Giovedì Basso andrà in ricognizione sul Vesuvio

| 16/03/2009 | 10:42
Non si è ancora corsa la Milano-Sanremo, classicissima di primavera, ma è sempre tempo del Giro d'Italia di maggio. E degli esercizi di saggio degli atleti su quei percorsi che dovrebbero costituire i momenti cruciali della corsa rosa. E così, mentre Armstrong si è confrontato qualche giorno fa con la lunga cronometro delle Cinque Terre, in Ligura, si susseguono le perlustrazioni dei nostri campioni su quel traguardo del Vesuvio che rappresenterà l'ultimo arrivo in salita del Giro 2009. Dopo le esperienze di Simoni e Pozzato, è annunciato, per giovedì 19, un test di autore maggiore, sul Vesuvio: sarà infatti il turno di Ivan Basso, il capitano della Liquigas, campione del mondo under 23 nel '98, primo nel Giro 2006, secondo e terzo rispettivamente nei Tour 2005 e 2004, ed in assoluto considerato il favorito primo del prossimo Giro del Centenario, a cimentarsi sui tornanti che portano da Ercolano al cratere del Vesuvio.
Ivan Basso, varesino, 31 anni, sospeso nel biennio '07-'08 per il coinvolgimento nella vicenda di doping ematico ('Operacion Puerto') che ruotava intorno alla figura del dottor Fuentes, è chiamato in questa stagione ad un totale riscatto ed alla verifica definitiva di quel suo talento specifico per le corse a tappe, che lo aveva eletto negli anni scorsi naturalmente a delfino perfetto di Lance Armstrong. Che di Basso, tra l'altro, è estimatore ed amico personale.
Il programma di Basso e de suo direttore sportivo Stefano Zanatta, attualmente impegnati nella Tirreno.Adriatico che si concluderà martedì a San Benedetto del Tronto, è di raggiungere mercoledì sera Salerno. E l'indomani, festa di San Giuseppe, percorrere per intero o in buona parte l' itinerario della Costiera Amalfitana, Picco Sant'Angelo compreso, che fa parte della Avellino-Vesuvio Ercolano di venerdì 29 maggio. E poi, dopo una sosta tecnica ad Ercolano, affrontare di buona lena, con i meccanici a scegliere i rapporti giusti da montare, i 12 chilometri di ascesa che portano alla sommità del Gran Cono. Con bella vista ideale su una ultima e luminosa maglia rosa.
 
Gian Paolo PORRECA
(da Il Mattino, 15 marzo 2009)

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