DONNE. Lettera aperta di Marijn De Vries a Pat McQuaid

| 09/02/2012 | 12:24
Il ciclismo femminile chiede più spazio, più attenzione e, perché no?, anche più rispetto. Le campionesse italiane si sono già mosse in questo senso affiancate dall’ACCPI e oggi si sono affrettate a dare la massima diffusione alla lettera aperta che la loro collega olandese Marijn de Vries ha scritto al presidente dell’Uci Pat McQuaid.
«... Capisco che sia difficile arrivare a fissare uno stipendio minimo per le cicliste, ma un sistema per aiutarci c’è. Da dove arrivano i soldi del ciclismo? Dagli sponsor. Che chiedono visibilità e attenzione che purtroppo i media non dedicano in maniera sufficiente al ciclismo femminile.
... Vede, la direzione è già stata imboccata da qualcuno: ci sono corse come la Omloop Het Nieuwsblad, la Freccia Vallone e soprattutto il Giro delle Fiandre che offrono alle cicliste uno spazio significativo. Precedere la corsa maschile, ci consente di avere un po’ di spazio in tv, un po’ di attenzioen dai media e questo gratifica gli sponsor perché si tratta di gare che tutti conoscono.
... Ed è qui che lei può aiutarci, proponendo agli organizzatori delle grandi gare di introdurre anche una gara femminile, pena la perdita della licenza UCI. Ci sarebbe bisogno di più tempo e di più denaro, ma si tratterebbe di briciole e l’investimento sarebbe ripagato da una crescita assoluta del movimento.
... C'è stato un periodo in cui Leontien van Moorsel e Jeannie Longo battagliavano sulll'Alpe d'Huez, in cui Debby Mansveld vinceva l'Amstel Gold Race e in cui Mirjam Melchers trionfava alla Milano-Sanremo. Si può tornare a quel tempo, anche perché il ciclismo femminile è migliorato e più professionale rispetto a quell'epoca. Però solo le atlete di vertice guadagnano: noi gregarie sconosciute fatichiamo molto a rimanere a galla. Dobbiamo chiedere aiuto dei nostri genitori, ai nostri mariti. Per arrivare a guadagnare lo stipendio mensile di Bauke Mollema noi dobbiamo correre per cinque anni.
Nelle Fiandre hanno capito quello che possiamo offrire e hanno inserito anche la Gand-Wevelgem nel nostro calendario. Ma non tutti gli organizzatori sono così ben disposti, altrimenti la Primavera Rosa o l'Amstel Gold Race non sarebbero state cancellate.
... È arrivato il momento in cui l'UCI deve prendere dei provvedimenti e chiedere che ogni corsa abbia anche la sua versione femminile.
Marijn de Vries»


http://marijndevries.nl/?p=4117
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