CPA. I CORRIDORI STANNO PENSANDO DI NON FINANZIARE PIÙ I CONTROLLI ANTIDOPING

PROFESSIONISTI | 21/07/2026 | 17:17
di Giulia De Maio

Ieri il CPA ha emesso il suo comunicato in seguito ai controlli antidoping notturni avvenuti al Tour de France, che hanno coinvolto Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, e in gruppo continua ad essere palese il malcontento. Nel giorno di riposo, in cui sono stati controllati praticamente tutti i team della Grande Boucle, Adam Hansen ha raccolto le opinioni dei corridori, che hanno sempre meno voglia di finanziare un sistema che sembra concentrarsi sul ciclismo in modo molto più evidente rispetto agli altri sport. L'ex pro' australiano che presiede il sindacato mondiale su X ha spiegato come funziona il sistema antidoping e come gli atleti pretendano che diventi più efficiente, equo e rispettoso. Vi proprioniamo il suo post integrale: 


La nostra posizione è chiara: il CPA è estremamente deluso dall’attuale orientamento della lotta al doping nel ciclismo professionistico.


Sapevate che i ciclisti sono gli unici atleti al mondo a pagare di tasca propria per finanziare controlli antidoping supplementari, la conservazione a lungo termine dei campioni e l’analisi dei dati? Questo onere finanziario è una conseguenza diretta del passato storico del nostro sport. Sebbene il ciclismo moderno sia oggi notevolmente più pulito, i corridori in attività stanno pagando per gli errori delle generazioni precedenti. È giusto?

Nell’ambito dell’iniziativa SafeR, i membri sostengono spesso che gli incidenti avvengano perché i corridori perdono la concentrazione o abbassano lo sguardo sui loro ciclocomputer. Ma considerate il costo umano dell’attuale sistema antidoping: pensate a come vi comportate nel vostro normale lavoro quotidiano dopo sole quattro ore di sonno, o dopo essere stati svegliati proprio nel bel mezzo del ciclo REM alle 2 del mattino per un prelievo di sangue.

Ora, immaginate che ciò accada durante un Grande Giro, tra due tappe di montagna cruciali dopo due intere settimane di gara. La pressione che grava sulle vostre spalle. Non sto dicendo che questa sia stata la causa della caduta di Jonas Vingegaard, ma sottoporre un atleta a tutto questo durante la gara più importante dell’anno, dopo due settimane di gara, ha sicuramente un impatto sulle sue prestazioni quotidiane o potrebbe semplicemente rimanere in un angolo della sua mente durante la tappa.

Non si tratta solo di Jonas: tutti i ciclisti professionisti devono essere reperibili 365 giorni all’anno. 

La finestra di un’ora: durante la finestra giornaliera di un’ora loro assegnata, i corridori devono trovarsi esattamente nel luogo indicato nella dichiarazione di localizzazione.

Le altre 23 ore: al di fuori di quella finestra temporale, i DCO (funzionari addetti al controllo antidoping) possono comunque presentarsi senza preavviso. Se un corridore non è a casa, perché è uscito a prendere un caffè o è andato al parco con suo figlio – cosa che ha deciso di fare durante la giornata – è tenuto a fornire la prova di dove si trovava e del motivo.

La mancata giustificazione della propria posizione può essere registrata come controllo mancato. I corridori sono terrorizzati all’idea di ricevere un controllo mancato. Ho visto casi di corridori che hanno dovuto ottenere una dichiarazione dai proprietari di ristoranti, insieme al conto, attestante che erano fuori a cena al di fuori della loro finestra di un’ora. Ora, come possono ottenere una dichiarazione scritta dal loro bambino di 3 anni se sono andati al parco?

A peggiorare le cose, l’applicazione ADAMS che i corridori devono utilizzare per inviare i propri dati di localizzazione è nota per i problemi tecnici e i frequenti tempi di inattività.

Abbiamo sempre sostenuto: «Qualità prima della quantità». I ciclisti finanziano direttamente l’ITA e abbiamo ripetutamente sostenuto che aumentare il numero di test non è la soluzione, ma uno spreco di risorse. Quei fondi dovrebbero invece essere investiti nel potenziamento delle attrezzature dei laboratori di analisi.

