Richard Carapaz sentiva aria di impresa e su una salita iconica per il Tour come Orcieres Merlette non ha sbagliato. Va in fuga con altri 14 e a 3,5 km dal traguardo, al secondo attacco, fa il vuoto.
“E’ davvero speciale per me vincere qui al Tour - dice l’ecuadoriano della Ef Easypost, 33 anni -. E’ qualcosa in cui devi mettere tutto te stesso, e questa vittoria la dedico alla mia famiglia”.
Dopo il successo a Superdevoluy nel 2024, ecco oggi il trionfo nella prima delle tre tappe alpine di questa edizione, una giornata da 3900 metri di dislivello: “E’ stata davvero dura, ma ho aspettato il momento buono per attaccare, e alla fine si è dimostrato che era quello giusto -continua Carapaz, entusiasta come poche altre volte e festeggiatissimo dai tanti sudamericani presenti al traguardo -. Sapevamo che cosa dovevo fare. Tornare a vincere qui al Tour è qualcosa che mi è costato molto, alla fine è venuta fuori una tappa molto bella, la più bella per me. Incredibile”.
Maglia a pois degli scalatori nel 2024, Carapaz ha vinto il Giro nel 2019 ed è arrivato terzo al Tour nel 2021, più il titolo olimpico in linea a Tokyo 2021, quando sfuggi alla marcatura di Pogacar e Van Aert. Oggi la “locomotora del Carchi”, come è soprannominato, non ha fallito: “Vincere qui al Tour è diventato sempre più difficile. Con la squadra avevamo fatto una tattica d’attacco, da lontano, e ci siamo riusciti”.
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