Filippo GANNA. 10 e lode. Saetta, fulmine e tornado, Filippo è di tutto e di più. Si mette in modalità razzo e fila via radendo il suolo con il suo padellone da 64 denti. Ha fretta Pippo, fretta di arrivare e incamerare l’8° successo rosa. Quarto successo stagionale, tre contro il tempo. Il primo alla Volta ao Algarve, il secondo in queste zone, poco distante da qui, a Lido di Camaiore, alla Tirreno Adriatico. Più quello in Belgio nella Doors Van Vlaanderen. Vince Filippo, con una prestazione maiuscola, alla media di 55 km/h. Sul suo cammino, lungo i 42 chilometri che uniscono Viareggio a Massa, il granatiere della Netcompany Ineos ne raggiunge sette. Sette corridori partiti prima di lui e raggiunti e superati di slancio. Una superiorità netta ed evidente. Una vittoria piena e totale, che lo ripaga del tanto lavoro fatto per raggiungere questi traguardi e per aiutare i suoi compagni. Successo numero 40 in carriera, un traguardo tondo, un numero importante, che può essere aggiornato molto presto, anche perché Pippo lento non lo è mai stato.
Thymen ARENSMAN. 9. Se Ganna è un fulmine, Thymen è tuono. Si fa sentire, ma anche vedere. Dietro all’immensità del verbanossolese c’è il signore nederlandese, che pedala fortissimo, che tra gli uomini di classifica con ambizioni rosa è quello che più si avvicina, che sale virtualmente sul podio.
Remi CAVAGNA. 8,5. Per il 30enne corridore della Groupama andare forte a crono non è assolutamente una novità. Lui ha l’esercizio nella mente e porta a casa un piazzamento che fa morale, per un team che fino ad oggi non aveva ancora ottenuto nessun piazzamento nei dieci.
Sjoerd BAX. 8. Altro olandese volante, che fa grande la Pinarello Q36.5. Per il 30enne tulipano piazzamento di prestigio. Per il team diretto da Gabriele Missaglia un’iniezione di fiducia dopo tanta sfortuna. Per Fausto Pinarello un trionfo totale e globale: tre sue biciclette nelle prime quattro posizioni. Biciclette filanti.
Derek GEE. 8. Il canadese della Lidl-Trek mette in strada la sua attitudine al cronometro. È per il team tedesco di Luca Guercilena il capitano designato, oggi dice che la condizione c’è. Fa un salto in classifica di ben sei posizioni: canguro di giornata.
Max WALSCHEID. 8. Corsa parallela per l’altro uomo Lidl-Trek che fa peggio di Gee di 1”. Crono di assoluto livello, per un Giro che è pronto a decollare.
Johan PRICE-PEJTERSEN. 7. Il 26enne danese della Alpecin fa di questa cronometro la sua vetrina: e si mostra molto bene.
Mikkel BJERG. 6,5. Lui, se vuole, le crono le fa anche meglio. Ma per lui, da domani, c’è un Giro da prendere di petto e oggi serviva un po’ di testa.
Lorenzo MILESI. 8. È una delle più belle realtà del nostro ciclismo. Fin qui ha disputato un Giro di livello assoluto e anche la sua crono va in questa direzione. Un piazzamento nei dieci che ci dice che questo ragazzo ha talento da vendere e non abbiamo ancora finito di vedere il meglio.
Ben O’CONNOR. 6,5. Bene ma non benissimo. Parte fortissimo, finisce forte.
Jonas VINGEGAARD. 6. L’impressione è che abbia pedalato regolare, con una frequenza stabilizzata sulle 90-95 pedalate al minuto e un wattaggio costante sui 350-380. In verità arriva con i segni della fatica sul volto: insomma, una passeggiata non l’ha fatta, ma già alla vigilia ero convinto che la maglia l’avrebbe lasciata per pochi secondi e così è stato. Pila è ancora lontana.
Michael STORER. 6,5. Non fa una crono monstre, ma perde solo 5” dal danese.
Giulio PELLIZZARI. 7. Tre giorni non facilissimi, oggi era anche in dubbio. Invece, mette in mostra una crono che gli consente di perdere da Vingegaard solo 18”: alzi la mano chi l’avrebbe previsto.
Jai HINDLEY. 6. Anche lui non sta benissimo, anche lui come Giulio è alle prese con un virus maligno, ma in ogni caso concede a Pellizzari 13”.
Felix GALL. 4. Arriva stravolto, come se di cronometro ne avesse disputate due nella stessa sessione. Lascia a Vingegaard la bellezza di 1’22”.
Mathys RONDEL. 5. È una delle grandi sorprese di questo Giro, ma nelle crono non ci si può improvvisare. Da rivedere.
Afonso EULALIO. 10. Più lento di Rondel di 16”, ma il portoghese in rosa si difende alla grandissima, mantenendo il simbolo della corsa sulle proprie spalle per 27”: capolavoro.