta piemontese.
Agliè è un comune del Canavese con un Castello Ducale del 12^ secolo di grandi dimensioni con specifici pregi e circondato da un esteso parco con giardini. E’ anche il luogo d’origine della famiglia del poeta crepuscolare Guido Gozzano che qui trascorreva le vacanze ed è qui, nello stabilimento Olivetti, che si produceva la famosa macchina per scrivere “Lettera 22”.
L’itinerario prevede il passaggio dalla “turrita Ivrea”, capoluogo del Canavese prima d’affrontare La Serra, una salita classica del ciclismo antico, ora GPM di 3^ cat. a quota m. 586 ed entrare in provincia di Biella e, dopo la discesa, compiere un primo passaggio per la città, famosa per la lana ma non solo. Si passa per Valdengo, già sede di un noto circuito degli assi e paese natale di Adriano Pella, buon professionista negli anni ’70 scomparso giusto un anno fa e passare per Cossato, altro importante centro della lana e luogo di nascita del calciatore Alberto Gilardino e dell’attore Ezio Greggio. Brevissima escursione nella provincia di Vercelli per Roasio, rientro in quella di Biella e, dopo Crevacuore trovare una nuova salita, breve ma aspra con pendenze pure ben superiori al 10%, a q. 1099, GPM di 1^ cat. – E’ l’Alpe Noveis che propone pure una discesa ripida su Coggiola, località da dove ebbe inizio l’attività del marchio Fila, e Trivero, altro centro con nomi di rilievo nel settore lana. Da qui si riprende a salire per il GPM di 2^ cat., quota m. 1482, di Bielmonte, all’interno dell’Oasi Zegna, lungo la strada denominata – a giusto motivo – “Panoramica Zegna” per lo scenografico panorama che offre, ad ampio raggio. Discesa verso Andorno Micca il cui nome ricorda il militare artificiere di casa Savoia che all’inizio del 1700 si sacrificò scientemente per consentire la resistenza di Torino alle truppe francesi.
Si ripassa per Biella, città di Quintino Sella e di molteplici attività e, senza soluzione di continuità, si affronta il gran finale della salita verso il Santuario della Madonna Nera di Oropa. Salita percorsa varie volte dalla corsa rosa lunga km. 11,800, un dislivello di m. 733, la pendenza media è del 6,2% con la massima al 13%. Dal 2002 il complesso del Sacro Monte di Oropa è patrimonio  dell’umanità Unesco.
I “precedenti” riferiscono dei successi di tappa di Vito Taccone nel 1963, Massimo Ghirotto nel 1993, l’impresa, una di quelle che sono rimaste negli occhi e nel cuore degli appassionati, di Marco Pantani nel 1999 e la vittoria di Marzio Bruseghin nella cronometro del 2007.
Giochi di classifica apertissimi: prima importante difesa della maglia rosa per Rigoberto Uran, primi assalti dei suoi avversari, primi test severi per chi - un nome su tutti, Nairo Quintana - ancora non si è visto in questo Giro.

Giuseppe Figini
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