Attualmente, gli standard delle attrezzature variano da un laboratorio accreditato all’altro. Alcuni sono di gran lunga più avanzati di altri nel rilevare tracce di sostanze. Vogliamo un approccio che privilegi la qualità rispetto alla quantità, con attrezzature di laboratorio all’avanguardia in grado di rilevare le tracce più minime in assoluto di sostanze proibite. Ciò significa un numero minore di test, ma più precisi, che individuino i veri imbroglioni riducendo al contempo le continue vessazioni nei confronti dei corridori puliti.

Se ci fossero progressi nelle attrezzature di analisi, ciò amplierebbe la finestra di rilevamento delle sostanze proibite, il che porterebbe a un approccio più efficiente: non sarebbero più necessari questi test nel cuore della notte, ci sarebbe meno stress e carico di lavoro per i corridori e maggiori possibilità di smascherare i truffatori.

Ma non è questa la direzione che si sta prendendo. I finanziamenti non sono destinati a migliorare le attrezzature di laboratorio, bensì ad aumentare il numero di test e a potenziare il monitoraggio dei dati, e tutto ciò comporta più lavoro e stress per i corridori. Ne hanno già abbastanza. Vogliamo che i dopati vengano smascherati, non vogliamo che i corridori puliti subiscano vessazioni e che ci venga presentata una relazione in cui il numero totale di test aumenta di anno in anno con un numero sempre minore di casi positivi.

Dobbiamo chiederci se vogliamo continuare a contribuire a un sistema che non sta andando nella direzione giusta, ovvero quella di diventare più efficiente, smascherare i truffatori, molestare meno gli atleti puliti e non trattare i corridori come criminali.


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COMMENTI
Anche se
21 luglio 2026 18:00 Ottavo Pianeta
la stampa e i media non specializzati scricceranno e diranno che i clicsti non pagano più l'anti doping perché vogliono doparsi, il CPA ha totalmente ragione.

Ieri qualcuno ha scritto "cosa sarebbe successo se lo avessero fatto a Messi prima la notte prima della finale Mondiale?" io aggiungo :"cosa sarebbe successo se avessero buttato giù dal letto qualsiasi calciatore prima di una partita del Mondiale?"

Non poteva mancare
21 luglio 2026 18:09 Craven
E anche di Hansen non si era più letta una mezza riga.

Ottavo Pianeta
21 luglio 2026 18:31 Giovanni c
Si è arrivati a questo punto grazie anche a talenti superiori, tipo un certo JONATHAN VAUGHTERS che non sapendo cosa fare, lancia una "bomba" (come ha capito di fare, forse la sola cosa che ha capito)
Gente dotata di un tempismo alla Bolt, che ha il potere di amplificare ancora di più il casino.
Un genio.
Adesso rispolvererei il mito Riis, così diamo un'ulteriore colpo al sistema.

Doping
21 luglio 2026 18:51 Pacho1807
Fino a prova contraria corridori come vingegaard Evenepoel pogacar e vdp che sono sulla cresta dell’onda da anni e vengono sottoposti A centinaia di controlli ogni anno, per il momento non sono mai stati “pizzicati” positivi a qualsiasi sostanza dopante……….. non stiamo qui ad elencare la somma dei trofei e delle classiche vinte ( praticamente tutte dal 2020 in poi….) quindi svegliare qualsiasi atleta alle sue tre o cinque di
Notte risulta solamente un tentativo ignobile da parte dei franzosi di rovinare un evento sportivo di questa portata

Giovanni c
21 luglio 2026 18:57 Ottavo Pianeta
Concordo, c'è troppa tensione ed esasperazione. Quello che è successo a Mc Nulty è assurdo...

P. S. Scusate se ho scritto male varie parole nel mio commento precedente... Età e assenza di occhiali da lettura...

Considerazione
21 luglio 2026 19:30 italia
Finché i ciclisti hanno comportamento da coyotes ci dobbiamo aspettare questo ed altro;a ci vuole tanto a dire ... oggi hai controllato Jonas e Pog ...,va bene anzi benissimo; per non venire più finché non hai controllato Mbappe Messi Ronaldo ..... ;questo e un sistema dove se ti comporti da pecora vieni sbranato dal lupo se ti comporti da leone il lupo scappa come una formula 1 ....scusate il cinismo ma per me è così...

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