| 01/02/2012 | 08:49 Crescere in modo naturale. Non potrebbe essere diverso l’obiettivo per la Named, acronimo di Natural Medicine, azienda che dal 1988 si occupa appunto di medicina naturale. E che nello sport ha trovato uno sbocco “logico”: dal Milan al Novara per il calcio, poi rugby, basket, fitness, pallavolo sono davvero tante le discipline che vedono impegnata Named come sponsor e soprattutto come fornitore ufficiale di integratori alimentari naturali. E poi, naturalmente il ciclismo. «Da oltre dieci anni - racconta con orgoglio Fabio Canova, 43 anni, brianzolo, amministratore dei Named - siamo impegnati nel mondo delle due ruote: come ci accade spesso, abbiamo iniziato in punta di piedi cercando di crescere un passo alla volta. Così siamo arrivati prima al dilettantismo, impegno culminato con lo splendido triennio della Casati Named, ed ora al professionismo come secondo sponsor nella Utensilnord Named di Fabio Bordonali». Aldilà della scelta strategica per la sua azienda, il ciclismo le piace? «Mi piace e lo pratico. È uno sport faticoso e meraviglioso al tempo stesso. Con il ciclismo siamo cresciuti come azienda e adesso siamo pronti a fare un ulteriore salto di qualità. Con il team di Bordonali iniziamo un cammino che durerà negli anni e personalmente penso a questa stagione come ad una transizione, ad un anno di semina. Non chiedetemi però giudizi tecnici sui nostri ragazzi, non sono all’altezza per darli. Anzi, devo ripromettermi di seguire qualche corsa in più e di non limitarmi solo a seguire il ciclismo da tifoso in tivù». Cosa si aspetta da questo primo anno di sponsorizzazione? «Di vedere i nostri ragazzi protagonisti in ogni corsa che affronteranno. So perfettamente che non sarà facile ottenere risultati ma io credo molto nei nostri integratori alimentari che saranno adottati dai ragazzi della Utensilnord Named. Il nostro credo è quello del ciclismo pulito, lo dico da sempre: la filosofia della Named è quella di mettere a disposizione dei sanitari, dal medico di base all’oncologo, soluzioni valide per i problemi che devono affrontare, sarebbe un incredibile autogol quello di creare a nostra volta dei malati che assumono sostanze proibite. Questo è l’antisport, quello che noi combattiamo. Vedete, sappiamo di essere ai primi passi in questo mondo di fronte al quale ci poniamo con grande umiltà: sappiamo che è difficile ottenere risultati, ma siamo pronti a costruire il futuro nostro e del team attraverso l’utilizzo di prodotti nei quali crediamo molto. Per esempio, un argomento che proponiamo a tutti i medici e a maggior ragione a quelli che si occupano di sport, riguarda l’alcalinizzazione. Il nostro corpo tende a produrre acidi, specialmente quando si svolge attività fisica, che devono essere eliminati perché causano un invecchiamento precoce delle cellule e non consentono l’adeguato recupero dopo lo sforzo. Ma questo è solo uno dei tanti aspetti che abbiamo studiato e che, con i prodotti Named, siamo in grado di risolvere». I vostri prodotti sono disponibili in farmacia? «Naturalmente, ma da quest’anno gli integratori alimentari verranno distribuiti anche nei negozi sportivi specializzati per permetterci di essere sempre più vicini a chi lo sport lo pratica tutti i giorni. Vogliamo crescere, lo ripeto, e lo faremo in modo naturale...».
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