CELIA GERY 10. Abile nell’interpretare al meglio la discesa dal GPM di Pietragavina, una volta infilatasi nel drappello di testa la francese della FDJ United-Suez non sbaglia una mossa, evitando di dare cambi, risparmiando energie preziose e infine, con freddezza, battezzando la ruota di Brand che supera beffardamente nelle ultime decine di metri. Una perfetta gestione del finale
LUCINDA BRAND 9. Dopo il sacrificio per il poker di Balsamo del giorno prima, l’esperta olandese si trova a giocarsi una tappa che forse, nei piani, doveva nuovamente arridere alla compagna di squadra azzurra. Invece, dando per l’ennesima volata dimostrazione di saper leggere con avvedutezza i finali di corsa, segue come un’ombra le attaccanti dopo il GPM e rispetta il copione correndo sulle ruote. Le mancano gli ultimi 40 metri per regalare la cinquina alla Lidl-Trel, ma, a parte questo, altra prova magistrale.
CHANTAL PEGOLO 9. Al primo anno tra le grandi, si lancia all’attacco, resta in fuga tutto il giorno, resiste in salita, non si stacca in pianura e trova anche la forza per conquistare il primo podio dell’anno nella massima categoria nonché il miglior risultato della carriera su questi palcoscenici: davvero notevole.
ELISA LONGO BORGHINI E SILVIA PERSICO 8. Se non fosse per l’accoppiata dell’UAE Team ADQ assisteremmo all’ennesimo arrivo in volata. Invece, praticamente da sole, le due azzurre s’inventano un finale di tappa sontuoso, allungando in discesa e alimentando fino all’ultimo l’azione poi rivelatasi decisiva per il successo odierno. Il bottino forse è magro (cinque secondi in classifica generale) ma il piglio e la volontà sono oltremodo lodevoli.
SARA LUCCON E GAIA SEGATO 7. Altra giornata in fuga per le due giovanissime azzurre che continuano a macinare chilometri al vento e a farsi vedere in avanscoperta: la prima finisce col conquistare il traguardo volante di Zavattarello prima di staccarsi in salita, la seconda resiste fino all’ultimo mettendo le mani su un importante sesto posto. Avanti così.
HUMAN POWERED HEALTH 5,5. Tutto il giorno ad inseguire, prima la fuga di giornata insieme alla Lidl-Trek, poi l’attacco delle sette battistrada nel finale. Risultato: un dodicesimo posto conclusivo con Coles-Lyster che, se comparato agli sforzi profusi nel corso dei 159 chilometri, è tutto tranne che un piazzamento soddisfacente.
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