Saranno quasi certamente Como e il suo caloroso pubblico ad ospitare il finale del Lombardia 2026 in programma il prossimo 10 ottobre.
A dare una conferma importante di come i lavori per riportare la conclusione della “Classica delle foglie morte” nel capoluogo lariano siano già più che avviati è stata in queste ore La Provincia che, quest’oggi, ha rivelato come la delegazione di RCS Sport (insieme ad alcune figure del Comune e agli organizzatori locali di CentoCantù) abbia proceduto nella giornata di lunedì a effettuare i sopralluoghi del caso per poter dare il via libera al ritorno, a due anni dall’ultima volta, della Monumento autunnale nella città della seta.
Scongiurata, dunque, la possibile interruzione dell’alternanza degli arrivi con Bergamo dopo che, come ha riportato il quotidiano lombardo, tra il cambio di guida al vertice di RCS e l’aumento dei costi per ospitare la conclusione dell’evento non era scontato che Como riuscisse a confermare la riuscita staffetta con la località orobica.
Tutto invece pare sia stato risolto in tempo utile per permettere a RCS di riconsiderare l’arrivo della corsa in quel di Como, località dove per l’occasione si starebbe pensando a qualcosa di davvero speciale in grado di rendere ancora più acceso e spettacolare il finale di gara. In particolare, stando a quanto trapelato, si starebbe studiando la possibilità di un doppio transito sia sul Civiglio che sul San Fermo della Battaglia, asperità iconiche che già più di una volta in passato hanno fatto la storia del Lombardia esaltando le doti da grimpeur di grandi corridori.
Fra questi, ovviamente, vi è anche il vincitore delle ultime quattro edizioni della corsa Tadej Pogacar il quale, dopo gli impegni di settembre (sicuramente i Mondiali in Canada e forse la Vuelta a España), ha già fatto sapere che si ripresenterà al via per andare a caccia del sesto centro consecutivo che lo porterebbe a staccare Fausto Coppi in testa alla classifica dei plurivincitori nella storia della corsa consacrandolo così ancor di più ad assoluta leggenda vivente.