POGACAR. «HO AIUTATO DEL TORO? E' LUI CHE HA AIUTATO ME A CONQUISTARE IL TOUR»

TOUR DE FRANCE | 25/07/2026 | 19:30
di Francesca Monzone

Il Tour de France 2026 è ormai nelle mani di Tadej Pogacar. Dopo la ventesima tappa, con arrivo sull'Alpe d'Huez, lo sloveno può finalmente assaporare la certezza di aver conquistato, salvo imprevedibili incidenti, la sua quinta Grande Boucle. Manca soltanto l'ultimo passaggio, quello più atteso e simbolico: tagliare il traguardo finale di Parigi.


Perché la tradizione del Tour è chiara: la corsa si vince soltanto quando si attraversa la linea d'arrivo dell'ultima tappa. Solo allora il campione potrà alzare le braccia al cielo e indossare definitivamente la maglia gialla. A quel punto Pogacar entrerà ancora di più nella storia del ciclismo, raggiungendo il leggendario club dei cinque Tour de France vinti, al fianco di Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Bernard Hinault e Miguel Indurain.


Ma conoscendo il fuoriclasse sloveno, l'ultima giornata non sarà una semplice passerella. Anche se la vittoria finale rappresenta l'obiettivo principale, Pogacar non ha nascosto di guardare con interesse anche al successo di tappa nella capitale francese, soprattutto considerando il nuovo percorso che attraverserà più volte la salita di Montmartre. «Vedremo come mi sentirò domani -  ha spiegato al termine della ventesima tappa - Non correrò rischi. Quest'anno però non c'è Wout van Aert, quindi avrò un avversario importante in meno. La vittoria di tappa non è il mio obiettivo principale, ma se avrò buone gambe e non dovrò prendere rischi inutili, proverò a vincere».

Prima di pensare all'ultima tappa, però, il campione della UAE Team Emirates-XRG ha vissuto una giornata diversa dal solito. Per una volta non è stato lui il capitano assoluto della squadra, ma ha scelto di mettersi completamente al servizio del compagno Isaac Del Toro, accompagnandolo fino al traguardo per difendere il suo splendido terzo posto nella classifica generale e la maglia bianca di miglior giovane. Un gesto che racconta perfettamente lo spirito con cui la UAE Emirates ha affrontato queste tre settimane.

«Adesso tutti parleranno di come io abbia aiutato Isaac a salire sul podio -  ha raccontato Pogacar - Ma la verità è un'altra: è lui che ha aiutato me a vincere la maglia gialla». P

arole che sorprendono solo in parte, perché lo sloveno ha voluto rendere omaggio a tutta la squadra che lo ha accompagnato fino alle porte della quinta vittoria al Tour. «Tutti i miei compagni sono stati fondamentali. Nils Politt e Florian Vermeersch sono sempre rimasti con me nelle tappe di pianura. Tim Wellens e Felix Großschartner sono stati i nostri capitani di strada, prendendo le decisioni più importanti durante la corsa. Brandon McNulty ci ha aiutato fin dall'inizio del Tour e non dobbiamo dimenticare il lavoro che ha fatto, anche se poi non ha potuto continuare con noi. E Adam Yates ha contiunuato a lottare, nonostante i problemi fisici, per darci il suo contributo».

Il lavoro svolto per Del Toro nell'ultima grande tappa di montagna ha lasciato un ricordo particolare anche allo stesso Pogacar. «È stato un onore correre per Isaac nell'ultima ora e mezza di gara. L'ho fatto con grande piacere e mi sono reso conto di quanto sia difficile lavorare completamente per un altro corridore. Tagliare il traguardo insieme a lui resterà uno dei ricordi più belli di questo Tour». Un Tour questo, che lo sloveno giudica quasi perfetto. «Credo di aver disputato una grande corsa, così come tutta la squadra. È vero, alcuni dei nostri avversari sono stati sfortunati, ma questo fa parte del Tour de France. In tre settimane può succedere davvero di tutto. Noi siamo rimasti uniti dal primo all'ultimo giorno e adesso manca soltanto l'ultima tappa». Tra i rivali che più lo hanno impressionato c'è senza dubbio Remco Evenepoel, protagonista di un Tour di altissimo livello e ormai vicinissimo al secondo posto finale.

Pogacar ha speso parole di grande stima nei confronti del belga. «Remco è sempre stato un campione ed è uno dei migliori corridori del mondo. Si merita pienamente questo secondo posto. Ha una mentalità diversa rispetto alla mia e a quella di Jonas Vingegaard, ma ha davanti una carriera lunghissima e sono sicuro che continuerà a vincere tantissimo». Parole che confermano il grande rispetto reciproco tra due dei principali protagonisti del ciclismo moderno. Ora, però, manca soltanto l'ultimo atto. Ottantotto chilometri separano Tadej Pogacar dal quinto Tour de France della sua carriera. Salvo colpi di scena, domenica lo sloveno verrà incoronato nuovamente re della Grande Boucle, entrando definitivamente nell'élite dei più grandi campioni della storia.

E conoscendo il suo spirito competitivo, non è escluso che il campione della UAE Team Emirates-XRG provi a rendere ancora più memorabile questa edizione, andando a caccia anche dell'ultima vittoria di tappa a Parigi. Sarebbe il modo perfetto per chiudere un Tour dominato dall'inizio alla fine e scrivere un'altra pagina indimenticabile della sua straordinaria carriera.


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COMMENTI
tappa finale
26 luglio 2026 00:10 fransoli
non è prevista pioggia, percorso accorciato ma con due volte in più la salita di montmartre, sarà spettacolo assicurato con Pogacar, VDP, Pedersen e ci metto anche Remco a contendersi la vittoria. E sono sicuro che Del Toro avendo il terzo posto sicuro al 99%, gambe permettendo, sarà gregario fondamentale

Bravo !!!!!!!!
26 luglio 2026 08:24 Arrivo1991
Vittoria mai in discussione e belle parole anche sugli avversari.
Peccato che qualche suo tifoso hater (pochissimi per fortuna), ce l'abbia sempre con Remco.
Gente poco obbiettiva,dei selvaggi ululanti.

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