Il Tourx2=Paret-Peintre. La frazione che si conclude domani al Plateau de Solaison ha un epicentro di passione fissato al km 146, sulla breve Cote du Mont, quando mancheranno 37 km al traguardo.
«Sono attesi un centinaio di sostenitori, faremo festa con animazione, pic-nic comunitario, buffet, iniziando alle 12 e godendoci la visione della tappa». Chi parla non è un omonimo di Aurelien e Valentin, è l’attivissimo padre dei due fratelli dell’Alta Savoia.
Monsieur Olivier è «un genitore fiero per quanto hanno saputo fare i suoi figli, aggiungiamoci mi raccomando Maeva, ex campionessa su pista, che accompagnavo da piccola al velodromo di Ginevra. E che ora è nutrizionista, inserita nella Decathlon Cgm come cuoca che prepara le porzioni».
Per quanto nell’allestimento della fan zone Paret-Peintre non venga affidato nulla al caso - unico requisito richiesto la voglia di fare festa e stare insieme - la montagna d’arrivo è un’occasione speciale, tappa da circoletto rosso ed enfant du pays per il 25enne della Soudal Quick-Step che un anno fa esultò sul Mont Ventoux: «Valentin mi ha confidato che sulla salita non lontana da casa nostra, ad Annemasse, ha fatto piani di battaglia. Solaison lui la conosce benissimo, la splendida affermazione al Tour 2025 gli ha dato consapevolezza piena dei suoi mezzi di scalatore, regalando a noi di famiglia (compreso il fratello che era in corsa, ndr) e soprattutto a lui emozioni da brivido. E’ stato il coronamento di quanto fatto dai miei figli nei due anni precedenti al Giro d’Italia, con il successo di Valentin nel 2024 e di Aurelien nel 2023».
Il più “anziano” dei due Paret-Peintre, 30 anni, vive questa Grande Boucle con un compito molto delicato: «È compagno di stanza da inizio stagione con Paul Seixas. Mio figlio è molto riflessivo ed ha sviluppato un bel rapporto di dialogo e fiducia con la grande promessa del nostro ciclismo, oltretutto originario anche lui della nostra Regione. Un capitano e uomo di classifica a 19 anni che giudico già pronto per la sfida, in quanto la sua carriera è sempre andata in progressione di risultati».
Olivier, che anni addietro ha anche collaborato con la federazione ciclistica marocchina come direttore sportivo, pedala per diletto ogni qualvolta il lavoro lo permette: «Non ho problemi a svegliarmi all’alba per farmi le due ore di bici, senza velleità come quando correvo da amatore, nulla a che vedere con quanto fanno i miei ragazzi. Loro vanno fortissimo e sono particolarmente orgoglioso quando ricordo l’affermazione di Aurelien alla Annemasse Classic, gara che vanta una storia lunghissima. La prima edizione fu organizzata nel 1914 e da allora il nostro sodalizio è molto attivo sia nella promozione del ciclismo tra i bambini ed i ragazzini e sia nelle categorie maggiori della piramide giovanile. Le risposte arrivano, per me vale un concetto: i miei figli li vedo tra i professionisti e non posso che andarne orgoglioso, ma se non ci fosse stato il Veloclub Annemasse, fondato nel 1897, forse non racconterei questa bella storia di famiglia».
Ha ragione, vestendo i panni del presidente e factotum, Olivier Paret-Peintre, che un mesetto fa era in Italia come meccanico della devo di Decathlon Cgm. E che lavora in proprio ed a domicilio: «Serve una riparazione alla bicicletta? Mi chiamano e io arrivo sul posto con l’officina mobile. Un servizio su misura che la comunità dei pedalatori apprezza molto».
E magari ci scappa la domanda su Valentin e Aurelien, vero?
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