Remco Evenepoel si è goduto il giorno di riposo e scherzando con i giornalisti ha ammesso di non aver ricevuto controlli antidoping durante la notte. Il belga è pronto per la terza settimana di corsa, ma ha chiarito che non punta alla vittoria finale.
Il sorriso è quello di chi ha appena conquistato una delle vittorie più importanti della propria carriera. Remco Evenepoel si è presentato rilassato e soddisfatto alla conferenza stampa del secondo giorno di riposo del Tour de France 2026, ventiquattro ore dopo il magnifico successo sul Plateau de Solaison, dove è riuscito a battere in uno sprint a tre Tadej Pogacar e Isaac Del Toro, conquistando la sua prima vera vittoria di montagna alla Grande Boucle.
Un successo che ha cambiato anche la classifica generale. Il belga della Red Bull-Bora Hansgrohe è ora secondo, a cinque minuti dalla maglia gialla Pogacar, e ha scavalcato Isaac Del Toro, portando il proprio vantaggio sul messicano a 58 secondi. Una posizione prestigiosa che, però, non cambia il suo modo di affrontare il Tour.
La mattinata del giorno di riposo è stata dedicata alla ricognizione della cronometro di oggi, una prova nella quale Evenepoel parte come grande favorito.
«Dopo aver ispezionato il percorso – ha spiegato – mi ha colpito soprattutto la salita iniziale. È 'solo' al quattro per cento, ma penso che possa comunque fare una grande differenza. In gruppo hai sempre il vantaggio della scia, mentre in una cronometro sei completamente da solo e ogni watt conta».
A preoccupare il campione olimpico è soprattutto la discesa. «È al limite. Molto veloce, tecnica e anche piuttosto pericolosa. Naturalmente vale per tutti, ma sarà un tratto dove servirà grande concentrazione».
Il belga ha poi analizzato il tracciato, sottolineando come i tre rilevamenti cronometrici permetteranno di capire perfettamente l'andamento della prova. «Ci sono tre intermedi, già a metà salita, poi in cima e infine a otto chilometri dal traguardo. Onestamente non credo che tra lo scollinamento e l'arrivo ci saranno grandi cambiamenti in classifica».
Rispetto al Tour del 2024, Evenepoel arriva alla cronometro con un chilo e mezzo in meno. Una scelta studiata durante tutta la preparazione. «La differenza principale è che oggi ho bisogno di meno potenza per raggiungere la stessa velocità. Era proprio questo l'obiettivo del dimagrimento. Lo noto soprattutto durante le tappe: riesco ad arrivare al traguardo consumando meno energia».
Un vantaggio che, secondo il belga, emerge soprattutto sulle tre settimane. «Non è qualcosa che percepisci in una singola giornata, ma sul totale del Tour cambia tantissimo. Consumo meno calorie rispetto a due anni fa e questo mi permette di arrivare più fresco nei finali».
Anche per questo motivo non teme che il minor peso possa penalizzarlo nella prova contro il tempo. «I primi dieci chilometri sono in salita e lì avere qualche chilo in meno non è certamente uno svantaggio. Alla Vuelta del 2022 pesavo praticamente uguale e le cronometro andarono molto bene».
Domenica Tadej Pogacar aveva definito Evenepoel una possibile "spina nel fianco" nella terza settimana. Un'affermazione che il belga ha accolto con grande serenità. «Non credo che Tadej debba preoccuparsi troppo. Non so nemmeno cosa intendesse esattamente. Forse parlava della lotta per il podio con Del Toro, oppure del fatto che potrei essere un avversario scomodo se arrivassimo insieme nel finale».
Il suo obiettivo resta molto chiaro e di certo non punta alla vittoria finale del Tour. «Cercherò semplicemente di dare il massimo e di disputare la migliore terza settimana della mia carriera, provando a restare il più in alto possibile nella classifica generale».
Nonostante il ritiro di Jonas Vingegaard abbia modificato gli equilibri della corsa, Evenepoel non vuole alimentare illusioni sulla maglia gialla. «Assolutamente no. Non penso minimamente alla vittoria del Tour. Sarebbe sbagliato dare per scontato che possa succedere qualcosa a Pogacar. La mia mentalità è quella di difendere il secondo posto».
Il belga guarda già alle prossime tappe, cercando di calibrare ogni singola scelta. «Dopo la cronometro arriveranno due giornate che dovrebbero favorire una fuga o una volata. Cercherò di gestirle nel modo migliore possibile per arrivare fresco alle tappe decisive di venerdì e sabato». Il podio resta il grande obiettivo. «L'ho detto fin dal primo giorno: volevo vincere una tappa in linea, conquistare la cronometro e salire sul podio finale. Per ora sto rispettando il programma, ma devo rimanere con i piedi per terra. Arrivare secondo dietro a uno dei più grandi corridori della storia sarebbe già un risultato enorme».
Evenepoel non sottovaluta i rivali nella corsa al secondo posto. «I pretendenti sono tanti. Isaac Del Toro è molto vicino, Paul Seixas sta facendo qualcosa di straordinario e anche il mio compagno Florian Lipowitz non è lontano. Dovrò controllare tutti».
Tra questi, proprio il giovane francese è quello che più lo ha impressionato. «Quello che sta facendo Seixas a diciannove anni è incredibile. Sta gestendo una pressione enorme, soprattutto da parte dei media francesi. Credo che la Francia debba proteggerlo e non caricargli addosso troppe aspettative».
Per Evenepoel il talento del corridore della Decathlon-CMA CGM è fuori discussione. «Se riuscirà a costruire la sua carriera con calma e senza forzature, un giorno vincerà sicuramente un Grande Giro. E perché no, anche il Tour de France». Tra le domande inevitabili c'era anche quella sui controlli antidoping notturni che nei giorni scorsi hanno coinvolto Pogacar e Vingegaard.
Il belga sull’argomento ha risposto con una risata. «No, nessun medico è venuto a bussare alla mia porta. Ho dormito profondamente e normalmente».
Poi ha raccontato come abbia trascorso la serata dopo il successo di Plateau de Solaison. «Prima di andare a letto ho guardato la finale del Mondiale. Gli spagnoli e gli argentini mi hanno fatto fare tardi. È stato un bel modo per rilassarmi dopo una giornata così intensa. Fortunatamente nessuno mi ha svegliato troppo presto».
Pur sorridendo, Evenepoel ha ammesso che quanto accaduto ai due grandi rivali del Tour gli ha fatto riflettere. «Adesso ci penso anch'io. Cerco di andare a letto il prima possibile perché anche un normale controllo può iniziare alle sei del mattino. È molto presto. È un promemoria in più, un campanello d'allarme che può suonare da un momento all'altro. Per questo motivo cercherò di coricarmi sempre molto presto».
Con la vittoria conquistata domenica e una cronometro che sembra disegnata sulle sue caratteristiche, Remco Evenepoel arriva alla terza settimana del Tour con entusiasmo, fiducia e un obiettivo ben preciso: difendere il secondo posto alle spalle di Tadej Pogacar, senza lasciarsi distrarre da sogni che, almeno per il momento, considera ancora fuori dalla sua portata.